La sanatoria edilizia in discussione in Sicilia. Altro che “maxi”. Interessa solo qualche centinaio di case…

Non chiamatela “maxi” sanatoria. La proposta del deputato regionale Mimmo Fazio, che sarà discussa martedì all’Ars, interessa in realtà relativamente poche case abusive costruite vicino al mare, circa 300, in tutta la Sicilia.

Spieghiamo bene di cosa si tratta. La vicenda riguarda un emendamento alla riforma dell’edilizia presentato all’Ars da Girolamo Fazio, oggi al Gruppo misto, che prevede la sanatoria per alcune delle case costruite entro i 150 metri di distanza dal mare tra il 1976 e il 1985. Nel 1976 fu introdotto il divieto che poi venne chiarito meglio da una successiva norma. Il condono proposto da Fazio però riguarda solo quei proprietari che tentarono di chiedere ai Comuni la sanatoria. I sindaci non la concessero e secondo Fazio «tutto questo non ha senso. Se la legge era chiara, perché fu necessario un chiarimento?». Secondo l’assessorato al Territorio si tratta di circa 300 abitazioni interessate dal condono, «ma qui non è una questione di numeri – dice l’assessore Maurizio Croce al Giornale di Sicilia – c’è un problema che riguarda la tutela delle coste, c’è la lotta dei sindaci contro gli abusivi, ci sono una serie di questioni che rendono inopportuno l’emendamento».

L’emendamento è stato già bocciato in commissione Ambiente all’Ars ed è stato ripresentato, ma la Presidenza dell’Ars si è riservata di ammetterlo prima del dibattito in Aula previsto per martedì. Un gruppo di deputati centristi era pronto a sostenere la norma sulla quale incombono tutti i rischi del voto segreto.

Sul piede di guerra i Cinque Stelle, che per voce di Giampiero Trizzino minacciano addirittura di non votare la riforma sull’edilizia cui è agganciata la proposta di sanatoria, se questa dovesse essere approvata: «Se dovesse passare questa proposta – anticipa Trizzino – il M5S, sebbene primo firmatario della riforma, esprimerà voto negativo a tutto il testo di legge. Noi non scendiamo a compromessi con chi offende la dignità della nostra terra». Carmelo Miceli, segretario del Partito democratico di Palermo, minaccia «una class action dei cittadini onesti contro tutti coloro che si renderanno complici di collusione con chi ha distrutto i nostri territori».

300 case, secondo le stime dell’Assessorato, sono dunque poca cosa rispetto ai numeri record dell’abusivismo in Sicilia. Secondo alcune stime nei Comuni dell’Isola le domande di sanatoria in attesa sono addirittura 700 mila ma qui la fattispecie è limitata alle case in riva al mare e a quelle costruite nei primi dieci anni del vincolo dei 150 metri (dal 1976 al 1985).
E il cemento lungo la costa continua ad aumentare, se è vero che nel 2012 – anno dell’ultimo rilevamento completo – entro i 150 metri dalla battigia sono stati realizzati edifici per un  totale di 32 mila metri cubi. Solo nella provincia di Trapani sono stati accertati dal 2009 al 2015 quasi 3000 abusi.  Accertati, quindi questo dato non tiene conto di piccoli e grandi abusi mai scoperti. In Sicilia invece il totale è di 22.000

La sanatoria edilizia in discussione in Sicilia. Altro che “maxi”. Interessa solo qualche centinaio di case… 2016-07-31T16:51:56+00:00