Inchiesta Consip, spunta anche il nome del deputato di Marsala Abrignani

 Ritorna a far parlare di se il deputato di Marsala, Ignazio Abrignani, 58 anni, oggi nel gruppo Ala di Verdini (è il suo braccio destro) e vice presidente della Commissione Attività Produttive alla Camera.  Il nome di Abrignani, infatti, è coinvolto, stando alle ricostruzioni giornalistiche, nell’inchiesta Consip, quella che fa tremare la famiglia Renzi.

Ignazio Abrignani, avrebbe incontrato Luigi Marroni per sostenere un gruppo concorrente di quello di Romeo, arrestato ieri (lunedì il suo interrogatorio di garanzia), che era invece “favorito” da Italo Bocchino.

Luigi Marroni è l’ex direttore dell’Asl di Firenze voluto dal governo Renzi a capo della Consip, una delle società pubbliche più importanti d’Italia, una spa controllata al 100 per cento dal ministero dell’Economia.

Marroni è  il grande accusatore di Verdini e Renzi senior, con innumerevoli aspetti ancora da chiarire.

Alfredo Romeo voleva aggiudicarsi una fetta del Fm4, l’appalto Consip da 2,7 miliardi. Per riuscirci, secondo le procure di Napoli e Roma, avrebbe utilizzato il manager della spa del ministero dell’Economia, Marco Gasparri, e una serie di facilitatori: innanzitutto il suo braccio destro Italo Bocchino e poi chi, vicino all’ex premier Matteo Renzi, poteva metterlo in contatto con l’ad Consip, il manager toscano Luigi Marroni. I due intermediari, secondo i pm, sarebbero il padre di Renzi, Tiziano, e l’imprenditore amico di famiglia Carlo Russo.

La procura indaga anche sul competitor di Romeo: il raggruppamento guidato dalla multinazionale francese Cofely. Anche di questo parla Marroni con i pm: alla fine del 2015 si presentò in Consip il parlamentare di Ala Ignazio Abrignani, uomo di Verdini, per chiedergli di «intervenire» a favore dei transalpini. Abrignani era l’avvocato del Consorzio stabile energie locali, parte della cordata Cofely, ma l’ad ebbe l’impressione che parlasse «per conto di Verdini».

I due premevano per assicurare ai francesi (come poi è successo) il lotto Roma Centro che comprende i servizi di Palazzo Madama, Palazzo Chigi, ministeri come il Viminale e la Giustizia e il Quirinale. Abrignani ha spiegato a L’Espresso che si sarebbe trattato di un equivoco: «Verdini ha questo rapporto di vecchia amicizia con Marroni, anche i figli… Ma sono andato io a informarmi con il capo di Consip». Marroni però racconta ai pm di aver incontrato il suo amico Denis e di aver discusso proprio dell’appalto Consip.

Abrignani si difende in un’intervista al Corriere della Sera:

Ci sta dentro anche lei, onorevole?
«Se questo signore ha detto davvero tutte queste falsità prenderò le mie decisioni nei suoi confronti», si tira fuori Ignazio Abrignani, braccio destro di Denis Verdini alla Camera.
Luigi Marroni ha riferito che Verdini e il padre di Matteo Renzi avevano «aspettative ben precise» sull’assegnazione di gare
Consip. A lei risulta?

«Escludo che ne abbiano mai parlato, me lo avrebbe detto. Non posso rispondere per Verdini, però a me sembra una cosa strana».
Che rapporti ci sono tra Verdini e Tiziano Renzi?
«Denis conosce Matteo Renzi, il padre non saprei».

Inchiesta Consip, spunta anche il nome del deputato di Marsala Abrignani 2017-03-03T08:59:08+00:00