Brucia Pantelleria, in azione criminali che non vogliono il Parco

Pantelleria anche ieri ha continuato a bruciare per tutto il giorno. L’incendio che alle dieci del mattino sembrava essere stato domato ha ripreso forza improvvisamente e il sindaco Salvatore Gino Gabriele ha dovuto richiedere di nuovo l’intervento dei 4 Canadair che da domenica lavorano ininterrottamente sull’isola. All’imbrunire, quando per mancanza di luce sufficiente alle operazioni, gli speciali aerei antincendio hanno smesso di volare, restavano dei pericolosi focolai ancora accesi a Monte Gibele e in località Kassà.  I danni sono incalcolabili Si pensi solo alla rete di contenimento della strada perimetrale, andata distrutta, che era costata quasi 4 milioni di euro. Non è possibile ancora fare i calcoli dei danni, ma non sono andati bruciati meno di 600 ettari di boschi.

Perché qualcuno ha dato fuoco alla Montagna Grande di Pantelleria? Per una ragione semplice, sempre la stessa: se la montagna brucia sono necessari forestali e vigili del fuoco, e quindi si scorre l’elenco dei precari, i quali non solo possono lavorare di più, ma anche fare scattare i giorni minimi necessari per essere pagati anche tutto l’anno senza lavorare. E’ il segreto di Pulcinella, è una storia tutta siciliana: a dare fuoco, da noi, sono spesso coloro che dal fuoco dovrebbero proteggerci. A Pantelleria, poi, c’è un’altra ipotesi in campo: e riguardal’istituzione del parco dell’isola. Un tema del quale si parla da anni e che ha ripreso da poco vigore. Il Parco regolamenterebbe l’agricoltura e l’ediliza, impedendo i tanti casi di abusivismo che ancora oggi si registrano nell’isola.

E’ delinquenza pura. Pantelleria oggi è un’isola devastata. Cosè la racconta su Pantelleria Internet Salvatore Gabriele:

Gli alberi di leccio, di pino marittimo e di pino d’Aleppo della Montagna grande di Pantelleria sono ormai scheletri senza anima. Nel giro di una notte è bruciato tutto. Un bosco meraviglioso, secolare, è andato distrutto dalle fiamme. E’ bruciata anche l’area attrezzata.

I piromani  hanno appiccato il fuoco  sabato pomeriggio in più punti in località Monastero. Da qui le fiamme si sono sviluppate lungo il costone a nord ovest della Montagna Grande e si sono diramate in diversi punti. Poco hanno potuto fare i vigili del fuoco del Distaccamento Aeroportuale perché la zona dell’incendio era irraggiungibile con i camion. Malgrado allertati dal sindaco Salvatore Gino Gabriele, anche tramite il ministro Maurizio Martina, non sono potuti intervenire i Canadair in quanto era già buio. Alimentate dal forte vento di maestrale, le fiamme così sono avanzate indisturbate lungo il sentiero che da Sibà porta a Fossa del Russo passando per la sauna di Benikulà. Un altro fronte dell’incendio si è diretto in cima alla Montagna Grandebruciando in poche ore un patrimonio boschivo inestimabile. Solo alle prime ore dell’alba di  domenica hanno potuto cominciare a lavorare due Canadair che successivamente sono diventati tre e poi quattro. Ma ormai il fronte dell’incendio era  così vasto che a stento gli speciali aerei antincendio riuscivano a contenerlo.

Le fiamme Domenica si sono sviluppate verso sud oltrepassando la strada che collega Tracino a Rekale e si sono dirette verso Cuddia Patite bruciando non solo terreni incolti, ma anche vigneti. Al momento è impossibile fare una stima degli ettari di bosco bruciati, potrebbero essere duecento, ma forse anche trecento ettari. Distrutti dalle fiamme sono stati anche numerosi terreni, coltivati a capperi o a vite zibibbo (l’alberello patrimonio mondiale dell’UNESCO) in piena produzione in località Serraglia e Barone
Un dramma, un’apocalisse per il territorio dell’isola ha definito questo incendio il sindaco che ha parlato di “criminalità organizzata” che vuole distruggere i boschi di Pantelleria:

“Siamo a livello di criminalità organizzata, che sta mettendo a soqquadro un’isola. Noi chiederemo lo stato di calamità perché la situazione è molto grave. Oltre alle colture silvo – pastorali sono a rischio anche vigneti. Siamo molto preoccupati.  Un fatto del genere può essere solo organizzato e criminale, perché ci sono più punti dell’isola messi in ginocchio”.

