Mafia e Messina Denaro. Il costruttore di Trapani Bulgarella inguaia i vertici Unicredit. La storia

I carabinieri del Ros hanno condotto perquisizioni su mandato della Procura di Firenze, ipotesi di favoreggiamento a Cosa nostra. L’origine delle indagini negli affari immobiliari dell’imprenditore trapanese Andrea Bulgarella, sospettato di un collegamento con Matteo Messina Denaro

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C’è anche il costruttore trapanese Andrea Bulgarella tra le undici persone coinvolte nell’operazione condotta dai Carabinieri del Ros in merito ad una presunta rete di fiancheggiatori del boss Matteo Messina Denaro.

Gli investigatori hanno eseguito perquisizioni, disposte dalla Dda di Firenze, che riguarderebbero anche imprenditori e manager. Al vaglio degli inquirenti ci sarebbero soprattutto alcune operazioni finanziarie sospette legate a possibili infiltrazioni mafiose nel tessuto economico locale.

 Bulgarella, impegnato in affari immobiliari, avrebbe maturato un’esposizione finanziaria di circa 65 milioni di euro, coinvolgendo anche una piccola banca di credito cooperativo, la Bcc di Cascina, che da qualche tempo Bankitalia ha commissariato per importanti criticità gestionali.

Bulgarella, per risolvere il ‘buco’, si sarebbe rivolto a Unicredit per sostenere il debito ed avrebbe trovato in Palenzona ed altri manager chi gli avrebbe favorito altri finanziamenti nonostante la forte esposizione. In tutto sono una decina le persone indagate nell’inchiesta; una ventina le perquisizioni effettuate. Tra gli indagati ci sarebbe anche il manager Roberto Mercuri,braccio destro di Palenzona in Aeroporti di Roma. Perquisizioni anche a Trapani, Roma, Firenze, Palermo per sequestrare documentazioni bancarie.

Tra le valutazioni dei pm della Dda di Firenze quella di accusare alcuni indagati di associazione a delinquere finalizzata alla truffa e all’appropriazione indebita. Nell’inchiesta non  è contestato l’articolo 416 bis ma, solo per alcuni indagati, l’art.7. Tuttavia, per gli investigatori del Ros l’imprenditore Bulgarella viene ritenuto aver collegamenti, per via indiretta, col boss Matteo Messina Denaro, latitante da decenni.

 Tra gli indagati   anche l’ex vice presidente della Provincia regionale di Trapani, Peppe Poma, cognato di Bulgarella, il valdericino Salvatore Bosco, direttore tecnico nelle imprese di Bulgarella, e il vice presidente di Unicredit Fabrizio Palenzona. I carabinieri del Ros hanno acquisito documentazioni bancarie relative ai rapporti tra l’imprenditore trapanese e Unicredit. Sarebbero stati Palenzona ed altri manager a concedergli ingenti finanziamenti nonostante un’esposizione debitoria di circa 65 milioni di euro.

Oggi oltre a essere vicepresidente di Unicredit, Fabrizio Palenzona è presidente di Gemina (la holding di partecipazioni finanziarie quotata in borsa), dall’ottobre 2003 è tra i vertici dell’Associazione Italiana Società Concessionarie Autostrade e Trafori, di Aeroporti di Roma, Aviva Italia e di Assaeroporti.

E’ oltretutto membro del Consiglio di amministrazione di Mediobanca, dell’Associazione Bancaria Italiana (Abi), Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria e Università degli Studi del Piemonte Orientale Amedeo Avogadro.

Fabrizio Palenzona ha ricoperto anche ruoli in politica. E’ stato sindaco di Tortona e presidente della provincia di Alessandria. Proveniente dalla Margherita, ora ha pare abbia assunto un ruolo terzo, molto più potente, ma sarebbe vicino al Pd.

Intanto l’Unicredit ha confermato la sua fiducia nei confronti di Palenzona: “Unicredit preso atto delle notizie di stampa in merito ad indagini che coinvolgono esponenti della banca dichiara di avere piena fiducia nel loro operato e si ritiene certa che le indagini dimostreranno con chiarezza la loro estraneità rispetto alle contestazioni mosse

