Sicilia, il risiko delle nomine e il peso delle inchieste

Non solo Unioncamere Sicilia. C’è un grande valzer di nomine nell’Isola. Ci sono le Camere di Commercio, c’è Confindustria, ci sono sottogoverni come la Sac, la società che gestisce gli aeroporti di Catania e Comiso. Il tutto in un contesto in cui le recenti inchieste giudiziarie hanno messo in discussione il blocco che fa riferimento ad Antonello Montante, presidente di Confindustria Sicilia, e Ivan Lo Bello, coinvolto nell’indagine di Potenza. Cosa accadrà e difficile prevedere. Di Unioncamere Sicilia parliamo in un altro articolo. Ma i fari sono puntati su Sicindustria, la nuova versione di Confindustria Sicilia. Montante è il presidente uscente (come in Unioncamere), e si va verso la nomina del suo successore. Sono stati nominati tre saggi che dovranno ascoltare gli imprenditori associati: sono il presidente di Confindustria Palermo Alessandro Albanese, quello di Confindustria Trapani, Gregory Bongiorno, e infine il presidente di Confindustria Centro Sicilia, Rosario Amarù. Tra i papabili: Giuseppe Catanzaro e Giorgio Cappello, con quest’ultimo che al momento appare leggermente favorito.

Più complessa la partita per la guida delle Camere di commercio. Anche qui un ruolo potrebbero averlo le inchieste giudiziarie, dato che ci sono state denunce su finte associazioni e finte iscrizioni di imprese a Catania come a Palermo.

Le  associazioni di categoria hanno «pompato»il numero degli iscritti per avere più posti di vertice nelle Camere di commercio. E anche la Regione è arrivata a questa conclusione, dopo un monitoraggio dell’assessore alle Attività Produttive, Mariella Lo Bello. Crocetta ha deciso di affrontare di petto la cosa:  «Voglio sbloccare l’impasse in cui è finito il sistema delle Camere di commercio. Credo che ci sia un problema di legalità. Stiamo verificando i dati effettivi e poi chiederemo di eleggere i vertici».

Ma  che controlli fa la Regione? Si tratta di controlli a campione. E qui viene il bello. Perché in passato la Regione controllava il 5% delle iscrizioni. E anche ora non è che siamo molto lontani. Si incrociano le ricevute di pagamento delle iscrizioni delle imprese che fanno parte di un’associazione, con gli altri registri. In un paese normale, basterebbe un normale controllo informatico in tempo reale.

Entro due settimane l’assessore emetterà i decreti di attribuzione dei seggi. In base a questi si insedieranno i vertici che rappresentano le associazioni, che a loro volta eleggeranno poi i presidenti.

Palermo sarà accorpata con Enna. Agrigento, Caltanissetta e Trapani formeranno un polo unico. Messina resta autonoma.  Particolare attenzione, poi, merita la Camera di Commercio di Catania, che accorpando Siracusa e Ragusa, è una cabina di regia vera e propria dell’economia della Sicilia Orientale, controllando diverse realtà come l’aeroporto di Catania.

Su Lo Bello, intanto, nell’inchiesta di Potenza, spuntano nuove intercettazioni con Gianluca Gemelli, l’imprenditore del settore petrolifero compagno dell’ex Ministro Guidi, che lo trattava non proprio con i guanti: “Ma come rompi i coglioni” diceva Gemelli a Lo Bello, secondo quanto riporta Repubblica oggi. E il vice presidente di Confindustria, gli rispondeva :  «Niente, dato che non mi hai risposto ho dovuto cancellare una cosa che ti stavo proponendo come Confindustria… ti volevo proporre di entrare nel consiglio di amministrazione di Ias”. Si tratta dell’ Industria acqua siracusana. Gemelli commentava: «Mi basta che è una cosa tranquilla e non ci sono casini, perché lo sai che li evito come la peste… secondo il tuo insegnamento». Era il 26 Ottobre del 2014. I pm di Potenza indagano su una presunta  «associazione a delinquere finalizzata a commettere più delitti contro la pubblica amministrazione ». Secondo Repubblica:

Gemelli puntava all’aggiudicazione della concessione demaniale del pontile consortile di Punta Cugno, all’interno del porto di Augusta. L’imprenditore voleva anche comprare un terreno confinante, dove realizzare un grande deposito di prodotti petroliferi. Un affare da milioni di euro, anche questo emerge dalle intercettazioni.

 

Sicilia, il risiko delle nomine e il peso delle inchieste 2016-04-19T09:37:58+00:00