StMicroelectronics, al via investimento da 270 milioni di dollari

CATANIA. “Il sogno dell’Etna Valley rivive e si proietta nel futuro rinverdito da nuove risorse non soltanto finanziarie ma anche professionali, garantendo i livelli occupazionali grazie a un investimento tra i maggiori degli ultimi anni in tutto il Sud e alla ricerca in settori innovativi”.
A parlare è il sindaco di Catania Enzo Bianco e il riferimento è alla firma, avvenuta  nella Sala Giunta di Palazzo degli elefanti, del contratto tra la STMicroelectronics e l’azienda M+W group che realizzerà l’ingegneria dei nuovi impianti del modulo M9 per far partire a Catania l’ampliamento della produzione di fette di silicio da 8 pollici.

A sottoscrivere l’accordo – alla presenza  anche di Carmelo Papa, amministratore delegato di ST Italia -, sono stati Carlo Ferro, presidente di ST Italia e responsabile finanziario di STMicroelectronics, e Peter Greenhalgh, ceo per l’Europa di M+W Group, che realizzerà materialmente la realizzazione di gli impianti speciali delle camere bianche, gli ambienti sterilizzati per la produzione di semiconduttori, nel modulo M9.
st%20firma%202Il contratto, come ricordato dal Sindaco, fa parte degli investimenti per 270 milioni di dollari per il sito di Catania annunciati al sindaco Bianco dal ceo di STMicroelectronics Carlo Bozotti durante la visita di quest’ultimo al Comune nell’agosto del 2013 ed erano stati confermati il 26 febbraio del 2014 alla presenza del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano durante la sua visita nella città etnea.
“Nonostante  le turbolenze legate alla lunga e difficile crisi ecomica che ha attraversato tutto il mondo – ha sottolineato Bianco -, ST ha mantenuto l’impegno preso proprio in questo Palazzo dove adesso si firma questo contratto. E Catania è felice di avere contribuito con le proprie professionalità allo sviluppo di una delle aziende più importanti e più innovative d’Europa. Si tratta di un investimento strategico per la città, ma anche per il Sud e per il nostro Paese. Si punta alle fette di silicio da otto pollici e sulle tecnologie a base di carburo di silicio capaci di rinnovare  la leadership che Catania detiene. Nei prossimi incontri che avremo qui a Catania, anche per vicende politiche, con il presidente del Consiglio Renzi, con il ministro delle Attività produttive Calenda, non mancheremo di sottolineare quanto sta avvenendo, importante per un governo che crede nel Meridione come volano per le possibilità di sviluppo dell’intero Paese”.
“Catania – ha spiegato Ferro  – muterà progressivamente la propria capacità produttiva abbandonando del tutto le fette di silicio di sei pollici per quelle da otto pollici che le consentono di proiettarsi nel futuro. Ma garantiremo continuità al sito e all’attività industriale di Catania anche puntando sulle nuove tecnologie di potenza che vengono impiegate in applicazioni diverse, dall’automobile elettrica all’industria 4.0. Si tratta di tecnologie oggi all’avanguardia che consentono di assicurare sviluppo attraverso un’innovazione che rende l’uso dell’energia più efficiente. Insomma, modernizziamo la capacità tecnologica di Catania per prepararla alle sfide dei prossimi decenni”.
Ferro ha accennato a un’importante innovazione che prevede di lavorare su fette di carburo di silicio, un semiconduttore composito, per realizzare dispositivi capaci di operare a temperature elevate e frequenze ancora più elevate. L’esperienza accumulata e la ricerca condotta a Catania hanno permesso a ST di sviluppare questi nuovi prodotti dall’elevatissima efficienza e adatti alla conversione di potenza in condizioni difficili come i motori elettrici, contribuendo a estendere, per esempio, l’attuale autonomia delle batterie dei veicoli elettrici anche del 20%.
Peter Greenhalgh ed Ettore Merigioli, quest’ultimo ceo di M+W Italia, hanno sottolineato come quello sottoscritto sia un contratto di fornitura da parte di un gruppo del settore dell’hi-tech con circa seimila addetti nel mondo e che in questi anni ha contribuito alla realizzazione dell’M5 – e dell’estensione dell’M5. Il modulo M5, inaugurato il 14 Aprile del 1997, fu appunto la prima fabbrica in Italia e la seconda in Europa per la produzione delle allora innovative fette di silicio da otto pollici.

StMicroelectronics, al via investimento da 270 milioni di dollari 2016-08-30T18:20:50+00:00