Appalti: l’Autorità di vigilanza boccia il co-marketing

L’Autorità di vigilanza sui contratti pubblici, accogliendo un ricorso di Ance Sicilia su una gara bandita dal Comune di Alì (provincia di Messina), ha chiarito che “non è ammissibile, secondo la normativa di settore, il criterio di valutazione dell’offerta relativo al co-marketing” nelle procedure di affidamento di lavori mediante aggiudicazione all’offerta economicamente più vantaggiosa.
L’Ance Sicilia è stata costretta ad intervenire su un fenomeno che di recente ha visto protagonisti quasi contemporaneamente tre Comuni del Messinese (Alì, Forza d’Agrò e Gualtieri Sicaminò) i quali hanno adottato analogo procedimento per gare di importo inferiore ai 5 milioni di euro: l’aggiudicazione all’offerta economicamente più vantaggiosa.
Nell’esprimere, in generale, dubbi sulla linearità del comportamento di questi enti rispetto ad una procedura che, per tale fascia di importi, spinge le ditte partecipanti a costi penalizzanti, l’Ance Sicilia ha osservato che in tutti e tre i bandi, per selezionare l’impresa migliore, viene attribuito un punteggio esiguo alle offerte al ribasso per l’esecuzione dei lavori, mentre viene attribuito un punteggio esagerato alle “offerte al rialzo” sull’importo da versare al Comune per il co-marketing, cioè per installare spazi pubblicitari sui luoghi, al fine di promuovere le opere oggetto dell’appalto.
Nel caso specifico del Comune di Alì, l’appalto riguarda lavori di riqualificazione urbana delle aree limitrofe alla Chiesa di Santa Maria (importo a base d’asta 1 milione e 52 mila euro). Un’impresa che si sforzi di ribassare il più possibile l’offerta per l’esecuzione delle opere si vedrebbe attribuire fino a un massimo di appena 15 punti, mentre basterebbe rialzare l’offerta sul co-marketing (valore base 5 mila euro) per vedersi attribuire 50 punti, poi scesi a 20 punti dopo una prima contestazione dell’Ance.
In poche parole, un’operazione a discapito della qualità dell’opera e a vantaggio delle casse comunali, considerato che la cifra per il co-marketing va comunque pagata anche se i cartelloni pubblicitari non vengano installati.
L’Autorità di vigilanza, entrando nel merito dell’appalto, non solo ha ritenuto inammissibile questo “discriminante criterio” di attribuzione dei punti, ma ha aggiunto che “non è dato evincere alcuna specifica attinenza tra il criterio in esame e le caratteristiche dell’appalto” e che “la semplice ricorrenza del profilo di interesse pubblico, espressamente riconnesso al valore culturale degli spazi interessati dai lavori, non è tale da giustificare l’inserimento del contestato criterio di valutazione dell’offerta appunto perché non attinente alla natura, all’oggetto e alle caratteristiche dell’appalto, volto alla riqualificazione dell’area attraverso l’esecuzione di un complessivo intervento di trasformazione, al fine di migliorarne la fruibilità, che non comprende anche la sua valorizzazione pubblicitaria e commerciale”.
Adesso il Comune di Alì dovrà tenere conto di questo parere e riformulare il bando. L’Ance Sicilia ha notificato il parere dell’Autorità anche al Comune di Forza d’Agrò perché riformuli il bando relativo alla riqualificazione artistica della strada panoramica Viale delle Rimembranze (importo 525 mila euro); mentre inviterà il Comune di Gualtieri Sicaminò a sospendere in autotutela l’appalto per il recupero urbano del rione Misericordia (importo 1 milione e 13 mila euro), che è già in fase di aggiudicazione definitiva.

Appalti: l’Autorità di vigilanza boccia il co-marketing 2013-03-01T11:26:36+00:00