Rifiuti: il pasticcio Bellolampo e le chiacchiere di Orlando

A Palermo il pasticcio sui rifiuti va in scena per l’ennesima volta. E ormai il gioco è chiaro. Continuare ad attaccare gli altri per nascondere il più possibile le proprie difficoltà, i propri difetti, la propria incapacità. E’ questa la lezione che si ricava dalla vicenda sul pericolo chiusura per la discarica di Bellolampo a Palermo. La storia è talmente intricata sul piano amministrativo da richiedere un trattato. In sintesi: la Rap, società totalmente controllata dal Comune di Palermo, non è stata in grado di far partire l’impianto di Tmb (trattamento meccanico-biologico) che a norma di Aia (Autorizzazione integrata ambientale) è necessario, anzi fondamentale. Fin qui il sindaco Leoluca Orlando, tra una dichiarazione e l’altra, una chiacchiera e una inaugurazione qua e là, è intervenuto con tre ordinanze per far andare avanti una macchina che pur avendo cambiato nome ha mantenuto tutti vizi della società che l’ha preceduta: l’Amia. Tra l’altro la Rap non è nemmeno titolare dell’Aia perché a suo tempo, in costanza di fallimento dell’Amia, è stata la Regione a ottenere l’autorizzazione e la voltura non è mai stata fatta. Dunque 22 milioni spesi per risolvere il problema rischiano di andare a ramengo e tra una settimana, se non interverranno fatti nuovi, la discarica rischia di chiudere facendo ripiombare Palermo nell’incubo dell’emergenza e provocando, a catena, ripercussioni anche gravi su tutto il sistema regionale. Resta da capire quale alibi saprà trovare questa volta il sindaco e a chi troverà il modo di dare la colpa. Ai privati? Che invece sono in regola? Oppure al presidente della Regione che lunedì si ritroverà a discutere di un problema che sembrava risolto ma che risolto non è? Si aspettano risposte. Concrete. Prima che i rifiuti restino per strada in una città che certo non brilla per pulizia e ordine.

Rifiuti: il pasticcio Bellolampo e le chiacchiere di Orlando 2016-01-08T19:19:07+00:00