Scuola, la proposta del Pd: “Il personale assunto in Sicilia resti qui”

 “La riforma della ‘buona scuola’ ha segnato un punto di svolta, ha contribuito fortemente a dare un assetto stabile al mondo dell’istruzione e ha dato sicurezza lavorativa a migliaia di insegnanti precari, ma adesso servono alcuni accorgimenti: ci riferiamo in particolare alla necessità di equiparare i livelli dell’offerta formativa che deve essere equivalente da Nord a Sud, ed all’esigenza di non frammentare i nuceli familiari con trasferimenti che rischiano di sconvolgere la vita di migliaia di famiglie siciliane”. E’ la posizione enmersa nel corso di una riunione del Partito Democratico siciliano alla quale hanno partecipato il vicepresidente del gruppo all’Ars Giovanni Panepinto, i componenti della commissione Formazione all’Ars Mariella Maggio, Antonella Milazzo e Filippo Panarello, la resposnabile Scuola della segreteria regionale del PD Antonella Altamore e il resposnabile Cultura Antonio Ferrante.

Nel corso della riunione è stato deciso di presentare una mozione all’Ars, indirizzata al governo regionale. Sarà inoltre organizzato un incontro col sottosegretario all’Istruzione Davide Faraone, per discutere i diversi temi legati al riassetto del settore.

In particolare, nella mozione si impegna il governo della Regione:

– ad attivarsi, in sede di Conferenza Permanente Stato-Regioni, affinchè vengano individuate le misure idonee a favorire il ricongiungimento dei nuclei familiari ed evitare lo smembramento di altre famiglie;

– ad assicurare l’attivazione del “Tempo-pieno” nella scuola Primaria e nella scuola dell’Infanzia , con particolare attenzione nelle zone a rischio e alle regioni del meridione; assicurare l’attivazione del tempo prolungato nella scuola Secondaria di Primo e di Secondo grado, con particolare attenzione nelle zone a rischio;

– ad attivarsi, sempre in sede di Conferenza Permanente Stato-Regioni, allo scopo di porre in essere adeguati interventi tesi alla stabilità in via definitiva per il personale docente che ha prestato servizio pluriennale presso le istituzioni scolastiche della Regione Sicilia;

– a intervenire, per quanto di competenza, per attivare una rimodulazione dell’organico, affinché risulti funzionale ai bisogni delle scuole dislocate sul territorio siciliano, riadeguando, laddove necessario, le cattedre di organico di diritto e i posti di potenziamento;

– ad intervenire, per quanto di competenza, per favorire l’utilizzo dei docenti che hanno maturato esperienza pluriennale nelle scuole siciliane, come quelli assunti nella fase C del piano straordinario di assunzione, e per coloro che da anni chiedono di rientrare nel proprio territorio e che attualmente prestano servizio in altre regioni, presso le sedi scolastiche siciliane, al fine di assicurare e garantire agli studenti la continuità educativo-didattica;

– ad intervenire per assicurare le indispensabili risorse previste dalla normativa per l’inclusione scolastica a favore degli alunni con disabilità a partire dal 1 settembre del nuovo anno scolastico (un numero di ore di sostegno per l’attività didattica, con personale docente specializzato, adeguato per ciascun caso e, laddove necessario, l’assegnazione all’alunno di personale per l’assistenza all’autonomia e alla comunicazione);

– ad intervenire per assicurare alle singole Istituzioni Scolastiche un adeguato contingente di personale ATA in tutti i settori (amministrativo e di collaborazione, al fine di garantire ad esse i livelli essenziali di igiene, vigilanza e funzionalità amministrativa)

– ad attivarsi mediante un piano di azioni concrete e strutturate al fine di ridurre in modo significativo le alte percentuali di dispersione scolastica.

Scuola, la proposta del Pd: “Il personale assunto in Sicilia resti qui” 2016-07-27T08:05:01+00:00