Scicli – Impianto pericolosi: Si va verso la revoca? “L’ atto è un pasticcio”

La IV e la VI commissione parlamentare all’Ars, in forma congiunta, chiedomo al Governo regionale e a tutti gli organi interessati, la revoca del DDS n 218 del 3 marzo 2016 con cui il Dipartimento Acqua e Rifiuti autorizza la Società Acif Srl all’ampliamento di un impianto per il trattamento di rifiuti pericolosi e non della capacità annua di 200 mila tonnellate a Scicli a meno di 2 chilometri dal centro storico.

«Se qualcuno aveva pensato di trasformare la città di Scicli, patrimonio Unesco, nell’immondezzaio della Sicilia, penso abbia fatto gravi errori di valutazione». Queste le parole del Presidente della sesta commissione all’Ars Pippo Digiacomo dopo una lunga seduta che ha visto coinvolti tutti i principali attori protagonisti della redazione dell’autorizzazione firmata dalla regione all’ACIF per il mega-impianto di rifiuti pericolosi e non in contrada Cuturi a meno di 2 chilometri dal centro abitato di Scicli. In seguito alla riunione che si è tenuta ieri a Palermo, Digiacomo e il presidente della commissione Territorio e Ambiente Mariella Maggio, hanno scritto al presidente della Regione ed agli assessori all’Energia, Territorio, Salute e Beni Culturali per chiedere il ritiro del provvedimento che autorizza l’impianto di smaltimento di rifiuti tossici e non tossici per 800 mila tonnellate. Nel corso della riunione congiunta delle commissioni Sanità ed Ambiente dell’Ars, infatti, oltre alla contrarietà degli amministratori locali è stato confermato che l’Arpa non ha mai espresso alcun parere favorevole rispetto alla realizzazione dell’impianto. “L’autorizzazione – dicono Digiacomo e Maggio – non appare immune da vizi di legittimità per ragioni di tutela della salute pubblica, dell’ambiente e dei beni culturali e paesaggistici. Pertanto chiediamo il ritiro di ogni procedura”. I vizi procedurali anticipati nell’articolo del 21 aprile scorso sembrano, dunque, trovare conferma, man mano che si approfondisce la vicenda. Il tema centrale della seduta di ieri è stato quello relativo al parere dell’Arpa che, da quanto emerso e come già anticipato anche da diversi esponenti politici e rappresentanti di Associazioni, è stato dedotto come favorevole, ma in realtà non è mai stato dato. Ciò si evince dalla nota inviata dall’Arpa il 2 maggio a tutti gli enti interessati alla redazione del DDS n 218 del 3 marzo 2016, attraverso la quale chiede di rettificare in autotutela la parte del provvedimento che fa riferimento al parere favorevole dell’Agenzia regionale per la protezione dell’Ambiente atteso – si legge nella nota- che l’Arpa non ha espresso alcun parere ad accogliere i rilievi avanzati ed a riscontrare le osservazioni poste nel corso dell’iter procedurali. Stando a come si sono messe le cose pare proprio che siamo di fronte a delle false attestazioni e, ancora, vi sono da appurare altri presunti vizi come ad esempio il parere con i poteri del consiglio mai espressi dai commissari, il fatto che non sia stato presa in considerazione la variante al Prg votata dal consiglio Comunale, il mancato parere della Soprintendenza e così via. L’esponente del PD Digiacomo nella seduta di ieri ha incalzato i due commissari prefettizi presenti a Palermo, D’Aquino e D’erba, che hanno ribadito di non aver espresso parere politico: «i nostri uffici – ha dichiarato la D’Aquino- non hanno mai sottoposto alla nostra valutazione la posizione politica, ma hanno espresso un parere strettamente tecnico». A quel punto Digiacomo ha rincarato la dose chiedendo ai commissari se intendano impugnare l’atto: «sarebbe stravagante – ha dichiarato il presidente della VI commissione- che cittadini e associazioni cerchino risorse per avviare un ricorso al Tar e l’Ente non intervenga», Diagiacomo ha sollecitato una risposta più volte, ma senza risultato. Messaggio invece recepito dal rappresentante del libero Consorzio che ha dichiarato che impugnerà l’atto. Importante anche un altro passaggio del presidente della commissione alla Sanità: «Questa cosa – ha detto- è potuta capitare a Scicli , ho la netta sensazione che ci si sia insinuati in un momento di passaggio, diciamo così, in cui era più facile attecchire con una procedura che è stata velocissima come non mai, cosa costava in conferenza di servizio prendere il telefono e chiamare il sindaco e chiedere un parere per una decisione così importante? Se questa cosa non è stata fatta devono fermare tutto perchè è una ferita grave per la comunità. Questo atto – ha continuato Digiacomo- è un pasticcio , un atto tutt’altro che esemplare»

