Crollo del viadotto Himera, le imprese: «Si intervenga subito: basta spettacoli indecorosi»

I rappresentanti delle associazioni di imprese, aderenti al Tavolo permanente regionale per la crescita e lo sviluppo, dinnanzi all’assenza di interlocuzione istituzionale proclamano lo stato di “calamità politica”. Le quattordici organizzazioni datoriali (Agci, Casartigiani, Cia, Claai, Cna, Confagricoltura, Confapi, Confartigianato, Coldiretti, Confcommercio, Confcooperative, Confesecenti, Confindustria Sicilia, Legacoop), riunitesi ieri a Palermo, tuonano contro la totale inefficienza di una politica latitante, che rinnova la sua conclamata incapacità di gestire l’emergenza creatasi con il cedimento del viadotto Himera.
Il Tavolo chiederà l’affidamento immediato alla Protezione civile della realizzazione della bretella per ridurre i disagi causati dal crollo, affinché venga garantito l’avvio dei lavori entro il prossimo 15 maggio e la fine degli stessi entro il 15 di agosto. Una tabella di marcia rigida e serrata che, lavorando giorno e notte, garantisca il rispetto dei tempi per uscire da quella che è catalogabile, senza ombra di dubbio, come una delle emergenze siciliane. Anche perché, come è possibile vedere dal reportage fotografico realizzato dall’Ance Sicilia e che alleghiamo, la viabilità alternativa prevista dall’Anas è in condizioni catastrofiche.
“È una calamità che si sarebbe potuta evitare – commenta il coordinatore del Tavolo, Filippo Ribisi – se soltanto si fossero attivate le iniziative di salvaguardia e di manutenzione ordinaria del territorio. Invece, in questi ultimi giorni, abbiamo assistito a uno scarica barile tra le istituzioni competenti. Ma non c’è più tempo e pazienza per assistere a questo spettacolo indecoroso”.
Nel contempo, con le stesse procedure e con la stessa rapidità, dovranno essere realizzate tutte quelle manutenzioni di base alla rete infrastrutturale dell’isola, necessarie per ripristinare condizioni di “normalità” e sicurezza, partendo dalle autostrade e finendo alle strade statali e provinciali delle aree interne della Sicilia. Un lavoro che dovrà essere portato avanti coinvolgendo l’imprenditoria siciliana sana, che ha tutte le carte in regola e i relativi requisiti per partecipare a una tale opera di ricostruzione. Anche perché, forse è bene ricordarlo, far lavorare una azienda siciliana significa redistribuire ricchezza nel territorio, in termini di occupazione, gettito fiscale e quindi valore aggiunto per l’Isola.
“E non ci si dica che non ci sono i fondi – continuano i rappresentanti del Tavolo –. La Sicilia rischia infatti, paradosso dei paradossi, di perdere ulteriori 500 milioni di euro del Fesr 2007-2013. Fondi che potrebbero essere rimodulati dal momento che a questo punto non si può più parlare di manutenzione ordinaria, ma di interventi straordinari per una vera e propria ricostruzione delle rete viaria stradale di questa regione”.
La politica tutta, nazionale, regionale, e la rappresentanza italiana al Parlamento europeo, ha il dovere di convergere su tale necessità, per attenuare i gravi danni che l’economia regionale sta subendo, dall’agricoltura al commercio, dall’industria al turismo, per ritardi nelle consegne, disdette di prenotazioni, annullamenti di contratti e penalità relative, scongiurando così un vero e proprio allarme sociale.

Le condizioni delle strade alternative

In allegato il reportage realizzato dagli imprenditori

Crollo del viadotto Himera, le imprese: «Si intervenga subito: basta spettacoli indecorosi» 2015-04-21T15:40:05+00:00