Gesap, la procura: c’è un “tavolino” per gli appalti. Tangenti anche sulla nuova “palazzina”?

Non solo 14 indagati. L’affaire Gesap si ingrossa anche dal punto di vista dei contenuti, e i magistrati della procura di Palermo che compongono il pool anticorruzione, sono convinti di essere vicini ad altri episodi molto gravi che hanno coinvolto amministratori dell’aeroporto di Punta Raisi ed imprenditori.
Lo scorso 2 marzo il vicepresidente della Gesap, Roberto Helg, fu arrestato mentre nel suo ufficio intascava 100mila euro di una tangente chiesta a un pasticciere per agevolare il rinnovo del contratto d’affitto di uno spazio commerciale nello scalo palermitano. L’inchiesta scaturita dall’arresto, ora ipotizza l’esistenza di un «tavolino» per condizionare le scelte del Cda di Gesap.  I reati ipotizzati, a vario titolo, sono corruzione, turbativa d’asta e associazione a delinquere. Tra gli indagati anche il direttore generale della Gesap, Carmelo Scelta, 53 anni, palermitano, coinvolto nella precedente indagine. Sotto i riflettori degli inquirenti sono finiti anche Giuseppe Listro, che lavora nel settore della manutenzione dell’aeroporto, e il dirigente Gesap Massimo Abbate. Coinvolti nell’inchiesta anche soggetti non siciliani: accusati a vario titolo di associazione a delinquere, turbativa d’asta e corruzione ci sono anche i romani Sergio Gaudiano, Giampaolo Tocchio, Stefano e Maurizio Flammini, i napoletani Alessandro Mauro, Natale Chieppa e Carlo Vernetti, l’abruzzese Renato Chiavaroli, l’architetto di Campobasso Carlo Maria Sadich, più Leonida Giannobile e Filippo Capuano di Agira, in provincia di Enna.

Nella registrazione, ormai famosa, della “bustarella” data dal pasticciere Palazzolo ad Helg si sente chiaramente quest’ultimo fare riferimento ad altri soggetti, coinvolti nell’affare delle tangenti chieste a Palazzolo. Quando poi è stato interrogato dai pm, l’ex presidente della Camera di Commercio ha raccontato di aver “millantato” il coinvolgimento di altre persone. Gli inquirenti però non hanno creduto alle parole di Helg, e suppongono l’esistenza “di una pratica corruttiva più diffusa ed articolata di quanto abbia voluto far credere”.

Anche perchè in un altro passaggio dell’intercettazione Helg dice: «Io non mi sono immischiato negli affari loro… Loro non ti possono mettere a rischio, perché hanno altri rischi che corrono. E io lì non mi sono immischiato completamente».  Helg, intercettato, fa riferimento all’affare di una palazzina, che lo stesso ex vicepresidente della Gesap non avrebbe ostacolato e che avrebbe consentito di fare a «loro». Chi sono questi loro? A quanto pare Helg avrebbe fatto i nomi, nell’intercettazione, ovviamente non resa pubblica. Solo che in sede di interrogatorio di garanzia Helg è stato molto abbottonato. Circa la palazzina, dovrebbe essere il centro servizi della Gesap, costato 13 milioni di euro. La palazzina sorge vicino all’area “Arrivi”.

 

Gesap, la procura: c’è un “tavolino” per gli appalti. Tangenti anche sulla nuova “palazzina”? 2015-03-11T12:59:27+00:00