Autostrade siciliane, verso la creazione di un nuovo ente per la gestione

Si fa sempre più concreta la creazione di un nuovo ente per la gestione della rete autostradale siciliana con la  fusione fra il Cas (Consorzio autostrade siciliane) e l’Anas. Il maxi emendamento alla Finanziaria, approvato dalla giunta Crocetta la settimana scorsa, prevede  infatti la trasformazione del Consorzio in una nuova società mentre.

Qualche mese fa era stata firmata  una lettera di intenti fra Cas e Anas e che ora ha anche l’ok del governo, in cui si stabiliscono tempi e modi per arrivare al soggetto unico. Nel frattempo, ed è quello previsto in Finanziaria, il Cas chiederà l’autorizzazione al ministero e la Regione acquisterà le quote del Cas in possesso di alti enti. Al momento la Regione detiene il 90,38% del capitale del Consorzio (pari a oltre 33 milioni), le altre quote (con percentuali diverse) sono delle ex Province di Catania, Messina, Siracusa e Ragusa, delle Camere di Commercio di Catania, Messina e Siracusa, dei Comuni di Catania, Messina, Siracusa, Barcellona Pozzo di Gotto, Patti, Rosolini, Rosolini, Modica, Gela. Queste quote (nominalmente pari a meno di tre milioni e mezzo) saranno rimborsate dalla Regione, per confluire poi nel capitale sociale della nuova società in cui si entrerà con una quota del 49% mentre il 51% andrà all’Anas.

La nuova società opererà lungo circa 700 chilometri di autostrada. Il Cas oggi gestisce 320 chilometri di asfalto, compresi quelli in costruzione da Siracusa a Gela (a cui si aggiungeranno altri 83 chilometri): per oltre la metà (quelli della Palermo-Messina e quelli della Messina Catania) oggi si paga un pedaggio. L’Anas, dal canto suo, oggi gestisce poco meno di 400 chilometri: la maggior parte sono quelli della Palermo-Catania, della Palermo- Mazara del Vallo, della Alcamo-Trapani e in nessun tratto si paga il pedaggio.

La nuova società dovrebbe vedere la luce entro febbraio. Il presidente sarà nominato dalla Regione, l’amministratore delegato da Anas che avrà la guida industriale della nuova compagnia. Entro marzo dovrebbe essere pronto il Piano Economico – Finanziario, la piena operatività   è prevista per giugno.

E’ previsto la possibilità dei pedaggi, dato che molte tratte in Sicilia oggi sono grautite. L’Anas (che oggi gestisce tratte gratuite) verificherà con il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti la «pedaggiabilità dei propri asset e dei relativi investimenti» ossia l’applicazione di un pedaggio alle arterie che conferirà nella nuova società. In più, proprio nelle premesse dell’accordo, si parla di un nuovo soggetto che possa «assicurare il completamento della rete autostradale siciliana, il suo esercizio in regime concessorio con riscossione del pedaggio».

Autostrade siciliane, verso la creazione di un nuovo ente per la gestione 2017-01-31T08:10:29+00:00