Sicilia, gli imprenditori di Trapani: “Salvate Birgi, non lasciate andare via Ryanair”

di Giacomo Di Girolamo

incontro birgi

Un momento dell’incontro degli imprenditori turistici del trapanese

C’erano un centinaio di imprenditori turistici della provincia di Trapani all’assemblea autoconvocata dalla categoria per discutere i problemi dell’aeroporto di Trapani – Birgi. Non c’erano i politici, nessuno, e soprattutto, non c’erano i vertici dell’Airgest, la società mista (45% in mano alla Regione, 5% in mano alla Camera di commercio di Trapani e il 50% in mano ai privati) che gestisce lo scalo. Erano stati invitati dal Movimento Turismo e Territorio per rispondere ai tanti dubbi  sul progressivo abbandono di Ryanair. “Mi dispiace che i vertici Airgest non siano presenti – ha detto il portavoce del movimento Fabio Di Bono -. Io posso solo riferire che ho avuto un colloquio con l’amministratore delegato Vittorio Fanti il quale ha detto che sono molto delusi perchè i Comuni della provincia di Trapani non stanno rispettando l’accordo che avevano fatto con Ryanair. Arrivano all’Airgest le fatture  di Ryanair da pagare, ma i Comuni non hanno versato alla Camera di Commercio nulla dei due milioni di euro previsti per il solo 2014″.
Già da questo  inverno a Trapani Birgi ci saranno tre voli al giorno in meno. Se entro fine ottobre i Comuni non pagheranno quanto pattuito dall’anno prossimo ci saranno sei voli al giorno in meno. “Ryanair vuole continuare a stare a Trapani, che rimane la sua base operativa – fa sapere Di Bono – , ma se non viene rispettato l’accordo di co-marketing fatto per i prossimi tre anni la compagnia se ne andrà, come è avvenuto già in altre realtà”. 
Agli operatori preoccupa soprattutto il taglio dei voli internazionali, che è partito già questa estate, perchè sono quelli che portano i turisti e che quindi mantengono l’indotto. L’importo da versare, per i Comuni,  è di due milioni di euro l’anno. Ma con un milione di euro in più l’anno (quindi, tre milioni)  si avrebbe una programmazione ancora più completa, come quella del 2013, anno definito all’unanimità “eccezionale” da tutti gli operatori turistici.
Le quote dell’Airgest che furono della Provincia sono state acquisite ad un prezzo vantaggioso dalla Regione siciliana, che però ancora non è intervenuta. Secondo indiscrezioni è in discussione, tra la componente pubblica (appunto, la Regione) e i privati un modello di governance dell’aeroporto.
Ma ci sono altre compagnie disponibili ad operare a Trapani? Come spiega l’esperto Alessandro Riolo,  Ryanair va dove ci sono i contributi, e ha creato un modello al quale si sono adeguate nel tempo le altre compagnie. Dove non ha avuto soldi, Ryanair se ne è andata. E’ accaduto già in Italia a Verona, e sta accadendo in Spagna a Girona, dove erano “basati” sei aeromobili, e anche lì sono sul piede di guerra, e presto rimarrà solo un aeromobile. “Se Trapani Birgi non riesce a trattenere Ryanair – è il parere di  Riolo – come può sperare di attrarre altre compagnie?“. Oggi Ryanair è entrata, grazie al fallimento di WindJet, in maniera dirompente a Palermo e Catania, dove fa numeri importanti e porta – come accaduto a Trapani – un numero crescente di passeggeri. Solo a Catania si registra quest’anno un incremento del 30% di passeggeri. Per Taormina – dicono gli operatori del posto – è stato un anno straordinario, grazie alla presenza di Ryanair a Comiso e Catania. Morale della favola: è inutile girarci attorno, Ryanair è un investimento che ha un ottimo rapporto qualità prezzo, e non solo non ci sono in giro altre compagnie in grado di assicuare gli stessi servizi allo stesso prezzo, ma il territorio di Trapani non ha una sua capacità di trattare con altre compagnie.
A Trapani  il parziale disimpegno di Ryanair già da quest’anno ha fatto registrare un calo del 27% dei passeggeri sui voli internazionali (dato aggiornato a Settembre) “Ciò comporta – dice Di Bono – secondo i dati un calo delle presenze del 40%. Il tutto, perchè i nostri Comuni non hanno voluto considerare di  mettere un milione di euro in più già in fase di definizione dell’accordo.  E Ryanair, di conseguenza, quest’estate ha cancellato i primi voli. Eppure si tratta di un investimento importante, forse il più importante per la Sicilia Occidentale. Come si fa non capirlo? Secondo i nostri calcoli, ogni milione di euro investito nell’aeroporto di Trapani produce utili per il comparto per 27 milioni di euro“.

Sicilia, gli imprenditori di Trapani: “Salvate Birgi, non lasciate andare via Ryanair” 2014-10-01T07:50:19+00:00