Beni confiscati, Orlando dopo il caso Palermo: “Serve trasparenza”

“Nella gestione dei beni confiscati alle mafie serve trasparenza nell’affidamento degli incarichi di amministratore giudiziario: trasparenza e rotazione degli incarichi saranno previsti nell’ambito della più complessiva riforma dell’Agenzia nazionale dei beni sequestrati e confiscati, riforma che nei giorni scorsi e’ entrata nel vivo dell’attività parlamentare”. Lo ha detto il ministro della Giustizia Andrea Orlando nel suo intervento alla presentazione del rapporto Onu sull’attuazione in Italia della Convenzione contro la corruzione.

Orlando ha fatto riferimento “al decreto, recentissimamente varato, che fissa un tetto ai compensi per gli amministratori giudiziari di beni sequestrati. Con le nuove regole – ha detto – ci proponiamo non solo un contenimento dei compensi attualmente liquidati, non solo economicità, ma anche trasparenza, indispensabile per scoraggiare opacità e fenomeni di speculazione che, purtroppo, non mancano”. E’ di pochi giorni fa il caso scoppiato a Palermo che ha coinvolto il pool di magistrati della sezione Misure di protezione finiti sotto inchiesta. “Ma la trasparenza è necessaria non solo nei compensi, ma, a monte, nell’affidamento degli incarichi di amministratore giudiziario”, ha aggiunto il ministro. “In verità abbiamo anche bisogno che funzioni meglio, molto meglio, l’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, perché gestisce complessivamente patrimoni imponenti, che non possono essere semplicemente sottratti alle organizzazioni criminali, ma devono essere immessi nei circuiti legali dell’economia e della società, nel rispetto scrupoloso dei criteri di efficienza, di trasparenza, di operatività”.

CASO PALERMO.  La Prima Commissione del Csm ha convocato per domani il presidente della Corte di appello di Palermo Salvatore Di Vitale. Si tratta del primo atto dell’istruttoria che riguarda i cinque magistrati indagati a vario titolo dalla procura di Caltanissetta per la gestione dei beni sequestrati alla mafia e nei cui confronti la Commissione ha aperto la procedura di trasferimento d’ufficio per incompatibilità ambientale.
Di Vitale era già stato ascoltato nel corso della missione di una delegazione ristretta del Csm a Palermo. A differenza di quell’occasione, l’audizione di dopodomani sarà formale e vi parteciperanno tutti i componenti della Prima Commissione. Per ora non sono state decise altre convocazioni, in attesa del rinnovo della composizione della stessa Commissione prevista per la prossima settimana.

Ma saranno sentiti certamente anche tutti i magistrati nei cui confronti è stata aperta la procedura e cioè l’ex presidente della sezione misure di prevenzione del tribunale Silvana Saguto, i colleghi Lorenzo Chiaromonte e Fabio Licata, che come lei hanno lasciato l’ufficio, l’ex consigliere del Csm Tommaso Virga e il pm della Dda di Palermo Dario Scaletta.

Beni confiscati, Orlando dopo il caso Palermo: “Serve trasparenza” 2015-10-07T10:18:58+00:00