Michela Giuffrida: “Ho visto le carte del TTIP. Ecco cosa c’è…”

Il Ttip, il mega accordo per il libero scambio tra Unione Europea e Stati Uniti è uno dei dossier più misteriosi di sempre. Neanche ai deputati europei è consentito prendere visione liberamente delle carte che compongono le trattative ormai avviate da anni sul Partenariato trans-atlantico per il commercio e gli investimenti (da qui il nome TTIP) . Sono pochissimi quelli che hanno avuto la possibilità di accedere nella stanza “segreta” con tutta la documentazione. Tra questi c’è Michela Giuffrida, eurodeputata siciliana del Pd. A rivelarlo è stato lei stessa a margine dell’evento che la parlamentare ha organizzato ieri per festeggiare il riconoscimento del marchio di Indicazione Geografica Protetta per l’olio extra vergine d’oliva siciliano. “Il processo del Ttip è lungo e travagliato – dice Giuffrida -. Io sono tra i pochi deputati europei entrati nella stanza dei segreti del Ttip. Ci sono due codici di accesso, i documenti sono in cassaforte, non possiamo portare con noi cellulari, nè videocamere. E in più abbiamo solo un’ora di tempo per consultare le carte”. Ma perché questa segretezza così estrema? “E’ un procedimento delicato” spiega Giuffrida, che dice: “Io non contraria al Trattato in sé, l’importante è che vengano tutelate le nostre eccellenze. Per il settore agroalimentare siciliano potrebbe essere una grande occasione, per esportare i nostri prodotti, che sono sempre più richiesti. Io ho visto i documenti, e chiedo, da deputato europeo, che vengano tutelate le produzioni tipiche italiane”. Come? “Basta tenerle fuori dall’accordo…”. risponde Giuffrida. Ma cosa ha impressionato di più la giornalista e deputata del Pd nel poco tempo che ha avuto per prendere visione del Ttip: “C’è ancora una grande distanza tra le parti su molti temi – rivela – e anzi, potrei dire che le trattative sono abbastanza in alto mare”.

COS’E’ IL TTIP. Il TTIP è un trattato di liberalizzazione commerciale transatlantico che ha l’intento dichiarato di modificare regolamentazioni e standard (le cosiddette “barriere non tariffarie”) e di abbattere dazi e dogane tra Europa e Stati Uniti rendendo il commercio più fluido e penetrante tra le due sponde dell’oceano. Tutto questo si inserisce in un clima di poca trasparenza: il negoziato, infatti, è proseguito per anni sotto traccia e solo dietro alle pressioni della società civile e dell’Ombudsman europeo O’Reilly (novembre 2014) la Commissione ha cominciato a pubblicare le sue proposte testuali e alcuni testi negoziali. La scarsa trasparenza è riscontrabile anche nella tardiva apertura di una sala di lettura per gli eurodeputati, che possono accedere in questa “stanza” solo per un’ora, da soli, senza videocamere o telefonini.

LA FESTA PER L’OLIO. Ieri intanto a Bruxelles è stata festa per tutta la Sicilia per la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del provvedimento che riconosce l’Igp “Sicilia” per l’olio extra vergine d’oliva isolano. Michela Giuffrida ha organizzato una mega degustazione facendo venire dalla Sicilia pane, formaggio e tanto olio, per “incantare” i palati di funzionari, parlamentari e giornalisti di Bruxelles.  “Oggi l’olio siciliano esce dall’anonimato e viene riconosciuto come prodotto di eccellenza” esulata Giuffrida, unico membro siciliano della Commissione agricoltura del Parlamento europeo. “Dopo aver personalmente seguito – afferma Giuffrida – l’iter per il riconoscimento, che presentava diverse criticità che abbiamo risolto, ho voluto organizzare questa festa, invitando i 750 deputati di Bruxelles, perché la Sicilia percepisca la vicinanza dell’Europa che tutela le eccellenze. “Una esigenza colta anche dal Commissario Hogan, che a febbraio – ricorda Giuffrida – avevo invitato a venire in Sicilia e che verrà a settembre per incontrare i nostri agricoltori e visitare le nostre realtà produttive”.

Oltre all’olio, nella sede di Bruxelles del Parlamento Ue,  degustati anche vini DOC, formaggi DOP, pane prodotto da grani antichi come il tumminia, dolci delle tradizione sicula e il cioccolato di Modica, che sta percorrendo lo stesso cammino per vedersi riconosciuto il marchio IGP.  “Il marchio IGP – spiega Giuffrida – certifica che la coltivazione, la molitura e tutto il processo di produzione viene realizzato in Sicilia e ciò rappresenta una doppia tutela: per i consumatori che sono messi al riparo delle frodi grazie alla tracciabilità lungo tutta la filiera e per il settore produttivo siciliano, che vede riconosciuta l’eccellenza del suo olio nel mercato nazionale, europeo e mondiale. La pubblicazione oggi sulla Gazzetta ufficiale – sottolinea ancora Giuffrida – arriva in un momento in cui c’è preoccupazione tra i produttori per l’aumento di import tunisino senza dazi. In questo contesto – conclude l’eurodeputata siciliana – il riconoscimento di Indicazione Geografica Protetta è più che mai importante per garantire i consumatori dal sempre più frequente fenomeno delle frodi: con l’IGP l’Unione europea si schiera a tutela delle eccellenze”.

La Sicilia produce circa 50 mila tonnellate all’anno di olio extravergine d’oliva, di queste solo il 10% è destinato all’esportazione. “Rilanciare e incrementare questa quota di export, oggettivamente molto bassa, è l’obiettivo da raggiungere e per questo il marchio IGP è determinante. Mi auguro dunque – sottolinea Giuffrida – che questo sia l’avvio di un percorso che punta a costruire un’economia vincente partendo proprio dalle tipicità del territorio e sfruttando un brand, quello siciliano, che è conosciuto in tutto il mondo e che – conclude l’eurodeputata – deve essere sempre più esclusivamente associato a quanto di positivo la Sicilia esprime: un paesaggio di bellezza incomparabile, la più alta concentrazione di siti Unesco d’Italia, prodotti agroalimentari di altissima qualità che sono i nostri veri ambasciatori all’estero”.

 

Michela Giuffrida: “Ho visto le carte del TTIP. Ecco cosa c’è…” 2016-05-26T09:04:24+00:00