Dubbia costituzionalità. Il Commissario dello Stato impugna la Finanziaria siciliana

Il Commissario dello Stato in Sicilia, Carmelo Aronica, ha impugnato diversi articoli della legge finanziaria faticosamente approvata dall’Ars lo scorso 30 Aprile. Ha rilevato, infatti, diverse disposizioni dell’articolato provvedimento che potrebbero essere incostituzionali, tra cui quello che disciplina la “Tabella H”, cioè l’elenco di enti – appoggiati da questo o quel partito – che fanno incetta di contributi per la loro attività. Aronica ha impugnato ben 21 articoli della Finanziaria. Il testo completo dell’impugnativa potete leggerlo a questo link.aronica_carmelo_commissario_stato_sicilia-250x200

LA TABELLA H. Secondo Aronica, la norma approvata dall’Ars nella Finanziaria e che prevede contributi a pioggia per 135 associazioni siciliane, la cosiddetta ex ‘Tabella H’ per un totale di oltre 24 milioni di euro “da’ adito a rilievi di carattere costituzionale sotto il profilo della violazione degli articoli 3 e 97 della Costituzione”. “Ne’ dal testo della norma, che contiene con il rinvio all’allegato 2 un mero elenco di destinatari e di importi ripartiti, ne’ dai lavori preparatori della legge, come prima prospettato, emerge la ratio giustificatrice di ogni caso concreto non risultando pertanto che l’Assemblea regionale abbia osservato criteri obiettivi e trasparenti nella scelta dei beneficiari dei contributi”, ammonisce Carmelo Aronica. “La norma si risolve” in un percorso privilegiato per la distribuzione di contributi in denaro, con prevalenza degli interessi di taluni soggetti collettivi rispetto a quelli, parimenti meritevoli di tutela, di altri enti esclusi, ed a scapito quindi dell’interesse generale”. E a “fronte di una legislazione ordinaria e di principio – si legge ancora nell’impugnativa – che prevede l’ammissione a contributi pubblici di tutti i soggetti pubblici e privati su un piano di parità’ per il mantenimento e l’esercizio di attività  di rilevante interesse culturale e sociale fruibili dalla collettività , l’Ars interviene nuovamente con un provvedimento ad hoc destinato esclusivamente a determinate istituzioni da anni fruitrici di provvidenze pubbliche senza ancorare la scelta operata a precisi e confacenti parametri di comparazione e valutazione”. E ancora: “Il principio di eguaglianza esige che le leggi singolari, come la norma in esame, corrispondano ad obiettive diversità  delle condizioni considerate rispetto a quelle di enti similari, che giustifichino razionalmente ed obiettivamente la disciplina di privilegio adottata – prosegue l’impugnativa – Ove sussistono situazioni omogenee rispetto a quelle singolarmente considerate si incorre nella violazione del principio di eguaglianza perché  si determinano ingiustificate posizioni di vantaggio per le istituzioni beneficiarie della norma rispetto a quelle escluse”.

LE REAZIONI POLITICHE.  Secondo Marco Forzese, presidente della commissione Affari istituzionali dell’Ars  “è senza dubbio esemplare l’impugnativa integrale dell’art.74 (Tabella H) della legge finanziaria da parte del commissario dello Stato, Carmelo Aronica. E’ una scure sul clientelismo che regna, purtroppo, ancora in certi ambienti della Regione. “L’impugnativa del Commissario dello Stato, che respinge ben 21 articoli del Bilancio e della Finanziaria, è la bocciatura del percorso amministrativo e di governo di Crocetta”. Lo dichiara il vicepresidente della Commissione ‘Attività Produttive’ dell’Ars, Salvino Caputo. “Con 22 articoli impugnati, il commissario dello Stato ha, di fatto, falcidiato la legge finanziaria. Turba un’impugnativa così complessa che mina la stessa autonomia regionale. Occorre ora una riflessione politica con il presidente Crocetta per verificare l’agibilità dell’impostazione delle scelte economiche del governo. Va sottolineato, comunque, che parte degli articoli cassati riguardavano norme di “privilegio” che non possono essere più sostenute in un periodo come quello che attraversiamo”. Lo afferma Giuseppe Picciolo, capogruppo dei Democratici riformisti per la Sicilia all’Ars.

LA UIL. “Bene ha fatto il Commissario dello Stato, Carmelo Aronica, ad impugnare tra gli articoli, anche quello che disciplinava la Tabella H. La Uil Sicilia ritiene, infatti, che sia venuto il momento di mettere fine a questa pratica che da troppo tempo si presta alla “non trasparenza” e al clientelismo”. Lo sostiene Claudio Barone, segretario generala della Uil Sicilia, che aggiunge: “Certo, dentro quella Tabella ci sono anche voci utili e che vanno recuperate ma il metodo non può essere quello della discrezionalità e del favoritismo. Anche il Parlamento regionale avrebbe dovuto prendere atto che il clima è cambiato e che l’intervento del Commissario dello Stato fosse assolutamente prevedibile. Il Governo Crocetta è in evidente difficoltà. Per questo riteniamo – conclude Barone – che un confronto vero con le parti sociali , sino ad ora assolutamente insufficiente, possa rafforzare il consenso sulle proposte di riforma da portare in Parlamento evitando incongruenze e assalti alla diligenza”.

Dubbia costituzionalità. Il Commissario dello Stato impugna la Finanziaria siciliana 2013-05-09T13:40:31+00:00