Turismo in Sicilia in ripresa ma le tasse lo affondano

Forte mobilità interna che ha compensato le assenze extraregionali, segnali positivi sulle prenotazioni, forte crescita di quelle località in cui le amministrazioni sono particolarmente attive e presenti ma nel contempo una stagionalità che si restringe sempre di più e  che incide sia sulla redditività delle strutture che sui posti di lavoro. Questo il quadro del turismo siciliano all’indomani delle vacanze pasquali fatto da Ornella Laneri, presidente regionale di Confindustria Aberghi e turismo che ha fatto una indagine rapida sul settore e al prossimo assessore al Turismo (il nome dovrebbe essere comunicato presto dal presidente della regione Rosario Crocetta) manda a dire: «Dobbiamo vederci prima possibile per fare il punto: non è pensabile che in una regione come la nostra la stagione delle vacanze possa durare da maggio alla fine di agosto. Bisogna mettersi subito al lavoro e rapidamente far invertire la rotta». E per quanto riguarda l’imprenditore eoliano che si è tolto la vita dice: «Alla famiglia va tutta la mia solidarietà e il mio affetto. Non sono in grado di dire se si tratti di una scelta motivata da problemi economici. In genere non mi piacciono i giudizi sommari e in questo caso potrebbero essere tacciati di strumentalizzazione».
L’analisi del presidente dell’associazione confindustriale, non lascia dubbi: «E’ stata rilevata assenza generale del partner pubblico anche a livello comunale e provinciale, ad eccezione di Marsala con un ottimo sindaco che ha dato visibilità al territorio.
A ridurre la competitività delle aziende incidono la contrazione generalizzata della stagionalità che rischia di avere conseguenze anche sui contratti che hanno come è noto durata semestrale e una tassazione altissima (tra il 60 e il 70%) che strangola  le nostre imprese turistiche a vantaggio del resto di Europa». In generale, spiegano gli albergatori, le cose sono andate bene «grazie anche a una certa mobilità interna:i siciliani che non hanno potuto prendere l’aereo o andare fuori dall’isola hanno scelto una meta interna. In alcuni posti come le Eolie le cose non sono andate benissimo ma questo è dovuto al periodo: per quelle isole marzo è troppo presto».
Ecco la situazione in alcune località. A Trapani le uniche eccezioni sono Marsala  e San Vito Lo Capo. Ma in tutta la provincia a maggio si attende una buona ripresa. A Palermo c’è stato un calo sensibile per la Pasqua me è previsto un miglioramento, anche grazie ad eventi mirati previsti in città (tennis cup, settimana della cultura araba, gay pride) anche se, sostengono gli albergatori, organizzati a troppa breve distanza che non ne permette la promozione all’estero.
A Siracusa: in città modesta soddisfazione, è andata infatti come o leggermente meglio dello scorso anno, grazie a iniziative mirate ottenute da sinergie  tra privati e Camera di commercio. Anche la provincia ha avuto riscontri positivi. A Catania c’è stata una buoTaorminaa occupazione degli alberghi in città con leggero calo del fatturato. Per Catania è difficile fare previsioni, trattandosi di città commerciale. A Taormina il centro ha tenuto e, in alcuni casi, ha registrato un aumento di occupazione. «Man mano che ci si allontana dal centro – spiega Laneri – si registra un leggero calo, dovuto al periodo in cui è caduta la Pasqua. Le prospettive di occupazione sono in crescita, ma la tassa di soggiorno, davvero esagerata e non condivisa con gli operatori, incide negativamente ( oltre alla tassazione comune al resto d’Italia)». A Lampedusa, sostengono gli imprenditori, «grazie alle dichiarazioni sull’Isola dei conigli buona previsione per la stagione che risulta comunque ridotta nel tempo. Prevalgono ancora le richieste rispetto alle conferme. Non bisogna abbassare la guardia sul problema drammatico dell’immigrazione che rischierebbe di vanificare il  lavoro degli operatori del settore».

Turismo in Sicilia in ripresa ma le tasse lo affondano 2013-04-02T17:55:20+00:00
  • Pino

    Sarebbe auspicabile una ripresa del turismo come anche una rivisitazione delle tasse che gravano sul misero reddito d’impresa ( imu, ato…che anche se pagate non danno servizi come previsti) e che ci costringono il piu’ delle volte a smettere di sognare…su quei giovani che come me hanno deciso di rimanere nella splendida terra di Sicilia …
    Si io ancora ci spero…spero che la Sicilia e i nostri governanti lavorano per questo e che recuperano tutti gli anni persi in programmazione non rispondente alle reali esigenze settoriali e soprattutto che sappiano spendere bene le risorse che vengono assegnate indirizzandole su quelle potenzialità che solo un’ isola unica al mondo come quella nostra possiede
    Nella speranza che cio’ si avveri allontaneremo la disperazione nella consapevolezza che basta crederci … Ciò si può fare.