Crocetta – Pd, i giorni del giudizio: staccare la spina o andare avanti?

Staccare la spina al governo Crocetta o andare avanti e cercare per l’ennesima volta un rilancio mai avvenuto davvero? E’ il dubbio del Pd in questa estate rovente della politica siciliana. Diciamola tutta, però: se non fosse per il fatto che, mandando a casa il governatore, perdono poltrona e stipendio anche  i deputati regionali (che tra l’altro dalla prossima elezione saranno bruscamente ridotti), Crocetta sarebbe già stato sfiduciato da un pezzo. Ma il Pd ha paura del voto, e preferisce un Crocetta in agonia che un salto nel buio. Comunque, entro fine mese il partito deciderà, e il segretario Fausto Raciti vedrà in questi giorni di mettere a punto una strategia comune con gli alleati.

‎ Il capogruppo di Sicilia Democratica, Totò Lentini, preso atto della difficoltà di questo governo e tenuto conto delle argomentazioni discusse ieri in direzione del partito democratico, e in particolare l’intervento del segretario Raciti, condivide appieno la proposta per una imminente riunione di maggioranza per individuare un percorso che consenta di realizzare al più presto le riforme vitali per la Sicilia (Ddl liberi consorzi, acqua pubblica, reddito minimo per le famiglie in difficoltà, chiusura dei contratti dei precari degli enti locali, argomento non più rinviabile, taglio delle società partecipate con relativa riorganizzazione delle stesse e legge elettorale che si allinei al ddl nazionale, in cui la rappresentatività dei partiti passi dal 5% al 3%). Inoltre percorrendo la linea delle riforme, argomento spinoso, difficile, ma indispensabile per la credibilità del governo e dei partiti di maggioranza, con maggiore credibilità potremo chiedere al governo nazionale che stipuli un intesa vera per lo sviluppo della comunità siciliana che si traduca in aiuti concreti per la spesa dei fondi comunitari europei, unica fonte di crescita per la Sicilia.
“Crocetta pronto ad andarsene? Non cambia assolutamente nulla, nel Pd prevarrà la solita legge del Bostik: tutti insieme, appassionatamente, incollati alla poltrona. Ovviamente – si dirà – solo per grande, grandissimo senso di responsabilità”. Il M5S all’Ars commenta così la direzione del Partito democratico che a parole ha sfiduciato il governo Crocetta, ma che nei fatti lo tiene “attaccato ai respiratori artificiali a dispetto di tutti e di tutto, per mantenere in vita le poltrone dei deputati all’Ars e i posti di sottogoverno”.
“Dopo che Crocetta ha dato la sua disponibilità a farsi da parte se il partito glielo chiederà – dicono i deputati – il Pd è di fronte ad un bivio: fare gli interessi della Sicilia o quelli di bottega. Noi siamo convinti che prevarranno i secondi. Ma il partito democratico si dovrà assumere la responsabilità di questo scempio di fronte ai siciliani”.
“Il Pd e anche grande parte della maggioranza e della finta opposizione – continuano i deputati Cinquestelle – non vogliono andare alle elezioni, sanno che perderebbero. Ad aggravare il terrore dei parlamentari dell’Ars c’è anche il fatto che il prossimo Parlamento sarà più stretto, con soli 70 posti a disposizione. Chi è disposto veramente a rinunciare ad una sicura e pesante busta paga a fronte di un salto nel vuoto? Vogliono veramente il bene della Sicilia? Per una sola volta, da quando governano, facciano parlare i fatti: chiedano a Crocetta di dimettersi, e di farlo subito. Ogni giorno che passa è un passo in più verso lo sfacelo”.
Crocetta – Pd, i giorni del giudizio: staccare la spina o andare avanti? 2015-07-06T06:38:09+00:00