Anche Legambiente Sicilia denuncia il vile atto criminale chiedendo che non solo si faccia luce velocemente sulle responsabilità dirette e indirette dell’accaduto, ma che si provveda subito a scongiurare sia sull’isola come altrove in Sicilia, che la prossima estate divenga un susseguirsi di incendi:

Appare, infatti, debole l’apparato antincendio che deve essere non solo potenziato ma provvisto di nuove tecnologie di prevenzione.
Appare fragilissimo ciò che rimane del Corpo Forestale Regionale, oramai fatto esclusivamente da uomini pronti per la pensione, con pochissimi mezzi e con immensi territori da controllare.
Appare inesistente qualsiasi campagna di mobilitazione della società civile contro un fenomeno che rischia di precipitare nel baratro intere comunità.
Che il Governo Crocetta batta un colpo!

I giovani di Pantelleria, dell’associazione Agorà, hanno scritto una lettera a Matteo Renzi e al presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Mentre proviamo a scrivervi questo messaggio di speranza la nostra isola al centro del Mediterraneo, Pantelleria, sta ancora bruciando.

Da ormai due giorni un grande incendio sta distruggendo gran parte del nostro territorio e con lei vanno in fumo i nostri sogni, le nostre speranze.
Seicento ettari di verde sono ormai perduti e con loro vediamo venir meno anche il nostro futuro.
In questo incendio tutti abbiamo perso qualcosa. La follia umana ha bussato alle nostre porte. Ci ha fatto male, ci ha ferito, ha ferito noi panteschi, il nostro verde, la nostra casa, il nostro lembo di terra circondato dal mare.
Vivere in una piccola isola del Mediterraneo non è sempre facile. Ogni giorno viviamo tra mille contraddizioni, ma mai avremmo pensato di lasciare la nostra terra, i nostri affetti, la nostra casa. Ma Adesso? Tutto quello che ci teneva legati a questo piccolo scoglio nel mare sta andando letteralmente in fumo.
Ci guardiamo attorno e non vediamo altro che morte, distruzione e fiamme.

Non è questa la Pantelleria che abbiamo amato. Non è questa la Pantelleria dove siamo nati e cresciuti. Non abbiamo di certo scelto noi di vivere così.
Sappiamo che delle fiamme non possono e non devono abbatterci, sappiamo che adesso tocca a noi, sappiamo che adesso è tempo di ricostruire.
Da giovani di questa splendida e martoriata isola non possiamo permettere di darla vinta a quattro criminali, che in queste ore hanno messo Pantelleria e la nostra comunità in ginocchio.
Il nostro futuro, il futuro della nostra isola non può dipendere da questi criminali, nemici della bellezza e dello Stato.
Vi chiediamo pertanto di aiutarci. Vi chiediamo di darci una mano, di farci ritornare a sognare.
Negli ultimi anni Pantelleria aveva riacquistato agli occhi del mondo un suo posizionamento.
Nel Novembre del 2014 avevamo ottenuto il prestigioso riconoscimento Unesco per la pratica agricola della vite ad Alberello. Una tecnica agricola che si tramanda da più di due mila anni.
L’economia di quest’isola si basa principalmente sul turismo.
Arrivare a Pantelleria per un turista non è mai stato semplice, tra trasporti non troppo efficenti e prezzi elevati.
Ma avevamo la bellezza della nostra isola dalla nostra parte, che nonostante tutto ci garantiva un appeal straordinario.
Oggi chiediamo una pronta e immediata risposta da parte dello Stato perchè Pantelleria è nostra quanto vostra. Perchè Pantelleria appartiene alla comunità pantesca, quanto a quella europea e italiana.

Vi chiediamo un aiuto per ricostruire e ripristinare la bellezza della nostra isola che in questi giorni in parte è stata violata e compromessa.

Non ci lasciate da soli. E’ tempo di ricostruire.

 

 

Brucia Pantelleria, in azione criminali che non vogliono il Parco 2016-05-31T10:25:34+00:00