 

Il libero Consorzio:

 

Siamo contrari sul piano istituzionale alla realizzazione in contrada Cuturi a Scicli di una discarica perché viola un bene Unesco”:

In audizione all’Ars davanti alle Commissioni Sanità e ambiente, il commissario straordinario del Libero Consorzio Comunale di Ragusa ha ribadito il suo ‘no’ alla realizzazione della discarica di contrada Cuturi, così come aveva fatto in passato con una direttiva con il sito di Truncafila.

“La mia azione politica e istituzionale – aggiunge Cartabellotta – è coerente sulla linea della tutela e salvaguardia di un bene Unesco qual è il comune di Scicli. Quindi siamo pronti ad opporci nelle sedi opportune a qualsiasi determinazione autorizzato ria. Un conto è il parere tecnico di un funzionario per quanto concerne l’aspetto ambientale autorizzatorio, un altro la volontà politica di tutela dell’ambiente e di salvaguardia di un bene Unesco.

Il Comitato per la tutela della salute e dell’Ambiente: Manifestazione il 6 maggio

 

Il Comitato Cittadino Salute e Ambiente ha preso parte oggi all’incontro delle commissioni IV e VI, Commissione Ambiente e territorio e Commissione Servizi sociali e sanitari, con ordine del giorno: “Audizione in ordine al rilascio dell’autorizzazione integrata ambientale (AIA) per la realizzazione e gestione dell’impianto di ampliamento dell’attività di gestione dei rifiuti della piattaforma di trattamento e recupero di rifiuti pericolosi e non presso il Comune di Scicli in Contrada Cuturi in variante allo strumento urbanistico.”

 

PALERMO – Si è appena conclusa la riunione congiunta delle Commissioni Ambiente e Sanità, alla presenza dei rispettivi presidenti, On. Giuseppe Digiacomo e On. Maria Leonarda Maggio, con la partecipazione della deputazione iblea, dell’ARPA e delle istituzioni che hanno partecipato alla definizione del noto decreto 218/2016. Al termine del dibattito il comitato cittadino, nel proprio intervento, ha esposto tutte le preoccupazioni della città riguardo i modi, tempi e contenuti del decreto. Alla ripresa pomeridiana i tecnici dell’ARPA hanno ribadito di non aver mai espresso parere positivo. Similmente i commissari del comune di Scicli, ripetutamente interpellati, hanno dichiarato di non aver mai espresso parere. Ugualmente interveniva il rappresentante del libero consorzio di Ragusa, che al termine del proprio intervento ha dichiarato che avrebbe impugnato l’atto in questione. A questo punto, rilevata tale posizione espressa nonché l’assenza dei pareri necessari, i presidenti concludevano la seduta formulando una richiesta di revoca, o altro provvedimento adeguato al decreto, che verrà subito mandato agli organi istituzionali competenti.

Il comitato presente ha chiesto che il provvedimento venga revocato, sussistendo tutte le premesse tecniche ed amministrative. Agli atti è stato depositato il documento elaborato dal comitato cittadino.

Si ribadisce inoltre l’importanza della partecipazione dei cittadini alla MANIFESTAZIONE CITTADINA di VENERDÌ 6 MAGGIO alle 20 in PIAZZA BUSACCA, alla quale hanno già aderito numerose associazioni di categoria, gruppi politici, studenti.

 

Scicli – Impianto pericolosi: Si va verso la revoca? “L’ atto è un pasticcio” 2016-05-04T09:05:09+00:00