Immobiliare, Confartigianato: in Sicilia primi segnali positivi

Dopo sette anni di crisi ininterrotta, il 2015 segna una piccola inversione di tendenza nel settore delle compravendite degli immobili in Sicilia. Rispetto allo scorso anno, sono cresciute del 4,8% le compravendite per gli immobili residenziali, pari a 30.076 transazioni effettuate e del 2,9% per quelli non residenziali, con 16.621 transazioni. Ma siamo ancora lontani rispetto alle quantità scambiate nell’anno pre-crisi (2008), con una flessione del 39,8% per gli immobili residenziali e del 31,8% per gli immobili non residenziali. E’ un’indagine dell’Osservatorio Mpi di Confartigianato imprese Sicilia a rilevare i primi tenui segnali di risveglio del settore nell’Isola.
A livello provinciale, sono Palermo e Catania le città con il più alto numero di transazioni effettuate: 7.219 la prima e 6.134 la seconda. Seguono con un significativo distacco Messina (3.819), Siracusa (2.731), Agrigento (2.591), Trapani (2.467), Ragusa (1.848), Caltanissetta (1.635) e in fine Enna con 852 compravendite.  Cresce, anche se di poco,  il numero di occupati nel settore delle Costruzioni, che nel 2015 ha registrato 4 mila addetti in più (+4,2%) rispetto al 2014. “E’ una crescita che giunge dopo anni di stagnazione e difficoltà in cui il mercato ha perso 60 mila addetti- è il commento di Filippo Ribisi, presidente di Confartiginato Sicilia- che non può certamente indurci a cantare vittoria. Dal 2008 ad oggi, c’è stato un calo del 39,8% di occupati nell’edilizia e, al di là dei freddi e asettici numeri, significa che sessantamila famiglie sono rimaste senza uno stipendio. Continuano a mancare le commesse, non a caso rigistriamo una forte diminuzione della spesa in opere pubbliche, ovvero fabbricati, strade, porti e linee ferroviarie sia a livello locale sia nazionale. La strada per il recupero- prosegue Ribisi- è ancora lunga: i livelli di produzione delle costruzioni rimangano bassi rispetto al 2008. Riponiamo grandi aspettative sui provvedimenti che prevedono la riqualificazione del patrimonio immobiliare e l’emersione delle attività irregolari”. Che la tempesta che si è abbattuta sul comparto dell’edilizia non si sia del tutto placata, lo dimostrano i dati sulle imprese.
Nel 2015 in Sicilia le 22.206 imprese artigiane delle Costruzioni, che rappresentano il 44,5% del totale, rispetto al 2009 sono 4.074 in meno, pari ad una flessione del 15,5%, e rispetto al 2014 sono 754 in meno, pari a una flessione del 3,3%. In particolare, nel corso dei 6 anni (2009-2015) rileviamo un decremento più accentuato del numero di imprese registrate nella divisione Costruzioni di edifici (-22,4%), seguita da quella di Ingegneria civile (-12,7%) e dai Lavori di costruzione specializzati (-9,3%). Nel breve periodo (2014-2015) il calo più intenso lo osserviamo per la divisione Costruzioni di edifici (-4,6%), seguita da quella dei Lavori di costruzione specializzati (-2,3%) e dall’Ingegneria civile (-0,8%).
 

Immobiliare, Confartigianato: in Sicilia primi segnali positivi 2016-03-22T12:27:17+00:00