Scicli la Terra dei Fuochi della Sicilia Sud Orientale? Per qualcuno il rischio c’è

Qualcuno vocifera che ci sia in atto un piano subdolo per far diventare la città di Scicli la terra dei fuochi della Sicilia Sud Orientale; Già, la bella città patrimonio Unesco, la Vigata del Commissario Montalbano, una delle più visitate dell’ultima estate, potrebbe diventare una zona franca pronta ad accogliere i rifiuti di tutta la Provincia di Ragusa e, forse, anche oltre. Tale preoccupazione si basa su esperienze passate, delibere del presente e progetti futuri che, di certo, non fanno dormire sonni tranquilli ai cittadini sciclitani. Già in passato Scicli è stata chiamata a raccogliere i rifiuti solidi urbani di parte della Provincia di Ragusa con ben due siti adibiti a discarica, siti poi chiusi per via del fatto che nel giro di poco tempo le discariche sono andate esaurite con tutti i problemi ed i costi che ne sono conseguiti, tra tutti lo smaltimento dei rifiuti in altra località (nello specifico Motta Sant’Anastasia) e i costi per il trattamento del pergolato, un problema non di poco conto che ha anche fatto deprezzare il valore dei terreni e delle case in prossimità delle discariche (distanti pochi chilometri l’una dall’altra), ma anche con la seria preoccupazione da parte dei residenti dell’accrescersi dei tumori. La preoccupazione presente è data dall’individuazione dell’area di Contrada Truncafila come sito idoneo per lo smaltimento di materiale inerte, una scelta sancita da un accordo tra il Cas (Consorzio autostrade siciliane) e il Comune di Scicli, al momento guidato da una triade commissariale, l’accordo prevede che il consorzio possa depositare a Truncafila il materiale inerte derivante dai prossimi lavori dell’autostrada che passerà dal comune di Scicli, successivamente il Cas si impegnerà a realizzare, a proprie spese comprese quelle degli espropri, un parco extraurbano. Questa potrebbe anche apparire come una notizia positiva, ma in molti sentono puzza di bruciato e lanciano l’allarme perché si tenga alta la guardia per evitare brutte sorprese. Dicevamo delle preoccupazioni del passato e del presente, quelle per il futuro sono date dall’imminente chiusura di alcune discariche nelle vicinanze con la possibilità che servirà trovare con procedura d’urgenza un sito idoneo ad accogliere una discarica di rifiuti solidi urbani e, Truncafila, potrebbe essere tra i  siti papabili anche perché non protetto da vincoli paesaggistici. Per capire bene la questione occorre partire relativamente da lontano, precisamente dal 2010 quando, stimolata da alcune insistenti voci di corridoio, la giunta comunale deliberò la realizzazione di un parco extraurbano a Truncafila che valorizzasse il grande pregio naturalistico del luogo e, al tempo stesso, evitasse che a qualcuno potesse venire la felice idea di individuare quell’area come un posto idoneo alla realizzazione di una discarica per rifiuti solidi urbani. Alla delibera del comune ne seguì una del consiglio comunale in opposizione al piano paesaggistico provinciale che escluse la contrada di Truncafila, contrada lasciata fuori anche dal parco degli iblei, una scelta che suonò alquanto strana.

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Nel settembre 2013 l’amministrazione comunale avviò le procedure per la realizzazione del parco extraurbano con la seguente motivazione: “l’amministrazione ritiene obiettivo assoluto porre in essere tutte le misure utili a scongiurare la realizzazione a Scicli di una nuova discarica di rifiuti. Interpretando il sentimento di assoluta contrarietà dei cittadini sciclitani” da mandato all’ing. Spanò di procedere il questo senso.

Nel maggio 2014 l’amministrazione comunale ha avviato le procedure di riqualificazione urbanistica dell’area che da E4 sarebbe dovuta diventare E1.

Il progetto è stato arricchito dalla previsione di realizzazione di un’area dedicata all’ippoturismo ed alla ippoterapia, con la realizzazione di percorsi naturalisti ed aree di sosta attrezzate, da finanziare con progetti PIST e per il quale erano stati promessi 440.000€ a quanto pare mai arrivati.

Nell’agosto del 2015 i commissari hanno accolto la proposta del Cas che si impegna a realizzare il parco previo smaltimento degli inerti, da qui si sono sollevati una serie di dubbi manifestati da più fronti.

