Strade, i misteri dei fondi residui dell’Apq

PALERMO –  Nessuno ancora è riuscito a spezzare l’incantesimo che blocca il Cis Anas, oggi Apq “rafforzato” strade, che anni fa aveva programmato e finanziato il completamento della rete autostradale siciliana, la cui inadeguatezza è emersa in questi giorni con la chiusura dell’A19. Ed infatti, ad esempio, se fosse stata realizzata nei tempi previsti, oggi la dorsale Nord-Sud rappresenterebbe una valida alternativa. Invece se ne sono perse le tracce.
C’è sempre stata la mancanza di qualcosa che ha impedito al ministero dei Trasporti, all’Anas e alla Regione di firmare e rendere operativo quel documento di programmazione. Nel frattempo Stato e Regione, pezzo dopo pezzo, hanno stornato buona parte dei 2,1 miliardi di euro utilizzandoli per finalità diverse. Ma se oggi si chiede notizia dei fondi residui e di cosa impedisca ancora lo sblocco di cantieri fondamentali per lo sviluppo della Sicilia, sulla vicenda cala una sorta di “segreto di Stato”: nessuno sa o vuole dare spiegazioni.
La cronaca ci consegna solo annunci, rinvii e cancellazione di fondi. Il 3 giugno 2013 la Giunta regionale, riunita a Gela, attribuì le risorse alla Agrigento-Caltanissetta e alla Siracusa-Gela, consentendo così di riprogrammare l’Apq “rafforzato” strade, che allora si chiamava Cis Anas. Il governatore Crocetta dichiarò testualmente: “Non si perderà un solo euro di fondi europei o dei fondi di sviluppo e coesione”.
Il 3 agosto 2013 il governatore Crocetta dichiarò, in un incontro con l’Ance Sicilia, che entro la fine dell’anno sarebbero stati pubblicati, fra gli altri, i bandi di gara delle opere previste dal Cis Anas.
Il 7 agosto 2013 una delibera di Giunta regionale “apprezzò” la nuova bozza del Cis, che prevedeva investimenti per 1,2 miliardi di euro.
Il 24 gennaio 2014 l’assessore regionale alle Infrastrutture pro-tempore assicurò che la Giunta aveva varato la delibera di approvazione del documento e che la firma era imminente.
Il 31 marzo 2014 la Regione nella Finanziaria bis stornò la propria quota di cofinanziamento del Cis Anas e la usò per pagare precari e formatori.
Il 31 luglio 2014 anche l’assessore successivo assicurò che la firma del Cis Anas era imminente.
Il 20 agosto 2014 del nuovo Apq, “apprezzato” ancora una volta dalla Giunta e rielaborato secondo il modello fornito dal ministero dei Trasporti e positivamente valutato dalla Struttura tecnica di Missione, rimanevano in piedi poco più di 800 milioni per bandire le gare d’appalto. L’Anas si disse pronta a sbloccarli non appena la Regione avesse stanziato la propria quota di cofinanziamento.
In quella fase il programma comprendeva ancora le tratte C1, C2, C3 e B5 della Nord-Sud (520 milioni); la Licodia Eubea-Libertinia (111,85 milioni); l’autostrada Trapani-Mazzara del Vallo (134 milioni); l’adeguamento Bronte-Adrano (54,5 milioni); la tangenziale S. Gregorio di Catania (10 milioni); oltre alle opere già affidate del 2° lotto della Ss 640 Agrigento-Caltanissetta (990 milioni) e della modernizzazione della Ss 121-198 Palermo-Agrigento (296 milioni).
Ma nel corso del 2014 con più delibere la Giunta regionale ha definanziato diverse opere per pagare spese correnti e precari oppure per coprire buchi di bilancio; e in questi giorni lo Stato si è ripreso i fondi Pac e Fsc non utilizzati dalla Regione al 30 settembre scorso. Dunque, sono cadute sotto la scure, fra le altre, la Nord-Sud e la Licodia Eubea-Libertinia. Il paradosso è che un tratto della Nord-Sud nel frattempo era già stato aggiudicato provvisoriamente dall’Anas, ma le procedure sono ferme a causa della mancanza della firma dell’Apq “rafforzato” strade. Perché?
Un mistero, un “segreto di Stato” copre la soluzione di questa vicenda. Frattanto la Sicilia, con l’A19 interrotta, “resta a piedi”.

Strade, i misteri dei fondi residui dell’Apq 2015-04-24T21:52:09+00:00