Sicilia, l’Ars vota la Finanziaria. Mancano 500 milioni da Roma

Ieri l’Ars ha approvato la manovra finanziaria. Mancano però sempre 500 milioni da Roma per permettere il pareggio di bilancio.  Ieri ci sono state le dichiarazioni di voto – con il Nuovo Centro Destra che, di fatto, ormai fa parte della maggioranza – e nel dibattito politico c’è stato spazio anche per l’ennesimo scontro tra Pd e Udc. La legge di stabilità ha lasciato in sospeso molte situazioni: dai conti legati all’esito della trattativa con lo Stato, passando per le riforme nel settore agricolo. Mentre per i lavoratori degli enti locali è arrivata la solita proroga e qualche società partecipata non è stata né chiusa, né salvata.

Il governatore Rosario Crocetta, dal canto suo, ha cercato di buttare acqua nel fuoco: “Voglio aprire – ha detto – a un nuovo stile nei rapporti col parlamento. Dobbiamo andare al di là delle appartenenze. E il governo che verrà, troverà un nuovo sistema. Ma attenzione alle privatizzazioni, come quelli sull’informatica: c’è la mafia in agguato”.

“L’approvazione della Legge di stabilità segna un passo avanti sul fronte dei trasferimenti ai Comuni. Grazie ad una costante azione di AnciSicilia ed alla decisiva mobilitazione di oltre 150 sindaci di giorno 25 febbraio si è riusciti ad imporre all’attenzione del Parlamento il tema della crisi di sistema degli Enti Locali siciliani stretti tra riduzione dei trasferimenti nazionali e regionali e i vincoli imposti dalla riforma dell’armonizzazione contabile”. Lo hanno dichiarato Leoluca Orlando e Mario Emanuele Alvano, rispettivamente presidente e segretario generale di AnciSicilia, che aggiungono: “Rispetto al testo uscito dalla Commissione Bilancio, grazie alla sensibilità del presidente dell’Ars Giovanni Ardizzone e di numerosi deputati, si è fatto un importante passo avanti e sono stati individuati ulteriori 50 milioni per spese di investimento. Restano però pesanti incognite circa l’utilizzabilità dei 115 milioni di fondi Pac per il pagamento delle rate dei mutui contratti per investimenti”. “È bene ricordare – continuano Orlando e Alvano – che le risorse destinate ai Comuni non sono assimilabili a quelle erogate agli Enti contemplati dalla ex “tabella H”. I comuni sono enti territoriali che erogano servizi essenziali ai cittadini. I trasferimenti regionali non possono essere pertanto in nessun caso considerati come “un regalo” nei confronti dei sindaci, rappresentando uno strumento necessario per mantenere in equilibrio i bilanci e continuare ad erogare i servizi ai cittadini”. “Le incertezza sulla effettività delle risorse destinate agli Enti Locali unitamente alla crisi finanziaria delle ex province pesano come un macigno sulla possibilità di riorganizzare in maniere efficiente i servizi di area vasta. Per questo, come lo stesso Assessore all’Economia ha proposto, riteniamo – conclude Orlando – che non sia più procrastinabile un confronto con il Governo Nazionale al fine di evitare i rischi di un grave corto circuito istituzionale”.


