Economia in Sicilia, Crocetta alla prova delle riforme: “No ai massacri”

Il presidente della Regione Siciliana, Rosario Crocetta, fa il punto sulla sfida delle riforme economiche che attendono la Sicilia in vista del varo della prossima legge finanziaria, prevista entro Aprile. Respinge le ricostruzioni secondo cui non correrebbe buon sangue tra lui e l’assessore all’Economia, Alessandro Baccei, nominato su richiesta del governo nazionale. Così come esclude che a Palazzo d’Orleans si lavori ad una finanziaria alternativa.

“Non esiste una bozza di riforme Baccei – ribadisce Crocetta -. Le indicazioni sulle riforme arrivano dal presidente della Regione. È l’assessorato all’Economia che prepara l’articolato, ma è inutile fare questo giochetto: la riforma di Baccei è la riforma del presidente Crocetta”..
Il presidente della Regione ricorda che«alcuni articoli di riforma erano già stati incardinati in precedenti leggi finanziarie, ma erano stati respinti dall’Ars perché giudicati troppo radicali. La riforma la trovo ancora incompleta, è una bozza, ma non c’è ancora niente di ufficiale, ci stiamo ancora lavorando, altrimenti non ci sarebbe stato motivo di fare un bilancio provvisorio. Ho già avuto degli incontri con i partiti. Non so chi abbia messo in giro queste voci su presunti contrasti con l’assessore al Bilancio. È un tentativo di creare divisioni. È opera di qualcuno esterno al governo. Io e Baccei lavoriamo in perfetta sintonia. Le riforme le voglio io, devono essere radicali, ma non devono massacrare la gente. Non sono solo un lavoro esclusivo della Ragioneria generale, altrimenti per governare basterebbe un ragioniere».
In realtà fonti del Pd dicono che tra Baccei e Crocetta siano volate parole grosse, e che i vertici del governo e del Pd sono stati chiari con Crocetta, ponendo un aut aut: o Baccei o il voto.  Ed in effetti è sempre Crocetta a ricorda che, si, è in sintonia con Baccei, ma “una politica di rigore che non preveda investimenti per lo sviluppo non porta a nulla”.

Economia in Sicilia, Crocetta alla prova delle riforme: “No ai massacri” 2015-01-07T17:23:59+00:00