Pedaggio sulle autostrade siciliane. Il progetto della Regione per mettere i caselli

La Regione Siciliana ci riprova, e tenta di inserire il pedaggio nelle autostrade siciliane. Infatti, nella A29 Palermo – Mazara del Vallo, ad esempio, non si paga il pedaggio. Ai tempi, fu una manovra decisa dal governo come misura di sostegno ai siciliani dopo il terremoto del Belice. Solo che nel tempo questa misura transitoria è diventata definitiva, e da noi in pratica non si paga pedaggio.

Adesso alla Regione si lavora concretamente su questa ipotesi, nell’ambito di un percorso più complesso che prevede la chiusura del Consorzio Autostrade Siciliane, l’ente pubblico che oggi gestisce le autostrade siciliane, con l’Anas che si impegna a investire soldi per potenziare la rete.

Oggi il pedaggio si paga solo in Sicilia sulla Palermo – Messina, sulla Messina – Catania, sulla Siracusa – Gela. Il progetto prevede il pagamento del pedaggio sulla A29 Palermo – Mazara del Vallo, sulla diramazione Palermo – Trapani e sulla A19 Palermo – Catania. Tutto dovrebbe partire entro un anno, con la sistemazione dei caselli. Non solo, il pedaggio potrebbe interessare anche altre strade di interesse rilevante, come la Catania – Siracusa.

Già si prevedono polemiche, ed è per questo che, sul Giornale di Sicilia, l’assessore regionale ai Trasporti Giovanni Pistorio mette le mani avanti e parla sin da ora di “pedaggio sostenibile”, necessario non a creare utile (non sia mai…) ma a sostenere i costi di gestione della rete autostradale dalla Sicilia, mentre l’Anas dal suo canto ha promesso investimenti da qui al 2019 per 800 milioni di euro, attraverso la nuova società che prenderà il posto del Cas.

Ma perchè chiude il Cas? Non tanto per gli scandali e gli sprechi, quando per la sua inadeguatezza. E’ un ente pubblico non economico, e pertanto non può avere accesso al credito, gestire investimenti di manutenzione, eccetera. Dal Governo sono stati chiari: o la Sicilia riforma il Cas o verrà revocata la concessione. Da qui l’idea di Crocetta: una nuova società che nasce dalle ceneri del Cas, ma che abbia come socio anche l’Anas, e che si muova come un Spa, ma con la governance regionale per l’individuazione degli obiettivi strategici. Il Cas verrà liquidato, i dipendenti passeranno alla nuova società: una Spa per la gestione delle autostrade Messina-Palermo, Messina-Catania e Siracusa-Gela, al momento in quota Cas, e di quelle al momento di pertinenza dell’Anas. Questo è il piano di lavoro del presidente del Consorzio autostrade siciliane (Cas), Rosario Farac. «Dopo tanti lustri le autostrade ricadenti in territorio regionale sarebbero gestite da una società di diritto privato in grado di intervenire, ogni qual volta si rendesse necessario, con immediatezza ed in maniera incisiva», spiega Faraci. «Sin da quando mi sono insediato a presidente del Cas – aggiunge Faraci – ho subito compreso che, così com’è strutturato, il Consorzio ha difficoltà a sopperire alle reali esigenze logistico-tecniche della rete autostradale siciliana.
Bisogna utilizzare al meglio il potenziale di questa struttura e, inutile nascondercelo, l’unica vera soluzione ai tanti problemi che ci trasciniamo dietro, primo fra tutti quello dellascarsa disponibilità economica dell’ente, è far sì che la gestione l’abbia un soggetto più snello senza tutti quei lacci che burocrazia di un Ente pubblico porta con se. Il mio sogno – aggiunge – è stato sempre quello della creazione di una Spa e in questo senso sto lavorando di concerto con il presidente della Regione Crocetta e l’assessore regionale alle Infrastrutture Pistorio, interagendo con l’Anas che ha subito colto il piano. Sono convinto – conclude – che se va in porto la proposta in cantiere, il futuro del settore strategico della viabilità autostradale in Sicilia potrà trarre grandi benefici».

Pedaggio sulle autostrade siciliane. Il progetto della Regione per mettere i caselli 2016-08-12T10:09:32+00:00