“Enovitis”. In Sicilia gli stati generali del vino biologico

Una due giorni per parlare di vino biologico, con esperti internazionali. La Regione Siciliana lancia gli Stati Generali del Vino Biologico. L’Assessorato regionale all’Agricoltura, in collaborazione con Veronafiere-Fieragricola e Unione Italiana Vini, ha organizzato “Enovitis in campo”. L’evento, che per la prima volta fa tappa nel Sud Italia, si svolgerà al Baglio Biesina di Marsala venerdì 5 e sabato 6 giugno.

“E’ motivo di grande soddisfazione – dichiara l’Assessore dell’Agricoltura Nino Caleca – essere riusciti a portare in Sicilia, con prove in campo, le più avanzate tecnologie nel campo dell’agricoltura specializzata. Una preziosa occasione per dare centralità alla Sicilia ed ospitare operatori da tutt’Italia ma anche per confrontarsi – continua Nino Caleca – con esperti di livello internazionale, di vino biologico e di nuove frontiere nella produzione di qualità. Dalla Sicilia – anticipa Caleca – partirà la proposta di lanciare Marsala come capitale mediterranea del vino. Una iniziativa nella quale – ha sottolineato l’Assessore Caleca – intendo coinvolgere l’Assessorato Agricoltura, l’Istituto del Vino e dell’Olio, le Università degli Studi siciliane, i vivai, la stessa struttura dell’IPAB, con l’obiettivo di realizzare un centro di alta formazione nel campo della vitivinicoltura che veda presenti e partecipi sopratutto i paesi del Mediterraneo. Un’iniziativa – ha concluso l’Assessore Caleca – che sarà posta all’attenzione del Cluster Bio-Mediterraneo così da sottoscrivere un accordo di partenariato prima della conclusione del semestre di EXPO”.

Il Baglio Biesina – La Regione Siciliana – anche grazie a Sara Barresi, Dirigente generale del Dipartimento Agricoltura ed Antonio Parrinello – ha fortemente voluto ospitare “Enovitis in campo” concedendo alla manifestazione il patrocinio e la location. L’evento, infatti, si svolgerà tra i filari della storica Azienda Vitivinicola Baglio Biesina, di proprietà della Regione – IPAB Maria Antonietta Genna Spanò – , uno dei più antichi e prestigiosi bagli siciliani, che risale agli inizi del ‘900. Il Baglio, comprende 190 ettari di terreno coltivato di cui 150 vitato. Al suo interno si trova la Banca del Germoplasma di tutta la viticoltura siciliana con barbatelle totalmente esenti da virus che vengono certificate dai vivai regionali Paulsen. Situato in una zona significativa per la produzione vitivinicola siciliana – la “via del Marsala” che collega Marsala a Salemi – si trova in un territorio da sempre vocato all’enologia grazie ai terreni argillosi e al clima caldo e umido. La struttura, che necessita di opere di manutenzione significative, è stata bonificata e resa agibile per l’evento grazie al lavoro congiunto svolto negli ultimi 20 giorni dagli operai dell’ESA e della Forestale.

Agli “Stati Generali del Vino Biologico” parteciperanno esperti di tematiche biologiche provenienti da tutto il mondo. Si farà il punto sullo stato di salute del vigneto biologico mondiale, si metteranno a confronto tecniche di produzione e discipline regolamentari, ma si guarderà soprattutto ai mercati, per capire se il “bio” – e con il suo forte richiamo alla tematica “sostenibilità” – ha ancora margini di crescita.

“Enovitis in campo” si presenta come una fiera di settore in cui gli operatori possono effettuare prove in campo delle nuove tecnologie e delle macchine agricole più innovative, ma è anche un evento di natura informativa, organizzato dall’Unione Italiana Vini e da Veronafiere-Fieragricola, rivolto alle professionalità del settore vitivinicolo che si articola in diverse attività: prove in campo di macchine e attrezzature, seminari, convegni, giornate divulgative e pubblicazioni dedicate.

In occasione di “Enovitis in campo”, sarà esposta un’importante collezione sulla biodiversità viticola siciliana: guidati dal prof. Lucio Brancadoro si potranno conoscere i pregiati cloni individuati grazie agli studi condotti sulla variabilità intravarietale e i piccoli vitigni locali recentemente riscoperti che, dopo accurate indagini, sono stati inseriti nel Registro Nazionale delle Varietà per essere reintrodotti in coltura. Proprio le indagini e gli studi condotti in questi anni, volti alla riscoperta e alla tutela di tutte le produzioni, anche le più piccole e antiche, hanno permesso di redigere l’Ampelografia Siciliana, un’opera che raccoglie tutte le informazioni sulle varietà viticole dell’isola che sarà lo strumento di lavoro importantissimo per gli operatori del settore e per la sua promozione.

