Palermo patrimonio Unesco. L’occasione per lottare il degrado in città e in Sicilia

Il comitato dell’Unesco ha proclamato il percorso arabo – normanno di Palermo, Cefalù e Monreale “patrimonio dell’umanità”. Un titolo prestigioso, che per il capoluogo siciliano può essere, se ben sfruttato, occasione di crescita, e dare anche quello scatto d’orgoglio necessario per superare gli atavici problemi della città, a cominciare dall’emergenza rifiuti. L’Unesco, infatti, è molto severa sulle regole della fruizione dei siti che inserisce nel “patrimonio dell’umanità”. Tant’è che in Sicilia da tempo si sussurra che molti siti sono a rischio di ritiro del prestigioso riconoscimento. In Sicilia ci sono sette siti Unesco, e non stanno messi bene. E’ per questo che già dalla prossima settimana un apposito comitato dovrà valutare gli interventi più urgenti, a cominciare da rifiuti, da una nuova regolazione del traffico intorno ai monumenti, dal regolamento dell’abusivismo e della movida selvaggia. Sfida impossibile? Quasi. Ma che dalla storia, dalla nostra storia, possa cominciare in Sicilia una vera lotta al degrado è un sogno che non possiamo lasciarci scappare. Al di là del dato pratico: il marchio Unesco, nei siti finora promossi, ha portato ad un significativo aumento delle presenze turistiche del 30%. “Ma già il solo annuncio della candidatura – racconta Leoluca Orlando – è stato per noi un  volano pubblicitario pazzesco, dato che a Maggio avevamo tutte le camere d’albergo piene di turisti”. E chissà che da Palermo il rilancio si estenda anche al resto della Sicilia, dato che gli altri siti Unesco, Agrigento in testa, non stanno messi molto bene, ed altre località, come le saline e le isole dello Stagnone di Marsala e Trapani, da tempo aspirano al riconoscimento, ma i Comuni non sono in grado nemmeno di produrre la documentazione necessaria per l’avvio dell’esame.

L’itinerario premiato ieri dall’Unesco comprende Palazzo Reale, Cappella Palatina, San Giovanni degli Eremiti, chiesa della Martorana, San Cataldo, la Zisa, Ponte dell’Ammiraglio, la cattedrale di Palermo, il duomo di Cefalù e quello di Monreale.

Soddisfatto Aurelio Angelini, presidente della Fondazione Unesco Sicilia, che ha seguito passo passo la candidatura del percorso arabo normanno: “Una gratificazione che arriva dopo anni di lavoro condiviso con studiosi e rappresentanti delle istituzioni. Abbiamo lavorato in piena sintonia con il presidente della commissione Unesco Gianni Puglisi. Adesso per Palermo inizia la sfida: misurarsi con le opportunità che questo riconoscimento ci offre”.

Felice anche l’ex deputato Pd Tonino Russo che nel 2009 depositò la prima proposta di candidatura alla commissione Cultura della Camera: “Sono felice ed orgoglioso di essere stato al servizio di un grande lavoro corale che dovrebbe essere da modello per questa nostra martoriata terra. Un ringraziamento a chi ha creduto nel progetto e si è speso con grande passione”.

L’iscrizione di Palermo arabo normanna e le cattedrali di Cefalù e Monreale nella Lista del Patrimonio dell’Umanità porta a 51 i siti Unesco in Italia.

«Questo riconoscimento è un motivo d’orgoglio ed è una grande gioia per Palermo e i palermitani, ma anche per tutti i siciliani – dice il sindaco Leoluca Orlando -. L’inserimento dell’itinerario arabo normanno, nell’elenco dei siti Unesco che sono considerati patrimonio mondiale dell’umanità, con ben sette monumenti su nove a Palermo, è la conferma internazionale della bellezza e grandezza culturale, artistica e storica di questa città, patrimonio di tutti e di ciascuno e sarà certamente volano di sviluppo turistico e nuova economia per Palermo e per tutta la Sicilia».

Fanno parte del Comitato di pilotaggio, che martedì si riunirà a Palermo per affrontare le tematiche legate al piano di gestione dei siti, i comuni di Palermo, Monreale e Cefalù, l’assessorato regionale dei Beni Culturali e dell’Identità siciliana, la Fondazione Patrimonio Unesco Sicilia, la Fondazione Sicilia, la Fondazione Federico II, l’Assemblea regionale siciliana, il Mibact, il ministero dell’Interno fondo edifici di culto – prefettura di Palermo, le Arcidiocesi di Palermo, Monreale e Cefalù, l’Eparchia di Piana degli Albanesi.

Palermo patrimonio Unesco. L’occasione per lottare il degrado in città e in Sicilia 2015-07-04T15:56:26+00:00