Appello ai candidati: date alla Sicilia un progetto strategico di sviluppo

 La prossima scadenza elettorale in Sicilia per il rinnovo dell’Assemblea Regionale e per l’elezione del nuovo Presidente della Regione si svolge in un clima di drammatica emergenza sociale. Chi verrà eletto alla Presidenza della Regione dovrà affrontare gli atavici problemi del nostro tessuto economico aggravati da una crisi di mancanza di risorse finanziarie che in Sicilia ha peculiarità tutte isolane. L’incapacità di usare al meglio e in tempi previsti le poche risorse disponibili, provenienti dalla programmazione comunitaria è solo uno degli esempi dell’inefficienza di un sistema e di una macchina burocratica con il  più alto numero di addetti in Italia.

Ma è la mancanza di un progetto strategico di sviluppo che è mancato in questi anni; l’esempio del settore dei Beni Culturali è illuminante.

Secondo l’ultima classifica presentata dal World Economic Forum, nella classifica mondiale per numero di visitatori e relativo flusso economico riferiti al turismo culturale,  l’Italia è retrocessa al ventottesimo posto, preceduta anche dal Portogallo e dal Lussemburgo, da Malta e dal Belgio. Nella classifica, dopo l’Italia troviamo la Corea del Sud e le Barbados. Siamo stati superati in questi ultimi anni dalla Francia e dalla Spagna. La Francia, in Europa, attrae il maggior numero di visitatori. L’Italia attrae soltanto il 4,6% del flusso turistico mondiale nonostante, secondo diverse stime, possieda il 70% di tutto il patrimonio monumentale, artistico e archeologico mondiale.

 

In Italia esistono: 4.000 musei, 100.000 chiese e cappelle, 40.000 castelli, 30.000 dimore storiche, 6.000 biblioteche, 4.000 giardini storici, 15.000 conventi, 400 aree archeologiche.

Di tale patrimonio italiano una cospicua parte è presente in Sicilia, nella misura di circa il 30%. I sette siti  archeologici più frequentati in Sicilia (Agrigento, Piazza Armerina, Patti, Siracusa; Calatafimi, Castelvetrano, Aidone) hanno registrato, nell’anno 2011, 1.998.780  visitatori. I visitatori, per l’anno 2011, della sola zona archeologica di Pompei e della zona vesuviana, sono stati 2.743.000. In Sicilia tale dato, riferito sempre all’anno 2011, si raggiunge mettendo insieme i visitatori di tutti i  siti  archeologici e monumentali censiti pari a 64 (dati pubblicati dall’Assessorato Regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana)  per un totale di 3.821.985 di visitatori di cui solamente 2.099.859 paganti.

Inoltre gli incassi dei dieci siti più frequentati in Sicilia corrispondono ad una media di € 2,55 per visitatore. Cioè per ogni visitatore dei siti siciliani si è incassato quanto il costo di un cappuccino e un cornetto.

A livello nazionale è evidente la discrepanza tra risorse culturali esistenti e grado di attrazione del flusso turistico; ma tale discrepanza è ancora più marcata se riferita alle risorse culturali esistenti in Sicilia, al numero dei visitatori e alla capacità di produrre reddito da questa risorsa.

Le problematiche della nostra Regione, i ritardi accumulati, l’assenza di una politica  e di un progetto sistematico di sviluppo, le emergenze sociali persistenti,  impongono a nostro giudizio, alla nuova Assemblea Regionale e al nuovo Presidente della Regione,  due livelli di intervento: uno immediato e uno di medio e lungo termine.

