Trapani e Palermo, i Comuni senza più le province tentano di fare rete

Tra i pochi spettatori il commento ricorrente è stato questo: “Speriamo che non sia l’ennesima passerella”. Perchè ieri a Marsala c’erano praticamente tutti. I sindaci delle principali città della Sicilia occidentale, delegati del Ministero dell’Ambiente e del Ministero delle Infrastrutture, i vertici dell’Airgest, la società che gestisce l’aeroporto di Trapani, e della Gesap, che gestisce lo scalo di Palermo. C’erano anche dirigenti del Cnr, dell’Amat, i vertici delle autorità portuali. Tutti per sottoscrivere il protocollo d’intesa sull’area vasta della Sicilia occidentale che va da Termini Imerese a Castelvetrano.
L’intenzione è quella di fare rete per poter attingere a fondi europei, gli unici possibili viste le casse regionali asciutte, per interventi soprattutto sulle infrastrutture, e migliori collegamenti tra i territori per una mobilità sostenibile ed efficiente.
L’Europa, visti i pasticci combinati dalla Sicilia negli ultimi anni, sta bene attenta adesso a come smistare i fondi per lo sviluppo dei territori. Allora predilige progetti nati dalla sinergia di più territori. Più città e istituzioni che si mettono assieme per realizzare opere. Altri accordi di questo tipo stanno nascendo in diverse parti d’Italia. E sempre l’Europa preferisce quei Comuni che abbiano un piano strategico. Marsala ce l’ha, è il Piano Strategico 2020. Ma di quel piano poco o nulla è stato attuato o ne sono state gettate le basi.
Ieri però sindaci ed enti diversi si sono seduti al tavolo opportunamente allestito al complesso del Carmine per firmare l’accordo su quest’area vasta.
Il sindaco di Marsala Alberto Di Girolamo ha detto che “occorre fare rete, da soli non si va da nessuna parte. Mettersi assieme significa ottenere quello che ci spetta, e questa è l’occasione buona per creare sinergie nell’ambito di collegamenti e trasporti di persone e merci. Lo sviluppo della Sicilia Occidentale passa da Marsala”. Il sindaco di Palermo Leoluca Orlando, anche nella veste di presidente dell’Anci Sicilia ha detto che “Marsala è la sede ideale per lasottoscrizione di questo Patto di Mobilità sostenibile perchè è l’unica città-territorio della Sicilia. Stiamo mettendo assieme quella Val di Mazara già intuita dagli Arabi, nella convinzione che in questo tavolo c’è collaborazione e ottimismo. La buona politica – ha concluso il presidente dell’Anci – è fare le riforme senza aspettare le riforme mantenendosi nel rispetto della legge. L’auspicio è che anche gli aeroporti di Trapani e Palermo facciano un protocollo d’intesa”.
Il sindaco di Trapani Vito Damiano ha evidenziato che l’aspetto critico di questo protocollo è l’assenza del territorio agrigentino “perchè se parliamo di area vasta di Sicilia occidentale non possiamo dimenticare la provincia di Agrigento”. D’accordo sul punto anche Felice Errante, sindaco di Castelvetrano.
La rappresentante del Ministero delle Infrastrutture, Barbara Acreman, nel corso del suo intervento in cui ha sostenuto la concretezza dell’intesa raggiunta avvisando che “l’Europa non continuerà a dare tutti questi soldi. Quindi bisogna fare rete e dare un impulso diverso”.

Il protocollo d’intesa consentirà di utilizzare anche fondi della programmazione comunitaria 2014 – 2020, cui fa anche riferimento la corposa pianificazione territoriale svolta da Palermo e Termine Imerese, a cominciare dalla “Rete delle città innovative” promossa dal Ministero dei Trasporti. Dopo la firma del Protocollo d’Intesa, la prima riunione del Tavolo tecnico è stata fissata per il prossimo 24 maggio, sempre a Marsala.

Trapani e Palermo, i Comuni senza più le province tentano di fare rete 2016-05-19T05:30:02+00:00