Rifiuti, il 30 Giugno scadono gli Ato in Sicilia, ma non si capisce cosa accadrà

E’ un grande rebus la gestione dei rifiuti in Sicilia. Il 30 Giugno finisce la sciagurata esperienza degli Ato, gli Ambiti Territoriali Ottimali, dopo la proroga della Regione.  Ma cosa accadrà, con la gestione nuovamente sulle spalle dei Comuni, non è ancora chiaro. E’ saltato il vertice romano sui rifiuti tra il presidente della Regione Rosario Crocetta, l’assessore regionale Vania Contrafatto ed il ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti  E’ stato consegnato però un documento tecnico con il cronoprogramma degli interventi sui rifiuti. I sindacati, dal canto loro, chiedono al governo regionale, entro il 30 Giugno, l’adozione dei provvedimenti necessari per continuare il servizio. In ballo ci sono in Sicilia 11.000 posti di lavoro e  i sindacalisti minacciano anche lo sciopero del settore. 

Ma così che non va? Dagli Ato si è passati alle nuove SRR, Società di Regolamentazione dei Rifiuti. Molti Sindaci sono inadempienti, alcuni hanno fatto di testa propria, dando vita a degli ARO (Ambiti di Raccolta Ottimale) e la Regione anziché controllare quello che accadeva si è limitata a commissariare gli Ato. Il fatto è che negli anni gli Ato hanno assunto personale sproporzionato rispetto alle esigenze, spesso per raccomandazione, con stipendi elevati. E ora questo personale passerebbe sulle spalle dei Comuni, che non possono permetterselo.

Questo dal punto di vista strutturale. Dal punto di vista degli obiettivi raggiunti, gli Ato hanno prodotto solo inefficenze e la raccolta differenziata in Sicilia è molto al di sotto della media nazionale. Adesso si prova a rilanciare quanto meno la raccolta di carta e cartone (che è quella più facile).  Sono almeno 700mila le tonnellate di carta e cartone che nelle Regioni meridionali finiscono al macero senza neppure sfiorare il circuito del riciclo. E’ previsto, per rilanciare la raccolta, un investimento di 7 milioni di euro che coinvolge circa 70 Comuni, tra i quali Catania, Palermo, Messina, Siracusa, Ragusa e Sciacca. L’iniziativa è stata sviluppata dal Comieco (consorzio nazionale per la raccolta e il riciclo di imballaggi a base cellulosica), d’intesa con Conai e il patrocinio del ministro dell’Ambiente.

Questi i dati della differenziata in Sicilia per capoluogo:  Ragusa 25,3% Trapani 18,5% Caltanissetta 12,5% Agrigento 12% Palermo 10,1% Catania 10,1% Enna 9% Messina 6% Siracusa 3%.

Questi i paesi siciliani più virtuosi: Gratteri 73% Zafferana 66,5% Licodia Eubea 65,4% Misterbianco 60% Delia 56,3% Buseto Palizzolo 55,1% S. Michele di Ganzaria 52% Bisaquino 48% Aci Bonaccorsi 47% Valderice 43% Castelbuono 42%.

Rifiuti, il 30 Giugno scadono gli Ato in Sicilia, ma non si capisce cosa accadrà 2015-06-11T09:23:47+00:00