 

Il rischio c’è, i parlamentari locali non hanno preso in considerazione le nostre proposte

Circa un mese fa l’associazione Start Scicli ha organizzato un convegno alla presenza anche dei deputati Assenza (Forza Italia) e Trizzino (Movimento 5 Stelle) dove venne fuori una proposta per allontanare il limite di discariche dai centri abitati, portandolo da 3 a 5 km, argomento del quale ci siamo occupati anche noi (leggi qui)

Proprio a quest’ultimo punto ci siamo agganciati sentendo l’architetto Viviana Pitrolo (nella foto in basso), dell’Associazione Start Scicli, che della vicenda Truncafila si è occupata in maniera approfondita:

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D- Pitrolo, anche noi de Il Mattino di Sicilia abbiamo parlato della proposta avanzata dalla vostra Associazione per aumentare la distanza delle discariche dai centri abitati, a che punto siete?

«Si, circa un mese fa abbiamo fatto una conferenza dove abbiamo avanzato una proposta per ridefinire il limite di distanza delle discariche dai centri abitati da 3 a 5 km. Devo dire che grazie all’On Assenza e Giampiero Trizzino la proposta è stata presentata alla regione che ci dovrebbe convocare in audizione dove saranno presenti tutte le parti interessate, ad oggi ancora non abbiamo avuto conferma della data, ma pensiamo che possa realizzarsi a breve. Francamente speriamo che questa proposta abbia un seguito, è l’unico modo per allontanare definitivamente il rischio di una nuova discarica a Scicli».

 

Parliamo di Truncafila, da più parti si lancia l’allarme della possibilità che il sito possa essere utilizzato come discarica per rifiuti solidi urbani, lei ha studiato molto bene l’argomento, ci spiega cosa sta succedendo?

«Da tempo si vocifera che Truncafila sia papabile in caso di emergenza, anche se, a dire il vero, non è inserito nell’elenco dei siti ufficiali, ma non è detto che in caso di emergenza non possa essere scelta. Quando c’è stato l’incontro tra i comuni della provincia di Ragusa per individuare i siti idonei per la realizzazione di discariche, a rappresentare Scicli non c’era nessuno, il nostro territorio non è stato difeso da nessuno. Ultimamente ci sono state delle prese di posizione a tutela del sito in questione, ultima quella del presidente del Libero Consorzio Cartabellotta, ma c’e sempre il dubbio che il conferimento di inerti possa nascondere dell’altro».

 D – Ma se esiste un accordo solo per inerti, perché preoccuparsi per altro?

«in questo momento c’e una delibera che autorizza il conferimento di inerti, se si realizza certamente si esclude Truncafila per altra destinazione, ma fin quando non inizieranno con il conferimento, che dovrebbe iniziare nel 2018, il rischio c’è sempre.

Mi preme dire che, tra l’altro, si è costituito un gruppo di cittadini residenti nelle zone vicine a Truncafila che hanno richiesto che l’area venga assoggettata a vincolo urbanistico e non ambientale, in quanto sarebbe la terza discarica che si crea in quella zona con gravissimi danni di natura ambientale e per la salute.

Noi di Start Scicli, insieme ad altre associazioni e movimenti, stiamo anche facendo petizione, ma quello che più ci preme è che passi la proposta per aumentare la distanza delle discariche dai centri abitati, questo già risolverebbe molti problemi».

D- Qual è la sua personale opinione in merito?

«Io posso dare una opinione in base alle carte, posso dire che l’intenzione è quella di portare avanti l’accordo con il Cas, ma voci di corridoio dicono che quel sito possa essere destinato a  discarica di rifiuti solidi urbani, quindi dobbiamo utilizzare i mezzi che abbiamo per porre le condizioni perché questo non accada, l’allarme comunque c’è. Il Parco extraurbano è sicuramente una cosa positiva, ma ci sono troppi dubbi al riguardo e troppe incertezze, ricordiamo che quella è una zona facilmente accessibile e di proprietà privata quindi, in ogni momento, la proprietà può vendere a chi vuole».

D – Molti se la prendono con la deputazione locale (Orazio Ragusa e Venera Padua-ndr) perché non avrebbero difeso la città, la vostra proposta è stata presentata alla regione da un deputato di Comiso,  che sentore ha in merito?

