La Sicilia spezzata e il viadotto crollato tra Palermo e Catania. Per i lavori ci vorranno anni

Il viadotto “Hymera”, nell’autostrada tra Palermo e Catania è crollato, in prossimità dello svincolo di Scillato.  L’isola è spaccata in due. Le brutte notizie non finiscono qui. Perchè da un lato il percorso alternativo aumenta i tempi di percorrenza di almeno un’ora, dall’altro lato secondo i dati dell’Anas l’intero viadotto è da rifare, e ci vorranno anni. L’emergenza, per adesso, è trovare un percorso alternativo. Il che non  è semplice, perchè questo inverno, nell’indifferenza generale, tutte le strade provinciali della zona e la statale 125 sono state distrutte dalla pioggia e molte non sono ancora percorribili. E non è un caso che in queste ore la protesta più vibrante è quella dei sindaci dei paese delle Madonie, perchè loro, più di tutti, avvertono l’assenza dello Stato e dell’Anas nella manutenzione dei collegamenti stradali, dalla statale fino all’autostrada. La frana ha inoltre danneggiato i cavi della fibra ottica, con diverse zone della Madonie che sono isolate anche per la linea internet e quella voce. La speranza dei tecnici dell’Anas è che entro una settimana si potrebbe anche fare procedere in direzione a senso unico alternato la parte di carreggiata (quella in direzione Palermo) del viadotto che non è crollata, ma tutti sanno che comunque l’intero viadotto va rifatto, perchè l’estensione dello smottamento del terreno che ha causato il crollo è di un chilometro per una larghezza di 300 metri,  ed era un evento che era previsto da almeno dieci anni. E’ per questo che l’Anas sta redigendo una relazione tecnica, che invierà alla Procura della Repubblica di Termini Imerese che eventualmente potrebbe aprire un’inchiesta per accertare danni e responsabilità. Il Codacons, il “sindacato” dei consumatori, annuncia invece un esposto alla Procura di Palermo, sottolineando che, ancora una volta, solo per un puro caso non ci sono state vittime e chiedendo il controllo a tappeto di tutte le autostrade siciliane.

La struttura in cemento dovrà essere rimossa e i lavori potrebbero durare anni. Il pilone si è spezzato alla base e, inclinandosi, ha fatto si che la carreggiata da esso sostenuta si appoggiasse su quella accanto, dove circolano i veicoli dell’opposto senso di marcia. Restano gli inevitabili disagi per gli automobilisti, evidenziati anche nel corso di una riunione in prefettura con i sindaci del comprensorio.  Molte delle autolinee che collegano Palermo a Catania sono deviate attraverso le autostrade A20 e A18.  L’assessore regionale alle Infrastrutture, Giovanni Pizzo, ha chiesto la proclamazione dello stato di emergenza. Del cedimento del viadotto si occuperà pure la commissione trasporti della Camera, assicura Magda Culotta, deputato del Pd. Intanto, sottolinea l’Anas, il ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio è in contatto continuo con il presidente della società Pietro Ciucci «per valutare la situazione e gli interventi opportuni».

Questo comunque il cronoprogramma degli interventi da fare:

  • Demolizione di 4 campate del viadotto inclinato dal fronte di frana e adagiatosi sull’altra campata. Entro una settimana un progetto di demolizione.
  •  Dopo aver abbattuto la parte del viadotto inclinato, si potrà valutare se l’altra carreggiata, quella in direzione Palermo, può essere riaperta a senso alternato consentendo di aprire di nuovo l’autostrada.
  • I lavori di ripristino potrebbero durare qualche anno. Ecco la mappa con il percorso alternativo:

mappa_percorso

Per mezzi oltre 3,5 t: per le lunghe percorrenze da Palermo il percorso prevede l’uscita allo svincolo di Buonfornello della A19, l’immissione sull’autostrada A20, fino a Messina, la A18 Messina-Catania fino a Catania. Il percorso inverso per la direzione Catania – Palermo. Per gli altri mezzi, restano invariati i percorsi alternativi già individuati:

Per i mezzi leggeri: in direzione Catania uscita dall’autostrada a Scillato, attraverso la SS643 immettersi sulla SS120 al km 51,160 e percorrerla fino a rientrare in autostrada allo svincolo di Tremonzelli. Percorso inverso in direzione Palermo. Su questo percorso alternativo il transito è consentito anche ai trasporti pubblici e ai mezzi di emergenza.

Per i mezzi fino a 3,5 t:  in direzione Catania, per il traffico locale, il percorso alternativo prevede l’uscita sull’autostrada A19 a Resuttano percorrendo la SP10 fino ad Alimena, la SS290 fino al bivio Madonnuzza, la SS120 fino al bivio Geraci, la SS286 fino allo svincolo Castelbuono-Pollina, la A20 Palermo-Messina e il rientro sulla A19 allo svincolo di Buonfornello. Tale percorso di circa 80 km, ha un tempo di percorrenza di circa 1 ora e 40 minuti.

Per informazioni, sono a disposizione le Sale Operative di Palermo e Catania ai seguenti contatti:
–  Palermo (dal lunedì al sabato ore 7-19) 091.379666
–  Catania (H24 tutti i giorni) 095.292639

La Sicilia spezzata e il viadotto crollato tra Palermo e Catania. Per i lavori ci vorranno anni 2015-04-12T08:46:22+00:00