Ci risiamo. La Corte dei Conti contesta le spese dei gruppi dell’Ars: cene, auto, necrologi…

Nuova contestazione da parte della Corte dei Conti alle spese dei gruppi dell’Ars.  La sezione di controllo ha passato al setaccio le spese del 2014, e ha mosso le sue contestazioni, trovando alcune cose singolari: dipendenti pagati meno rispetto a quanto indicato in busta paga, finanziamenti di cene e convegni con i soldi pubblici, un’auto blu acquistata con i soldi pubblici e poi rivenduta.  Il Megafono ha organizzato un convegno ad Aci Castello del quale non c’è traccia, al momento, ma che è costato 2000 euro. Il Nuovo Centro Destra ha pagato due cena 3000 euro. Come mai, chiede la Corte. Al Nuovo Centro Destra, pertanto , è stato chiesto di specificare le spese di ristorante allegate, «per le quali si fa genericamente riferimento a “presenze istituzionali”, di quali personalità o autorità si tratti, atteso che dal complesso degli atti non possibile desumerne in alcun modo le qualifiche e il ruolo».10.000 euro è la cifra spesa da Forza Italia per pernottamenti in hotel di lusso: “è funzionale alle attività del gruppo?” chiede ancora la Corte.  Contestate alla Lista Musumeci la spesa per alcuni necrologi (e lì la Corte invita addirittura a produrre il testo dei necrologi, per capire se c’è attinenza). E infine c’è il caso delle due auto blu, costate 32.000 al Gruppo delle Autonomie, e poi rivendute mentre c’era ancora il leasing in corso a terzi. Come mai?

Le controdeduzioni alla Sezione di controllo della Corte dei conti, presieduta da Maurizio Graffeo, dovranno pervenire entro 30 giorni dalla notifica delle contestazioni, avvenuta martedì sera.
Al Movimento 5 Stelle, tra l’altro, è stato chiesto di «trasmettere un inventario dettagliato dei beni durevoli, con indicazione dei costi, delle date di acquisto e dei presumibili valori residui… atteso che quello prodotto si limita ad una mera elencazione di beni strumentali». Ai grillini è stato chiesto anche di dare conto su 8.101,96 euro relativi al Tfr dei dipendenti. E i 640 euro corrisposti all’addetto stampa, T. G., assunto con contratto a progetto per 24 mila euro, con oneri a suo carico. Però, a fine 2014 la somma corrisposta sarebbe stata di 25.200 euro, al netto dei 640 euro di bonus.
Al Megafono-Lista Crocetta è stato chiesto di chiarire le posizioni stipendiali dei dipendenti e di chiarire la differenza tra quanto rendicontato (235.152 euro) e quanto desumbile dalla documentazione prodotta (220.049 euro). Per una consulenza al sig. O. S., è stata chiesta la trasmissione del curriculum dell’incaricato, copia del titolo di studio ed una relazione sull’attività espletata. Costo della consulenza: 12.396,54 euro. Anche sulla differenza di 964 euro sulle spese telefoniche è stato chiesto conto e ragione.
Al capogruppo di Grande Sud-Pid, tra l’altro, è stato chiesto di chiarire i costi di due consulenti, oltre alle spese per l’acquisto o il noleggio di cellulari per il gruppo (1.268 euro).
Al Partito democratico è stato chiesto di precisare, «in ordine alla voce per il personale (534,361 euro), a precisare se la spesa afferisca agli stessi contratti di lavoro stipulati nel 2013, già in possesso di questo ufficio, in quanto prodotti in allegato al rediconto 2013, non variata quanto a mansioni, qualifiche, inquadramenti retributivi e tipologie contrattuali, ovvero se siano intervenuti fatti estintivi o modificativi delle singole posizioni».
Per quanto riguarda l’Mpa si chiede, tra l’altro conto, su 7.596,02 euro per consulenze, mentre si rileva che 113 euro di cancelleria sono stati erroneamente inseriti tra le spese telefoniche.

Ci risiamo. La Corte dei Conti contesta le spese dei gruppi dell’Ars: cene, auto, necrologi… 2015-03-12T11:38:25+00:00