Tra gli interventi immediati si propongono:

 –  Snellimento delle procedure per l’uso delle risorse Comunitarie residuali 2007-  2013 e delle nuove risorse Comunitarie 2014-2020 con affidamento diretto di tali  risorse agli Enti Locali e ai Consorzi dei Comuni;

–   Attivazione del Fondo di Rotazione per la progettazione delle opere pubbliche;

  • Piano di piccole e medie opere infrastrutturali con la rimodulazione dei Fondi FAS e la riprogrammazione dei Fondi PO FERS 2007 – 2013;
  • Attivazione di un Fondo per lo sviluppo della Finanza di progetto e delle altre forme di partenariato pubblico privato, al fine di incrementare la dotazione infrastrutturale del territorio siciliano, sia a livello locale che comprensoriale e incentivare i soggetti pubblici all’utilizzo della pluralità di strumenti di finanziamento degli investimenti locali;

    • Piano di riqualificazione della città  attraverso il Piano Città che ha attualmente risorse economiche  disponibili  pari 224 milioni di Euro presso il Ministero delle Infrastrutture;
    • Piano di eco-pianificazione dei centri urbani e di cui al Programma Smart Cities dell’Unione Europea che ha già stanziato per tale programma 365 milioni di Euro;
    • Piano per la messa in sicurezza, delle Scuole e di cui al Programma straordinario nazionale finanziato con il Fondo Sviluppo per il Sud con risorse pari  259 milioni di Euro.

Ed inoltre:

          –  Elaborazione di un testo unico sul governo del territorio e di riordino nel settore dell'urbanistica che promuova e garantisca la tutela delle risorse ambientali, monumentali, archeologiche, paesaggistiche del territorio in quanto beni comuni dell'intera collettività;

  •    Elaborazione  della normativa di recepimento del Testo Unico 380/2001 (Testo

     Unico Nazionale in  materia edilizia) e delle successive modifiche e integrazioni;

– Elaborazione di un testo unico sulle risorse energetiche alternative, sull’efficienza energetica ed il recupero edilizio;

– Elaborazione di una legge per la tutela, il restauro e la valorizzazione dei centri storici siciliani con agevolazioni fiscali per i privati proprietari e che preveda il riordino delle competenze e del ruolo delle Soprintendenze;

– Elaborazione di una legge sulla qualità dell'architettura che promuova nella committenza pubblica e privata la domanda di qualità architettonica ed urbanistica con una chiara ed esplicita valorizzazione dell’attività di progettazione;

– Rielaborazione della L.R. 12/2011 che preveda:

●  il concorso di idee e di progettazione come strumento preferenziale per la scelta del progetto e non del Professionista, anche per favorire i giovani Professionisti;

●  compiti, funzioni, ruoli e responsabilità chiare e definite della Pubblica Amministrazione, dei Professionisti, delle Imprese;

●  l’affidamento ad un medesimo soggetto delle attività inerenti tutti i livelli di progettazione e la direzione dei lavori;

●  procedure accelerate trasparenti e certe per l'approvazione e la cantierabilità dei progetti per impiegare e mettere a frutto le risorse comunitarie;

●  incentivi e agevolazioni per i giovani Professionisti anche per la costituzione di studi professionali associati e con competenze multidisciplinari;

●  un congruo fondo di rotazione a disposizione degli Enti Locali per l'affidamento delle progettazioni.

Tra gli interventi a medio e lungo termine si propongono:

– Un progetto strategico di sviluppo della Regione che:

●  realizzi tutta la rete infrastrutturale mancante e migliori l’esistente;

●  potenzi l’offerta dei siti culturali esistenti dotandoli dei servizi aggiuntivi;

●  realizzi un sistema efficace di monitoraggio e di intervento di tutto il territorio                      siciliano a rischio idrogeologico;

● potenzi i poli universitari esistenti affinchè diventino centri di attrazione di tutta       l’area del Mediterraneo.

 

Come Associazione Regionale di Liberi Professionisti Architetti ed Ingegneri ai novanta deputati che saranno eletti chiederemo la possibilità che ognuno di loro venga adottato da un nostro Associato; lo assisteremo, lo consiglieremo e verificheremo la Sua attività di parlamentare giorno per giorno.

Come Associazione chiederemo al Presidente della Regione di istituire un numero verde dove tutti i cittadini, imprese, professionisti possano segnalare tutti i ritardi e le discrasie che si verificano nel rapporto con gli Enti Pubblici.

Appello ai candidati: date alla Sicilia un progetto strategico di sviluppo 2012-10-22T17:56:23+00:00