Messina, ripartire dalla periferia: ci sono i fondi del Governo per le città metropolitane

Si deve ripartire dalla riqualificazione delle periferie per dare sviluppo e quindi sicurezza ai territori. Un opportunità da non sprecare anche per Messina che negli ultimi 25 anni ha visto sfumare, grazie all’incapacità della sua classe politica, oltre 500 milioni di euro destinati al Risanamento delle aree degradate ( L R 10/90 e successive integrazioni). E 500 milioni di euro sono le risorse stanziate dal Governo per le città metropolitane alla fine di novembre 2015, all’indomani degli attacchi terroristici di Parigi, quando Matteo Renzi annunciò che “per ogni euro in più investito in sicurezza, ci deve essere un euro in più investito in cultura. Per ogni intervento sulla cybersecurity – aveva affermato il premier -deve crescere una startup. Per ogni telecamera nuova che viene installata, ci deve essere un videomaker o un regista teatrale che sperimenta. Per ogni investimento in polizia, ci deve essere uno sforzo maggiore di pulizia delle nostre periferie. Per ogni caserma ristrutturata vogliamo un museo più accogliente. Per ogni mezzo blindato in più, un campo da calcetto. Per ogni arma, un canestro per le strade”. Ci sono quindi 40 mln di euro a disposizione delle città Metropolitane, di cui 18 riservati alle città capoluogo, e la progettazione dovrà essere presentata alla Presidenza del Consiglio dei Ministri entro il 29 agosto. I criteri di valutazione che saranno utilizzati indirizzano le azione dei sindaci Metropolitani e delle singole Amministrazioni. Fino a 25 punti vale la tempestiva esecutività degli interventi e la capacità di attivare sinergie tra finanziamenti pubblici e privati, laddove il contributo finanziario di questi ultimi sia pari almeno al 25% dell’importo complessivo necessario alla realizzazione del progetto proposto. Fino a 20 punti sono assegnati alla fattibilità economica e finanziaria e coerenza interna del progetto e alla qualità e innovatività sotto il profilo organizzativo, gestionale, ambientale e architettonico e fino a 10 punti la capacità di innescare un processo di rivitalizzazione economica, sociale e culturale del contesto urbano si riferimento. In questo quadro si è mosso l’esecutivo di Palazzo Zanca che nelle scorse settimane ha attivato una serie di confronti con le Circoscrizioni, gli Ordini professionali, Costruttori e Confindustria, individuando gli ambiti territoriali a cui dare la priorità. Si tratta di Gazzi, Fondo Saccà, Giostra, Camaro, Tirone, i villaggi collinari ricadenti o adiacenti ad aree di risanamento, Zona Falcata, Fondo Fucile e Villaggio Santo. Questi ed altri elementi che tracciano la linee che dovranno essere seguite nella scelta degli interventi sono presenti nel bando pubblicato sull’Albo Pretorio del Comune rivolto ai privati (società, associazioni, cooperative, ordini professionali) disposti a investire nei progetti, attraverso risorse finanziarie ma anche beni immobili o servizi, per almeno il 25% del costo dell’ intervento che non deve comunque prevedere il consumo di nuovo suolo. Le adesioni alla manifestazione di interesse devono pervenire entro il 26 luglio e l’Amministrazione comunale conta molto in questa partnership pubblico – privato a cui il Bando ministeriale dà rilevanza con una particolare premialità.“Si tratta di una grande occasione per combattere il degrado urbano e sociale delle periferie, dotando queste porzioni di città, sotto il profilo urbanistico, economico e sociale, di strutture e servizi che rigenerino il tessuto urbano, – ha ribadito l’assessore all’Urbanistica Sergio De Cola. Il nostro auspicio è che le energie imprenditoriali cittadine ci aiutino a definire insieme questo percorso di riqualificazione reale delle aree che abbiamo individuato”. “Nel bando si parla di riqualificazione in senso ampio del termine – ha aggiunto l’assessora ai Servizi sociali Nina Santisi – perché potrebbe sembrare soltanto un progetto urbanistico ed invece c’è una valenza sociale. Il degrado, oltre che ambientale, va inteso come luogo dell’assenza e della perdita di storia, di identità, di regole e legami”. Si cerca di lavorare quindi in una dimensione interassessoriale e si punta su quegli interventi che integrano diverse esigenze di una stessa area come ad esempio fa il progetto presentato dalla sesta circoscrizione riguardante il villaggio collinare di Salice la cui fattibilità sarà presa in esame. Qui c’è solo una strada di collegamento che potrebbe essere resa più agevole nella fruizione e allo stesso tempo si potrebbe prevedere il recupero di un bene vincolato dalla Sovrintendenza, un vecchio sistema per l’approvvigionamento idrico, e recuperare un immobile per farne un centro di aggregazione sociale. E’ un progetto già pronto che l’Amministrazione, potrebbe considerare come modello di riferimento. Ma resta ancora tutto nel campo delle ipotesi. Più interventi integrati che innescano, ove possibile, una ripresa economica, potrebbero essere utili anche per riqualificare quartieri come Camaro, Giostra o Fondo Fucile dove il tasso di disoccupazione e di devianza sociale è piuttosto alto. A Villa Lina a Giostra si sta considerando di intervenire su un plesso scolastico che ospita circa 250 bambini. Qui le attività svolte sono molteplici e funzionano per gli alunni ma anche sul territorio e andrebbero quindi rafforzate con la ristrutturazione delle parti dell’immobile non utilizzate, come la palestra e il teatro che si potrebbero aprire alla fruizione dei residenti della zona.

Messina, ripartire dalla periferia: ci sono i fondi del Governo per le città metropolitane 2016-07-18T06:57:59+00:00