I BULGARELLA. L’impresa Bulgarella viene fondata dal nonno che si chiama nello stesso modo del nipote, Andrea Bulgarella: era l’anno 1902, lo slogan dell’azienda è: “Da oltre cento anni costruiamo il futuro”. L’azienda nasce in sicilia, nel trapanese per costruire strade e ponti, lavori pubblici. Ma negli anni Settanta, Andrea Bulgarella, il nipote allarga le competenze dell’azienda all’edilizia privata. Negli anni Ottanta trasferisce il baricentro dell’attività in Toscana e sposta la sede a Pisa. Si dedica al recupero di edifici storici nel trapanese e in Toscana, acquista anche numerosi alberghi in tutta Italia fra i quali il gran hotel Misurina a Cortina, la Tonnara di Bonaga Valderice in provincia di Trapani, la colonia marina Principe di Piemonte a Tirrenia e il celebre gran hotel Palazzo di Livorno, gioiello liberty e celebre per aver ospitato i primi esperimenti di Marconi. l gruppo Bulgarella ottiene numerose concessioni edilizie e costruisce per esempio il parco delle Torri a Pisa che resta incompiuto, la piazza del Terzo Millennio sempre a Pisa, numerosi alberghi a Erice mare, Viareggio, a Palermo, a Empoli. Il suo gruppo si è occupato anche di trasporto marittimo per collegamenti fra Trapani, le Egadi e Pantelleria.

La Dda di Firenze e il Ros hanno ricostruito la tela dei suoi rapporti con alti esponenti della politica, dal repubblicano  ed ex ministro Aristide Gunnella fino all’attuale senatore ed ex sottosegretario agli Interni, Tonino D’Alì. Ma non solo rapporti con la politica. Tra i contatti di andrea Bulgarella figurerebbe anche Luca Bellomo, nipote del boss latitante Matteo Messina Denaro e genero del boss mafioso palermitano Filippo Guttadauro. Sul ruolo di Bellomo nell’organizzazione mafiosa capeggiata da Messina Denaro  si trovano tanti elementi di accusa nell’ambito dell’operazione antimafia Eden durante la quale venne arrestato. E’ una tela di rapporti pericolosi quella dell’imprenditore andrea Bulgarella che negli anni ’90 fu indagato per favoreggiamento dalla Dda di Palermo, anche se poi la sua posizione venne archiviata.

Oggi i legali del vicepresidente di Unicredit negano che conosca Bulgarella aggiungendo che durante le perquisizioni nella casa e nell’ufficio di Milano “non è stato trovato nulla”. Tuttavia un’intercettazione telefonica tra altri due indagati, due manager bancari, tira in ballo Palenzona come colui che si sarebbe prodigato per far “accelerare” l’approvazione del piano di rientro del gruppo di Bulgarella.
Bulgarella è indicato dai pm imprenditore di riferimento di Cosa Nostra.

Varie le circostanze in questo senso ricostruite dalla Dda e dal Ros: non solo il fatto che lo abbia descritto nel 2014, come uomo “a disposizione di Cosa Nostra”, lo stesso pentito Giovanni Brusca. Ma ci sarebbero rapporti di affari con un altro indagato, l’imprenditore siciliano Girolamo Bellomo, marito della nipote di Messina Denaro, Lorenza, avvocato, che è estranea a questa inchiesta e che è figlia di Rosalia Messina Denaro, sorella del boss Matteo, e di Filippo Guttadauro, fratello dell’ex capomafia di Brancaccio Giuseppe Guttadauro.

Bellomo risulta titolare di una ditta di forniture alberghiere, che avrebbe avuto rapporti con le imprese Bulgarella che a Pisa e nel Nord ha realizzato da circa venti anni, hotel e centri direzionali, anche recuperando ex colonie marine. Per i 10 indagati perquisiti dal Ros, le accuse sono, a vario titolo, di associazione a delinquere finalizzata alla truffa, all’appropriazione indebita e al reimpiego di capitali di provenienza illecita.

La Dda ipotizza che Bulgarella abbia reimpiegato in Toscana capitali del clan di Messina Denaro. Una situazione che avrebbe determinato vantaggi a lui stesso e all’associazione mafiosa.

La difesa. Bulgarella “si dichiara completamente estraneo ad ogni addebito e ci tiene a precisare con forza che non  ha mai avuto alcun contatto con nessun gruppo associativo criminale, men che meno di stampo mafioso”. Lo afferma in una nota l’avvocato Giulia Padovani, legale del costruttore pisano accusato dalla Dda di Firenze di intrattenere da molti anni rapporti stretti con il clan mafioso del boss Matteo Messina Denaro. “Per quanto riguarda il merito della vicenda – conclude il difensore dell’imprenditore – l’indagato è sereno e provvederà a difendersi presso le sedi competenti”.

Mafia e Messina Denaro. Il costruttore di Trapani Bulgarella inguaia i vertici Unicredit. La storia 2015-10-09T07:22:54+00:00