Agrigento – Palermo. “Non è crollato alcun viadotto, la strada era chiusa, mai stata inaugurata….”

“Ecco le cose come stanno. Primo: non è crollato alcun viadotto. Secondo: la strada non era stata ancora inaugurata. Terzo: nessuno ha rischiato nulla”.

Parola di Francesco Paglini, ingegnere, capo progetto del rifacimento della stradale 121 Palermo – Agrigento, finito in prima pagina su siti, giornali e agenzie di stampa per via del crollo del viadotto Scorciavacche, inaugurato appnea dieci giorni fa.

“Viadotto Scorciavacche, Palermo. Inaugurato il 23 dicembre, crolla in 10 giorni. Ho chiesto a Anas il nome del responsabile. Pagherà tutto. #finitalafesta”. Così ha commentato  su Twitter, il presidente del Consiglio Matteo Renzi, dopo aver appreso della vicenda.

A realizzare i lavori è la “Bolognetta scpa“,raggruppamento di imprese tra la capofila CMC di Ravenna, Tecnis e CCC, cioè due grandi e notissime Cooperative “rosse” emiliane e una grande azienda privata – Tecnis – registrata a Catania.

Alla guida del Contraente generale il capo progetto Pierfrancesco Paglini,

Stiamo parlando di un lavoro da un importo complessivo di oltre 295 milioni di euro. Il costo del viadotto Scorciavacche è di circa 13 milioni. Lungo i 34 chilometri interessati al progetto sono previste numerose opere: una galleria, 5 nuovi viadotti, 12 svincoli, oltre a interventi di restauro, miglioramento sismico e adeguamento di 16 viadotti e ponti esistenti.

Ponte-mezzojuso-535x300Il viadotto è crollato, titolano i giornali. Un’opera pubblica appena inaugurata e subito giù. Com’è possibile. A detta di  Francesco Paglini, non è successo nulla.

Come fa a dire che non è crollato alcun viadotto, Paglini. In giro non si parla d’altro.
Ma se guardate bene le foto, vi accorgete che in realtà il viadotto Scorciavacche è lì. Non è stato interessato dall’evento, che ha riguardato solo un terrapieno adiacente al viadotto. E’ come se in una casa, per intenderci, si rompesse un vaso in giardino. Mica crolla la casa. E’ un evento limitato.

E l’”evento” in questione, se non è il crollo del viadotto, cos’è, allora?

E’ nient’altro che il cedimento, progressivo, per sessanta centimetri, del terrapieno, nell’arco di sei giorni. Mica tutto in una volta.

Se qualcuno passava da lì con l’auto si sarebbe ammazzato.

Ma quando mai. La seconda verità da dire è che nessuno ha rischiato nulla  perché la strada non era stata aperta al traffico.

Come, non era stata inaugurata la vigilia di Natale?
Non bisogna fare confusione tra inaugurazione e apertura al traffico. La strada era stata certo inaugurata, ma non era stata aperta al traffico veicolare, ma solo ai mezzi del cantiere, mica alla circolazione stradale. Per quella bisogna aspettare almeno due anni, perché i lavori sono in corso.

Quindi nessuno con la sua auto avrebbe mai potuto passare da lì?

No, e infatti, se ci fate caso, nelle immagini e nei video diffusi si vede chiaramente che l’asfalto è delimitato dalle corsie con le strisce gialle. E’ un cantiere.

Poteva rischiare allora qualche vostro dipendente a bordo di un mezzo. E’ grave comunque.

Assolutamente.  Non si è trattato di un crollo improvviso, ma di un cedimento progressivo, che è cominciato il 28 Dicembre, e infatti noi abbiamo fatto chiudere la strada quel giorno. Poi, dopo la nevicata straordinaria di Capodanno, ci siamo accorti che il danno era più grave di quanto immaginavamo. Ma la strada già era stata chiusa per precauzione.

Perchè l’Anas allora fa una nota così dura dove vi intima addirittura un difetto di esecuzione dei lavori?
E che deve fare l’Anas? Fa la sua parte, lo deve fare per contratto, di contestare ogni difetto di esecuzione. Poi sta a noi fare le nostre controdeduzioni.

Vi hanno intimato a pagare i costi dei danni procurati.

All’Anas e alla collettività questo cedimento non costerà nulla.

renzi-twitterIl danno è stimato in quanto?

Ad occhio e croce, 100.000 euro. E’ un pezzo di terrapieno lungo venti metri, che si mette a posto in quindici giorni, anche meno. Che poi neanche pagheremo noi, siamo assicurati – perché è obbligatorio per legge – per questo tipo di eventi. Fa parte del rischio del cantiere, ed è contrattualmente sancito.

Scusi, se non è crollato nulla – come dice lei – e se si tratta di una strada non ancora aperta al traffico, perché allora la magistratura indaga per “crollo colposo”?

Ho letto anch’io sui giornali. Che devo dire, mi sembra strano…. Comunque è un’ipotesi di reato, nessuno ci ha ancora ascoltati o interrogati. Se dovesse accadere, chiariremo tutto.

Il premier Renzi scrive: “La festa è finita”. Povere cooperative rosse….

Ma quale festa… A Renzi come all’opinione pubblica la notizia è arrivata, non so perchè, ampiamente deformata. Le prime fessure, con la chiusura, come dicevo, sono del 28 Dicembre. Il tweet di Renzi è di ieri, 4 Gennaio, sei giorni dopo…. Però con Renzi sono d’accordo su una cosa: deve invece finire il balletto delle responsabilità.

Cioè?

Noi al nostro interno ci siamo già attivati per capire cosa sia successo, spero che lo facciano preso anche i magistrati. Le responsabilità vanno sempre sanzionate, ma su fatti oggettivi. Non bisogna crocifiggere uno solo per dare un colpevole in pasto al mondo, inventandosi chissà cosa…

Agrigento – Palermo. “Non è crollato alcun viadotto, la strada era chiusa, mai stata inaugurata….” 2015-01-05T18:16:16+00:00