Iniziata all’Ars la discussione sulla nuova legge elettorale in Sicilia. Via il listino

PALERMO – La commissione Affari istituzionali di palazzo dei Normanni, presieduta da Forzese, ha  avviato l’esame del disegno di legge per la riforma della legge elettorale. Si tratta di una conseguenza logica della  riforma costituzionale dello Statuto speciale che ha ridotto da 90 a 70 i deputati regionali. Con meno deputati, bisogna garantire la rappresentatività del territorio siciliano. E quindi una delle prime cose da fare è abolire il listino che serviva da insolito premio di maggioranza, un correttivo maggioritario per consentire al presidente della Regione eletto di avere la maggioranza a Sala d’Ercole. Correttivo che, in realtà, non è stati mai utilizzato nel 2006 e nel 2008, e nel 2012 non ha garantito la maggioranza a Crocetta.

arsSecondo il testo che è stato adottato come base della discussione, il presidente eletto avrà una maggioranza pari al 60% dei seggi, cioè 42 seggi, più lo stesso governatore. Per la coalizione che sostiene il presidente della Regione, nel caso in cui non raggiungesse i 42 seggi, è previsto un premio di maggioranza.
Resta immutata la norma che assicura il seggio al presidente eletto ed al migliore perdente, così come lo sbarramento del 5% a livello regionale.
L’attribuzione dei seggi viene effettuato con il sistema proporzionale tra le liste che, ovviamente, superano la soglia minima. La ripartizione di 62 seggi avviene tra le liste provinciali, ulteriori 6 seggi, sempre su base provinciale, scattano a favore della coalizione vincente nel caso in cui questa non raggiunga i 42 seggi, cioè il 60%.
Sui principi generali sembra che vi sia convergenza tra Pd, Pdl, Drs e Megafono. La legge elettorale se non sarà approvata con procedura rafforzata può essere sottoposta a referendum, come prevede lo Statuto.
Gli aspetti tecnici sono importanti per garantire la rappresentatività di una provincia piccola come, per esempio, quella di Enna, nonostante il ridotto numeri di parlamentari. Verosimilmente, il dibattito diventerà più «caldo» al momento in cui si dovranno affrontare temi come quello della formazione della giunta regionale. Per Forzese, gli assessori tecnici non potranno essere più di quattro, i rimanenti parlamentari. Il numero degli assessori, attualmente 12, potrebbe diminuire come quello dei parlamentari. Tra le proposte di Forzese, anche il limite massimo di tre mandati per i deputati regionali e l’introduzione della «mozione costruttiva». Un argomento delicato, considerato che il presidente della Regione è eletto direttamente dai cittadini.
La commissione Affari istituzionali, oltre alla riforma della legge elettorale, constestualmente dovrà esaminare il disegno di legge del governo sull’abolizione della Province e l’istituzione dei Liberi consorzi di comuni. Legge che dovrà essere approvata dall’Ars entro il prossimo 31 dicembre. Il 15 giugno, intanto, scadranno i 5 anni dall’elezioni provinciali del 2008 e saranno nominati i commissari delle province di Palermo, Messina, Siracusa ed Enna.

Iniziata all’Ars la discussione sulla nuova legge elettorale in Sicilia. Via il listino 2013-05-29T06:35:40+00:00