I conti della Sicilia, la Finanziaria arriva all’Ars. Ecco tutte le misure

La manovra finanziaria della Sicilia ha avuto il primo si dopo la maratona in Commissione Bilancio all’Ars e ora arriva in aula per l’approvazione entro fine Febbraio. Vediamo le principali misure del testo, che prevede tagli per Comuni e associazioni, iniziative per poveri e disoccupati, stanziamenti per l’avvio e lo sviluppo di imprese. I tagli ammontano a 450 milioni di euro. Da Roma dovrebbero arrivare 500 milioni di euro di aiuti per fare quadrare i conti, ma a condizione – ha spiegato l’assessore all’economia Alessandro Baccei – che la spesa non aumenti.

Tagli ai gettoni nei Comuni. Viene equiparato il compenso di sindaci e consiglieri siciliani a quello del resto d’Italia, ma il taglio non sarà immediato e a decidere dovranno essere gli stessi Consigli comunali. Quindi si prevede che si farà di tutto per attuare l’entrata in vigore della norma…

Ecoincentivo. I Comuni che aumenteranno le percentuali di raccolta differenziata riceveranno uno sconto sulla tassa per conferire i rifiuti in discarica. Metà del gettito andrà direttamente ai Comuni che registrano i migliori risultati. Le nuove tariffe variano da 5,17 euro per quelle realtà che superano il 65% di raccolta differenziata fino a 21,52 euro per quei Comuni che non superano la soglia del 15%. Tariffe a cui si aggiunge una addizionale del 20%per tutte quelle amministrazioni che non superano il 65%, soglia fissata dall’Ue.

Taglio delle indennità dei dirigenti regionali.  Tagliata la parte variabile degli  stipendi dei direttori della Regione, che in media è di 14 mila euro. La decurtazione è  1,8 milioni di euro.

Fondi ai Comuni. I trasferimenti per la spesa corrente saranno pari a 340 milioni rispetto ai 357 dello scorso anno. Azzerato il fondo per gli investimenti che lo scorso anno era pari a 115 milioni. I Sindaci hanno annunciato le barricate per non fare passare anche in aula questa norma.

Precari degli enti locali.  I fondi ammontano a oltre 300 milioni di euro. È prevista una norma sanzionatoria per i Comuni che non stabilizzano i precari.

Blocco del turn over dei forestali.  Come abbiamo spiegato nei giorni scorsi, i  forestali sono suddivisi in quattro categorie: ci sono quelli assunti a tempo indeterminato che svolgono 310 giornate di lavoro l’anno, quelli che ne svolgono 151, quelli che ne fanno 101 e infine gli operai con 78 giornate. Ogni volta che uno di loro va in pensione o lasciai il bacino, viene sostituito da un collega della categoria inferiore. Per cui a cascata alla fine rimane vuoto un posto nella categoria delle 78 giornate e la Regione risparmia il costo pagato solo per 78 giornate di lavoro. Bloccando questo meccanismo, se va in pensione ad  esempio un lavoratore a tempo indeterminato, si libera una casella tra coloro che svolgono 310 giornate e non ci sono scorrimenti: quindi la Regione risparmierà 310 giornate e non 78. Il blocco dovrebbe avere effetto dal prossimo anno perché per il 2016 gli uffici del lavoro stanno già procedendo all’aggiornamento delle graduatorie.

Cantieri di servizio.  Previsti cento milioni di euro per rifinanziare le piccole opere di manutenzione nei Comuni utilizzando disoccupati o persone comunque con redditi bassi. La misura dovrebbe consentire di dare lavoro,s eppur per qualche mese e con indennità minime, a circa 14 mila persone.   20 milioni di euro sono destinati ai Comuni che avevano già fatto richiesta e che non avevano visto finanziati i cantieri per mancanza di risorse. Altri 50 milioni sono in favore dei Comuni fino a 150 mila abitanti per nuovi cantieri. Altri 20 milioni saranno riservati a cantieri negli enti di culto. E ancora, 10 milioni andranno a progetti per la differenziata porta a porta e per lavori di manutenzione nell’ambito della raccolta rifiuti.

Scuole paritarie.  Approvato un emendamento a sostegno delle scuole primarie paritarie, cattoliche e non solo: 3 milioni e 140 mila euro, a fronte dell’azzeramento del capitolo previsto dall’esecutivo Crocetta.

Gestione dei beni demaniali. Passa ai Comuni la gestione delle procedure riguardanti il demanio. La prevede che per lidi e attività in spiaggia bisognerà rivolgersi ai municipi. I sindaci comunque avranno l’obbligo di approvare dei piani di sviluppo che dovranno essere sottoposti al vaglio dell’assessorato. Istituito inoltre un fondo di rotazione per aiutare i Comuni nella realizzazione dei progetti contro il rischio idrogeologico sul territorio.

Società partecipate.  32 milioni all’Arpa e altri 44 milioni alla Sas.

Beni Culturali Finanziati 3 milioni per servizi e attività nei siti culturali dell’Isola.

Sviluppo e imprese. Un finanziamento complessivo da 32 milioni è destinato a imprese, cooperative e start up di aziende. Arrivano 10 milioni per l’Ircac e 10 milioni per la Crias, fondi che arriveranno da anticipazioni di future risorse europee. Altri 4 milioni l’anno per tre anni sono invece destinati a start up di imprese e incubatori di sviluppo locale.

 Piano poveri. Il progetto prevede un pacchetto di norme per contrastare la povertà attraverso il reddito minimo familiare, un sostegno erogato in parte in denaro e in parte attraverso voucher per ottenere servizi. Inizialmente ammontava a 100 milioni, somme che sarebbero state ridotte a 30.  

Ufficio stampa. Salta la norma voluta dal presidente Crocetta che prevedeva l’istituzione di un ufficio stampa alla Regione con 7 giornalisti a tempo determinato, per un costo di 600 mila euro.

I conti della Sicilia, la Finanziaria arriva all’Ars. Ecco tutte le misure 2016-02-15T09:47:50+00:00