Ad un anno dall’Expo, trecento fornitori della Regione non ancora pagati

L’Expo Milano 2015 è finito ormai un anno fa. La Regione Siciliana aveva un proprio stand, e curava anche l’organizzazione di una delle aree dell’Expo, il “Cluster Bio  – Mediterraneo”. Molti fornitori, trecento, non sono stati ancora pagati. “Ancora una volta siamo costretti a denunciare il mancato pagamento dei servizi, delle merci e delle prestazioni che oltre 300 soggetti hanno reso al Dipartimento Pesca dell’Assessorato Regionale dell’Agricoltura dello sviluppo rurale e della pesca mediterranea in occasione dell’Expo di Milano 2015 – denuncia Gianni Ferreri a nome di tutti loro – A distanza di mesi e con le somme depositate in banca ancora la politica si trastulla su come e perché pagare. Denunciamo l’incapacità dei deputati dell’Ars ad emettere un semplice provvedimento evitando così l’insorgere di spese e aggravi che si trasformeranno inesorabilmente in debiti fuori bilancio a carico della comunità”.

Una grottesca situazione visto che i soldi, anche ben oltre gli importi da pagare, ci sono e languono in un conto corrente a disposizione dell’Istituto di credito che nel frattempo li commercializza facendo profitti. I creditori annaspano, cercano di galleggiare attendendo di incassare i 2,6 milioni di euro dovuti.

La cosa ancora più incredibile è che questi soldi sono coperti dagli incassi ottenuti dalla Regione all’Expo  che vanno oltre i due milioni e sei. Cioè, per la prima volta la Regione Siciliana ha prodotto un utile, ha avuto anche encomi e riconoscimenti. Ma ora la burocrazia e la politica non riescono a sbloccare i pagamenti. 

“E’ vergognoso che beghe interne, lotte tra dirigenti o altro ancora, faccende e dinamiche che a noi non interessano, mettano a rischio decine di Aziende” scrivono gli imprenditori in una loro lettera aperta. 

La situazione è paradossale, il Governo regionale vara una provvedimento convocando il 22 luglio una Giunta straordinaria, il 27 luglio viene depositata la proposta di legge n. 1244 (clicca qui per leggerla) che viene trasmessa alla Commissione Bilancio, “la quale – scrivono gli imprenditori oggi – traccheggia e non prende decisioni, i componenti della commissione fanno di tutto per non decidere, anzi fanno di più, fanno mancare il numero legale, il Presidente Vinciullo non percepisce la gravità di questo comportamento, perché così facendo si stanno assumendo la responsabilità degli aggravi che matureranno. Portano in aula i debiti fuori bilancio di cui nessuno conosce la vera entità, la regolarità e vi è anche il dubbio che alcuni siano stati pagati. In un primo momento avevano detto che la trattazione avrebbe riguardato anche quelli dell’Expo, invece all’ultimo momento il provvedimento 1244  non è stato portato in aula”.

Nel mentre maturano interessi e spese sui crediti vantati,.  Per non parlare di quello che è accaduto nell’ultima seduta che si è tenuta all’ARS ( qui il resoconto stenografico). Il deputato di Forza Italia Giuseppe Milazzo così tra le altre cose declama: “I debiti che vi arriveranno su EXPO Milano, voglio vedere come li dobbiamo riconoscere anche questi debiti fuori bilancio, e una chicca, se mi permette assessore, visto che l’assessore Contrafatto non c’è.

Eppure c’è anche un decreto ingiuntivo che la società Manpower Group ha ottenuto, che diventerà esecutivo per il pignoramento dopo l’udienza del 7 novembre fissata presso il Tribunale di Palermo (lo potete leggere qui), con sequestro delle somme per oltre 800 mila euro presso Unicredit.  E nonostante l’Avvocatura dello Stato, con lettera del 26 settembre 2016 ( la potete leggere qui), abbia chiaramente detto che non potrà opporsi al pignoramento se non in presenza di documenti comprovanti l’avvenuto pagamento con aggravio di  spese.

“Noi ci siamo stancati di aspettare – scrivono gli imprenditori –  e presenteremo nei prossimi giorni un esposto alla Procura della Repubblica e uno alla Corte dei Conti per verificare chi ha interesse a far gravare sul bilancio della Regione anche queste inutili spese”. 

 

 

Ad un anno dall’Expo, trecento fornitori della Regione non ancora pagati 2016-10-14T16:14:46+00:00