Sicilia, disabili: continua il balletto di cifre. Le idee confuse di Crocetta

Continua il balletto di cifre e dichiarazioni sulla gestione dei disabili in Sicilia. Ieri il presidente Rosario Crocetta ha comunicato che la Regione non ha varato alcun piano per gli interventi a favore della disabilità, poiché vuole confrontarsi con urgenza con tutte le associazioni, in modo da arrivare a un protocollo condiviso. Gli incontri cominceranno a partire da giovedì, invitando tutte le associazioni più rappresentative del territorio regionale. E’ stato chiarito che il personale selezionato in progetti di cantieri di servizi, non è destinato all’assistenza dei disabili gravi e gravissimi ma a quelle persone che hanno necessità minori, in modo tale da liberare maggiori risorse che i comuni potranno utilizzare per i disabili gravi e gravissimi. “Ribadisco che nessuna decisione verrà presa senza tale confronto – dice Crocetta -. Voglio rassicurare tutti che il tema che intendo continuare a porre, è quello della libera scelta e tale scelta non può non passare attraverso il consenso dei soggetti interessati”

“Sulla disabilità gravissima la Lombardia spende 21 milioni di euro, con una popolazione di 10 milioni di abitanti, l’Emilia Romagna che è considerata il modello italiano più virtuoso, ha una spesa annuale di 28 milioni di euro per 1400 persone con disabilità gravissima su 4 milioni 420mila abitanti – ancora Crocetta -. In pratica il 20% in meno della popolazione Sicilia. Con il bilancio provvisorio la Regione siciliana ha già stanziato 36 milioni di euro di fondi regionali più 13 milioni del fondo nazionale. Il governo regionale – aggiunge Crocetta – intende inoltre presentare in finanziaria un emendamento per impinguare tale fondo di almeno altri 10 milioni e inoltre, in generale, vuole prevedere per la disabilità una riserva di 24 milioni a favore degli enti locali, che possono destinare tali fondi solo all’assistenza alle persone con disabilità meno gravi”.

“Sulla base delle proiezioni per numero di abitanti e considerato il dato delle Emilia Romagna, teoricamente, i soggetti con disabilità gravissima non potrebbero superare le 1700 unità, mentre in Sicilia sulla base della valutazione di distretti sociosanitari e Uvm, sarebbero 3600. In Emilia abbiamo 3 soggetti con disabilità gravissima ogni 10 mila abitanti, in Sicilia 7 ogni 10 mila. Non capisco dunque dove staremmo sbagliando, laddove prevediamo un modello di assistenza più avanzato rispetto alle regioni italiane considerate all’avanguardia”, prosegue la nota del governatore. “Nessuno ha la bacchetta magica – precisa – però siamo sulla strada giusta e vogliamo arrivare a un programma immediato e di lungo periodo, basato sulla libertà di scelta e sui programmi individuali di assistenza, che non possono essere comparati a quelli in atto nel resto d’Italia. Faremo di più, ma per essere giudicati vogliamo che tutti attendano la presentazione del programma”.

La nota che ci arriva dalla regione Emilia Romagna dice che ogni persona con disabilità gravissima percepisce un contributo che va dai 600 ai 1600 euro. Noi daremo molto di più. Tra qualche giorno presenteremo il piano alla commissione Salute dell’Ars, così come prevede la norma che abbiamo adottato. Vorremmo farlo senza polemiche e senza pregiudizi, perché quando si parla dei circa 480 milioni di euro dell’Emilia, non ci si riferisce alla disabilità gravissima, ma al fondo integrativo socio-assistenziale che prevede tutte le misure a favore dei soggetti con disabilità, sommando le risorse destinate dalle aziende sanitarie a quelle dei comuni e dei distretti sanitari. E se facciamo solo una comparazione, ai fondi già stanziati si aggiungono i 75milioni a carico delle Asp e destinati alle cure domiciliari per tali persone. Nelle more della definizione dei programmi individuali di assistenza e nelle more degli accertamenti da parte delle Asp dei dati forniti dai distretti sociosanitari, avvieremo misure immediate per consentire a ogni persona con disabilità gravissima di essere autosufficiente. Ribadisco, inoltre, che il progetto di riconversione lavoratori socialmente utili, non riguarda i disabili gravissimi e gravi, ma si riferisce all’assistenza nei confronti di anziani e persone con esigenze minori, in modo tale da liberare quelle risorse che attualmente i comuni destinato a tale finalità, per impegnarli in progetti rivolti alle persone con disabilità grave e gravissima”, conclude il presidente.

“Non sono d’accordo con il Presidente Crocetta. La scorciatoia da lui ipotizzata per affrontare l’ emergenza disabili in Sicilia non funziona. I dipendenti ASU non hanno le professionalità per accompagnare verso una qualità della vita decente i disabili. Ho proposto, nel mio ddl, un progetto di vita indipendente, firmato da parlamentari di tutti gli schieramenti e concordato con i diretti interessati e le loro famiglie, di attribuire una somma annua ai soggetti beneficiari che le famiglie possono gestire autonomamente; e i 36 milioni inseriti nell’ esercizio provvisorio rispondono a questa finalità. Occorre velocemente aggiornare gli elenchi dei beneficiari nei Comuni e procedere all’erogazione delle somme sulla base della gravità dei casi. Qualora il Governo avesse le idee confuse, mi farò promotore di una mozione all’Ars che chiarisca i termini della questione”. Lo dichiara l’on. Nino Oddo, deputato questore e componente della commissione salute e servizi sociali all’Ars.

Sicilia, disabili: continua il balletto di cifre. Le idee confuse di Crocetta 2017-03-08T07:17:15+00:00