In tutt’altra direzione va il commento dell’esponente dell’opposizione , Nello Musumeci: «Per il quarto anno consecutivo il governo Crocetta sforna una finanziaria Arlecchino, con mille pezze, senza coerenza, senza strategia. Si continuano a rattoppare i buchi del precariato diffuso senza avere il coraggio di rimuoverne le cause. Anche quest’anno nessuna proposta di riforma per lo sviluppo, per le imprese, per l’autoimprenditorialità, per l’occupazione giovanile. Una sceneggiata che si ripete, in un clima di vergognosa subalternità verso Roma che Crocetta si sforza di smentire con argomenti davvero patetici. L’unica consolazione è che questa tragedia per il popolo siciliano dovrebbe concludersi tra venti mesi». Così l’esponente dell’opposizione Nello Musumeci, a margine della approvazione dello strumento contabile da parte dell’Ars.
Per Alice Anselmo, presidente del gruppo PD all’Ars, è stata approvata “una manovra solida all’insegna della serietà e del rigore, che fa fare alla Sicilia un importante passo avanti nella messa in sicurezza dei conti”. “Attraverso la finanziaria – aggiunge Anselmo – abbiamo approvato un pacchetto di norme che danno risposte a diverse comparti, dagli enti locali ai precari, dai forestali alle imprese, dall’agricoltura al turismo. Abbiamo garantito i precari e salvaguardato i Comuni. Abbiamo archiviato la ‘tabella H, salvaguardando il mondo della cultura, i teatri ed il sociale”. “Bisogna tenere presente – prosegue il presidente del gruppo PD – che la legge di stabilità svolge un ruolo differente rispetto al passato. Gran parte delle misure per lo sviluppo, infatti, sono oggi affidate all’utilizzo dei fondi extraregionali, statali e comunitari: Fsc, Pac, Fesr, Fes, Psr e fondi nazionali come Pin ricerca e Pon istruzione. In ogni caso già dal prossimo anno potremo trovare all’interno della manovra misure specifiche dedicate alla crescita”.
“Con questa finanziaria abbiamo rafforzato un rapporto positivo fra Regione e Stato, e abbiamo creato le condizioni per poter pareggiare il disavanzo dal quale partivamo, di circa tre miliardi: con i conti sotto controllo, già dal prossimo anno potremo avviare una nuova fase di programmazione”.
“In questo percorso – conclude Anselmo – il Partito Democratico ha svolto un ruolo determinante: con la maggioranza ed il governo, in particolare con l’assessore Baccei, abbiamo lavorato ad una manovra ‘vera’, solida, che mette la Sicilia nelle condizioni di poter guardare avanti con fiducia”.
Per Giuseppe Laccoto, presidente della commissione Attività Produttive all’Ars, “l’approvazione della manovra finanziaria da parte dell’Assemblea Regionale rappresenta solo il primo passo di un percorso che si deve porre come traguardo il varo di riforme ormai imprescindibili per la Sicilia”.
“Sono diverse le cose buone di questa Finanziaria – dice Laccoto – i fondi per gli enti locali potranno essere destinati al pagamento delle rate dei mutui o agli investimenti. Risorse fondamentali per sbloccare cantieri e progettazioni sono state stanziate nel fondo di rotazione e poi ci sono i fondi riservati ai contratti dei precari e le direttive per la definitiva stabilizzazione adottate seguendo la norma nazionale. Ai comuni, in particolare, abbiamo voluto rivolgere un’attenzione particolare destinando, ad esempio, gli stessi fondi del 2015 ai centri con meno di 5mila abitanti. Allo stesso modo – prosegue Laccoto – abbiamo impegnato il governo a trovare i fondi necessari al mantenimento del servizio di trasporto scolastico per gli studenti delle superiori. Un servizio che non può essere mantenuto dalle famiglie. Bene anche lo stop ai contributi a pioggia contenuti nella ex tabella H: sono stati preservati i finanziamenti agli enti con finalità sociali e a servizio dei disabili, ma bisognerà anche procedere al riordino attraverso la legge stralcio dei trasferimenti per gli enti culturali”. “I tagli per 400 milioni e il freno alle spese hanno poi consentito di sbloccare 500 milioni attesi dal governo nazionale che rappresentano – prosegue Laccoto – linfa vitale per l’economia della nostra Regione. Altra norma importantissima contenuta nella finanziaria è quella che trasferisce ai comuni le autorizzazioni del demanio che possono consentire l’apertura anche per tutto l’anno di alcune attività. Un provvedimento, questo, che mette fine alle lungaggini legate al rilascio delle autorizzazioni e di fatto agevola le imprese e sostiene l’economia”. “Adesso, però tocca mettere mano con decisione alle riforme di interi settori, come quello dei Consorzi di bonifica o quello dei forestali per imprimere una svolta a questa legislatura. Da presidente della commissione Attività Produttive – aggiunge Laccoto – mi attiverò da subito per la riorganizzazione di enti e partecipate e mettere un freno alle spese pazze che hanno caratterizzato il passato. Da questa Finanziaria si parte: abbiamo il dovere di dare le risposte attese dai siciliani in tema di tagli e di risparmi, dobbiamo indirizzare ogni energia verso la modernizzazione e la competitività internazionale delle nostre imprese, dobbiamo fare della Sicilia una regione moderna ed europea. Ma tutto ciò – conclude Laccoto – sarà fattibile solo con il concorso di tutti”.
“Ancora una volta con la finanziaria regionale si destinano attenzioni e risorse a bacini di assistenzialismo, mentre alle attività produttive, all’artigianato e alle imprese si riservano misure con il contagocce”. Lo dice Mario Filippello, segretario regionale della Cna (Confederazione nazionale dell’artigianato e della piccola e media impresa) a proposito dell’approvazione della manovra economica regionale.
“Quasi inesistenti i provvedimenti per le imprese produttive contenuti nella manovra – aggiunge Filippello – le somme destinate alla Crias non risolvono certo i problemi di chi, ogni giorno, lotta per tenere alzata la saracinesca. Ci aspettiamo che governo e parlamento pongano rimedio già a partire dal ‘ddl stralcio’, e abbiano una nuova visione dell’utilizzo dei fondi extraregionali, che devono essere indirizzati anche al sostegno dell’accesso al credito”.
“Ormai non è più rinviabile – sottolinea Matteo Cocchiara, presidente dell’Asael – la riforma dell’attuale sistema dei trasferimenti regionali agli enti locali, stante che le annuali Finanziarie relegano le autonomie locali al ruolo di ricorrenti e semplici “questuanti”, che stanno appesi alle decisioni non sempre prevedibili di una politica, che stenta a riconoscere che i Comuni sono categorie istituzionali e segmenti dello Stato che non possono essere confusi con tante altre articolazioni della società. I bisogni dei cittadini amministrati dagli enti locali non possono più essere confusi e messi in concorrenza nell’utilizzazione delle risorse da parte della Regione con le molteplici risposte da dare ad infiniti richiedenti. Se questa vuole essere considerata una Finanziaria di riforme, occorre , che si cominci con ogni rapidità ad attuare un principio del federalismo fiscale basato sulla “certezza e tempestività delle entrate dei bilanci dei Comuni”.

Sicilia, l’Ars vota la Finanziaria. Mancano 500 milioni da Roma 2016-03-03T09:41:43+00:00