Ecco il programma formativo.

Il 5 giugno sarà dedicato al vino. Si svolgerà, infatti, il Convegno internazionale sul fenomeno del vino biologico, tema molto attuale commentato da un parterre di relatori internazionali. Organizzato da Unione Italiana Vini e dal Corriere Vinicolo, in collaborazione con Federbio, AssoBio, AIAB e Valoritalia, l’incontro è suddiviso in due sessioni e diverse tematiche. Nella mattinata sarà tracciato lo scenario del mercato italiano, si parlerà di numeri, del quadro legislativo, di fattori di successo e critici con focus su esempi virtuosi di bio-distretti. Nella seconda parte pomeridiana sarà invece l’estero il punto di riferimento, concentrandosi sui consumatori di vino bio nei Paesi più sensibili a scelte green, da cui derivare le linee guida valide anche all’interno dei nostri confini.

Importante lo spazio dedicato alla viticoltura di precisione: saranno esposte, infatti, diverse attrezzature in grado di compiere la loro funzione (concimazione, trattamenti parassitari o altro) selettivamente nelle aree di necessità identificate anche grazie a rilievi aerofotogrammetrici mediante l’impiego di droni.

Il 6 giugno sarà dedicato all’olivicoltura. A guidare gli interventi sarà Luigi Caricato, oleologo e direttore di Olio Officina. Obiettivo dell’evento sarà la conciliazione tra razionalizzazione della coltivazione, abbattimento dei costi e mantenimento di standard qualitativi elevati. Dopo anni di profonda crisi, che hanno messo a dura prova l’olivicoltura italiana nonostante la riconosciuta eccellenza, la ripresa è possibile solo con un ripensamento generale di tutto il settore. Il recente decreto legge che assegna nuovi fondi per il rilancio è il punto di partenza, cui deve necessariamente seguire un adeguamento delle tecnologie e una reimpostazione degli impianti olivetati che devono andare nella direzione della viticoltura di precisione avviando un cambio di marcia che dal convegno di “Enovitis in campo” potrebbe trovare occasione di lancio.

Durante le due manifestazioni si svolgeranno momenti di formazione diretta, come le visite guidate dal prof. Lucio Brancadoro dell’Università di Milano, coordinatore del programma di ricerca sui portinnesti. In questo contesto i partecipanti potranno vedere i campi sperimentali di portinnesti M, dotati di un’altissima efficienza nell’impiego di elementi minerali, e indagare come questi si comportino nell’ambiente siciliano, verificandone le differenze rispetto a quelli maggiormente utilizzati in combinazione con le varietà più diffuse in Sicilia, Grillo e Nero d’Avola.

Aree tematiche e sessioni guidate saranno affidate anche ai professori Pietro Catania e Giampaolo Schillaci.

Durante Enovitis si parlerà anche di energie alternative, con l’esposizione di diverse tecnologie dedicate a gestire i residui di potatura in vigna per ricavarne energia; da trinciatrici, raccoglisarmenti, rotoimballatrici, cippatrici e caldaie si scoprirà come far derivare energia elettrica, calorie o frigorie.

“La Sicilia punta molto sul vino come ambasciatore della cultura e prodotto di punta della nostra capacità di veicolare i prodotti dell’agricoltura e della trasformazione nei mercati esteri – dichiara ancora Nino Caleca. In tal senso ha anche investito all’interno di EXPO partecipando con un proprio spazio al “Taste of wine” dove sono presenti 38 tra le maggiori aziende vinicole siciliane. Con oltre 25.000 ettari, equivalenti a circa il 40% del totale nazionale ed una produzione di 1,2 milioni di quintali uva, infatti, la Sicilia rappresenta la prima Regione in Italia in termini di superficie vitata. Il riconoscimento della coltura dell’alberello di vite di Pantelleria da parte dell’UNESCO quale bene patrimonio dell’umanità, ci riporta alla necessità di analizzare il settore vitivinicolo a 360 gradi – spiega Nino Caleca. Troppo spesso, infatti, affascinati dai successi che i vini siciliani riscontrano sui mercati nazionali ed internazionali dimentichiamo di dare il giusto valore al lavoro dell’uomo che dalla coltivazione e cura costante di ogni singola vite riesce a trarre fonte di gratificazione e reddito. E’ importante – conclude l’Assessore Caleca – che mentre cerchiamo di aprirci a nuovi mercati e di essere competitivi con i nostri vini nel mondo non si perda di vista che buon vino è innanzitutto buon vigneto”.

“Enovitis”. In Sicilia gli stati generali del vino biologico 2015-06-04T10:47:14+00:00