Imprese siciliane e internet, siamo ancora indietro

Imprese siciliane e internet, siamo ancora indietro, sull’innovazione digitale e sull’uso del web e di internet. Lo scorso anno solo il 28,9% delle imprese siciliane ha usato internet contro una media nazionale del 39,3%. E anche sul fronte delle famiglie la regione segna il passo: quelle collegate a Internet nel 2014 sono appena il 55,7% rispetto alla media nazionale del 64% e, nella classifica fra regioni, la Sicilia è terzultima, poco sopra Calabria e Basilicata. Freni anche nell’uso dell’e-Commerce che vede appena il 29% degli utenti internet over 14 anni (media nazionale 44,6%). Basso, inoltre, il numero degli utenti internet siciliani (popolazione sopra i 6 anni): 50,3% contro la media nazionale del 57,3%.
Le persone (popolazione sopra i 15 anni) che in Sicilia non hanno mai usato Internet sono pari al 46% della popolazione regionale, contro la media nazionale del 38,3%.

Il quadro è stato delineato da Confindustria Digitale nell’ambito del roadshow nazionale #Territoridigitali, avviato nel marzo scorso a Trieste, passato per Reggio Calabria, Napoli, Firenze, Pescara e oggi Catania come sesta tappa. In Sicilia, rileva però Confindustria Digitale, «esistono, tuttavia, elementi di nuova economia che evidenziano segnali di crescita».

Le start up innovative, riferisce la federazione delle imprese dell’Ict, «sono ormai un fenomeno importante e vivace per la Sicilia: ad aprile 2015 erano 171 con una crescita del 53% rispetto all’anno precedente (media nazionale 39%), dato che colloca l’isola al secondo posto fra le regioni del Sud, dopo la Campania (235) ». In totale, valuta ancora Confindustria Digitale, «nel Mezzogiorno risultavano attive 895 start up innovative che rappresentano il 22% del totale nazionale (pari a 4.049) ».

Altro dato positivo, rileva ancora, «riguarda l’adesione delle aziende siciliane alle reti d’impresa, il cui numero è passato da 49 registrato nel 2013 a 110 nel 2014, fattore importante per lo sviluppo di modalità di lavoro collaborative e integrate alla base dei processi di digitalizzazione del territorio».

«La trasformazione digitale delle Pmi è strategica per espandere il potenziale di crescita dell’economia italiana ed è un passaggio alla portata della Sicilia» ha affermato Carlo Purassanta, consigliere di Confindustria Digitale e presidente dello Steering Commitee “Piattaforme di filiera per le Pm”, illustrando a Catania, in qualità di responsabile del progetto, il significato di #Territoridigitali.

Secondo Purassanta, «il cloud computing, il lavoro in mobilità, il digital marketing possono portare le aziende ad aprire nuove relazioni, a diventare più rilevanti, ad aprirsi all’e-ecommerce, a migliorare le proprie competenze, a diventare più flessibili, a internazionalizzarsi ed a rendere più efficienti i processi interni e la collaborazione con l’ecosistema circostante».

«Siamo partiti da questa consapevolezza -ha osservato- quando abbiamo deciso di costruire ‘Territori Digitali’, un progetto nato per raggiungere le aziende in tutta Italia e per diffondere cultura dell’innovazione attraverso scenari concreti di utilizzo del digitale».

Realizzata in collaborazione con la rete dei Digital Champions e con il patrocinio, di Anitec, Assinform, Assocontact, Assotelecomunicazioni-Asstel e Federturismo, a cui si aggiungono per ciascun appuntamento le istituzioni locali e le organizzazioni territoriali di Confindustria, l’iniziativa itinerante promossa da Confindustria Digitale, è la prima del genere in Italia.
«Le Pmi, pur avendo un ruolo fondamentale nel nostro sistema economico sia in termini produttivi che occupazionali, rappresentano il 99% delle aziende italiane dando lavoro all’80% degli occupati, ma manifestano ancora una bassa vocazione all’innovazione, che costituisce un importante fattore di ritardo e freno per l’economia italiana” ha evidenziato Confindustria Digitale.

Imprese siciliane e internet, siamo ancora indietro 2015-09-11T07:32:21+00:00