«Io non posso fare altro che chiedere ai rappresentanti politici di Scicli di portare avanti questa battaglia che è una battaglia in favore di una intera comunità. Non so sinceramente se i deputati locali hanno fatto qualcosa in merito, ma noi di Start Scicli abbiamo partecipato a degli eventi organizzati sia da Pd e sia da Udc, abbiamo presentato le nostre proposte, ma fino ad oggi non sono state prese in considerazione»

 

Basta guardare cosa ha fatto la mafia in Campania per non star tranquilli

 

Un altro intervento duro sulla questione Truncafila è stato quello del rappresentate della lista Progetto Civico per Scicli Carmelo Vanasia, già lanciato come un treno per la corsa alla carica di primo cittadino, Vanasia ha scritto: «La vicenda del sito di Truncafila, che oggi si scopre essere stata regalata, dai nostri illustri politici locali, ai Siciliani quale prossimo proprio immondezzaio, assume rilievi misteriosi sotto l’aspetto dell’iter seguito per fregare l’opinione pubblica tutta» Insomma per Vanasia (nella foto in basso) si tratta di un subdolo gioco delle parti per fregare la cittadinanza e mettere in piedi un piano ben diverso da quello reso pubblico e di ciò da piana colpa ai deputati locali. A Vanasia abbiamo chiesto conto delle parole espresse:

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D – Vanasia, lei su Truncafila è stato duro, esplicito e diretto, qual è il suo pensiero?

«Noi abbiamo toccato di nuovo l’argomento perché è un tema che porto avanti da agosto quando lanciai il sentore che a Scicli potesse nascere una nuova discarica. La mia preoccupazione è che gli inerti possano essere solo il preludio per smaltire dell’altro e, in tal senso, Scicli ha già pagato. Pagare dazio con la terza discarica sarebbe davvero eccessivo, il mio non è stato un attacco ai parlamentari, ma è uno sprono perché  si attivino  per tutelare il nostro territorio. Se qualcuno ha voluto recepire quanto detto in maniera diversa io non ci posso fare nulla, io voglio solo tutelare i miei concittadini»

D – Si è chiesto perché, seppur ci sia un accordo per smaltire gli inerti e fare un parco extraurbano poi, si sia creato tutto questo allarme?

«La preoccupazione è legittima perché non ci sono controlli, l’area in questione è aperta e il comune non ha i mezzi per effettuare controlli e verificare cosa entra ed esce; Chi di dovere ci indichi chi effettuerà i controlli e chi garantirà che verranno smaltiti solo inerti, basta guardare cosa succede in Campania e in Puglia, dove la mafia riesce ad occultare tonnellate di rifiuti senza che gli organi preposti se ne accorgono, per non stare tranquilli. L’ente dovrebbe prendere i dovuti accorgimenti, per questo non ci vedo chiaro, da discarica di inerti a discarica di rifiuti solidi urbani il passo è troppo breve»

 

A me preoccupa già soltanto la discarica di inerti, chi controllerà?

L’ ultima riflessione raccolta, sempre in merito alla questione di Contrada Truncafila, è quella di Angelo Giallongo (nella foto in basso), ex assessore comunale e componente del movimento “Diventerà Bellissima” di Nello Musumeci:

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D – Giallongo, quale opinione si è fatta in merito alla questione Truncafila?

«A differenza di molti altri a me, sinceramente, preoccupa anche il fatto che si faccia solo una discarica di inerti e le spiego le mie motivazioni: quella di Truncafila è una cava stupenda da un punto di vista naturalistico, lì spesso si vedono degli animali pascolare e ci sono delle coltivazioni vicine. Chi garantisce che lo smaltimento di inerti non provocherà danni alla fauna? Chi controllerà perché tutto avvenga nella massima trasparenza e nel rispetto dell’ambiente?  Fin quando non si chiariranno seriamente questi punti rimango del parere che occorre tenere alta la guardia per evitare che Scicli paghi ancora una volta per una discarica.

Le esperienze precedenti hanno provocato per Scicli, oltre al danno ambientale, anche un danno economico importante con enormi crediti vantati nei confronti di diversi comuni vicinori. Su Truncafila terremo alta la guardia perché Scicli non sia ancora una volta bistrattata e violentata da decisioni che arrivano dall’alto e che non tengono conto di ciò che chiedono i cittadini».

Scicli la Terra dei Fuochi della Sicilia Sud Orientale? Per qualcuno il rischio c’è 2015-12-29T15:59:34+00:00