Sanità. A Marsala un primario condannato per truffa. Ma resta al suo posto

A Marsala un primario dell’ospedale è stato condannato per truffa. Ma resta al suo posto.  Seppur condannato per truffa all’Asp, Giuseppe Ribaudo mantiene il suo posto di primario a “Chirurgia generale” dell’Ospedale di Marsala, mentre a “Chirurgia 2” c’è un primario che non può operare

Il medico continua a mantenere il suo ruolo di primario, a “Chirurgia generale” dell’ospedale “Borsellino”, nonostante il 2 luglio 2014 abbia patteggiato una condanna a sette mesi di reclusione, nonché al pagamento di una multa di 290 euro, per truffa aggravata in danno dell’Asp, e un altro primario, quello di “Chirurgia 2” dello stesso nosocomio marsalese, che non può operare a causa di alcune “limitazioni fisiche”. In entrambi i casi, situazioni abbastanza paradossali. Ma soprattutto quella di Ribaudo, condannato (trattandosi di patteggiamento, con pena sospesa) dal gup Annalisa Amato per avere intascato le somme versate da diversi pazienti per visite mediche specialistiche intramoenia effettuate nel suo studio privato. Somme che, invece, dovevano essere versate all’Asp. Secondo l’accusa, inoltre, i pazienti non sarebbero stati avvertiti della possibilità di prenotare le visite al Cup dell’Azienda sanitaria provinciale, cui versare il denaro. L’indagine, coordinata dal procuratore Alberto Di Pisa e dal sostituto Anna Sessa, fu condotta dalla sezione di pg della Guardia di finanza presso la procura di Marsala. Nel corso dell’inchiesta, le Fiamme Gialle effettuarono diversi appostamenti nei pressi dello studio medico privato, individuando i pazienti che vi si recavano per farsi visitare. Ignari, per altro, degli obblighi dei medici ospedalieri, che hanno un rapporto di “esclusiva” con la struttura pubblica di cui sono dipendenti. Ascoltate dagli investigatori, le persone sottoposte a visita dichiaravano di avere versato il denaro al primario, che poi i in sede giudiziaria restituì le somme contestate all’Asp. 

Sanità. A Marsala un primario condannato per truffa. Ma resta al suo posto 2016-02-20T12:27:47+00:00