Mafia, la Cassazione annulla il dissequestro delle carte di Bulgarella

 La Cassazione ha annullato l’ordinanza del Tribunale del Riesame di Firenze, rinviando a una nuova sezione, con la quale era stato disposto il dissequestro dei documenti riferiti ai rapporti tra l’imprenditore Andrea Bulgarella e Unicredit nell’ambito dell’inchiesta della Dda su una serie di reati finanziari con l’aggravante di aver favorito Cosa Nostra. La sentenza è stata depositata la mattina di venerdì 6 maggio nella cancelleria della seconda sezione penale. Di fatto Bulgarella, e altri sette indagati tra i quali il vicepresidente di Unicredit, Fabrizio Palenzona, tornano davanti ai giudici del Tribunale di Firenze nel procedimento legato al sequestro di atti che per la Direzione distrettuale antimafia proverebbero i rapporti tra il costruttore siciliano e il superboss, Matteo Messina Denaro.

I giudici della Suprema Corte non hanno accolto la richiesta del sostituto procuratore Ciro Angelillis secondo il quale “l’ipotesi accusatoria, secondo cui Bulgarella avrebbe intrapreso le sue attività imprenditoriali nel territorio toscano attraverso il reimpiego di denaro di provenienza illecita con la collaborazione di alcuni dirigenti della banca Unicredit appare talmente in contrasto con le emergenze procedimentali da non poter essere neanche ipotizzata in astratto…”. Per questo motivo, dunque, per l’assenza non solo di fatti ma anche solo di ipotesi in astratto, il pg della Cassazione aveva chiesto alla Suprema Corte di rigettare il ricorso dei pm della Procura di Firenze che avevano impugnato l’ordinanza del Tribunale del Riesame che lo scorso 28 ottobre aveva annullato il decreto di perquisizione e il sequestro di documentazione a carico del costruttore Andrea Bulgarella. Nella sua requisitoria il pg della Cassazione, in maniera univoca, aveva ribadito quello che avevano accertato, con estrema chiarezza, i giudici del riesame, e cioè che “... le conversazioni intercettate tra i dirigenti della banca, la vicenda della Calcestruzzi Valderice o i rapporti commerciali intrattenuti con imprenditori imparentati con persone appartenenti a cosche mafiose, sono, a tutto concedere, non significativi, neutrali, se non addirittura di segno opposto alle ipotesi accusatorie”. In altre parole, per la Procura della Cassazione non c’erano riscontri alle ipotesi accusatorie dei pm. Una tesi che non ha convinto la Cassazione che ha annullato il dissequestro degli atti e il decreto di perquisizione rinviando a un altro Tribunale del Riesame la valutazione delle contestazioni a Bulgarella e altri sette indagati.

Intervengono sull’argomento i legali di Bulgarella, il professor Tullio Padovani e gli avvocati Andrea Bottone, Francesco Marenghi e Giulia Padovani:

“Prendiamo atto della decisione della Corte di Cassazione in relazione alla necessità di un nuovo esame del provvedimento di sequestro. Pur non essendo ancora note le motivazioni della sentenza, che ci riserviamo di esaminare in vista della nuova udienza dinanzi al Tribunale di firenze, siamo sin d’ora certi che esse non riguardano in alcun modo la posizione di Andrea Bulgarella e delle sue società rispetto ai fatti contestati, che erano e rimangono di nessun fondamento. La decisione della Corte investe piuttosto il ruolo e il grado di controllo del giudice del riesame sulle iniziative di acquisizione documentale del Pubblico Ministero. E proprio il caso di specie dimostra che si tratta di un tema che è aperto a diverse conclusioni, visto che la Procura Generale presso la Corte di Cassazione aveva chiesto il rigetto del ricorso”.

Mafia, la Cassazione annulla il dissequestro delle carte di Bulgarella 2016-05-06T14:11:08+00:00