Ars, pronto il disegno di legge taglia sprechi. Ecco cosa prevede

La commissione speciale incaricata di applicare il decreto Monti sulla “spending review” e sul taglio dei costi della politica all’Ars ha completato il lavoro abbozzando un disegno di legge che ora andrà all’esame dell’Aula per essere approvato entro il mese in corso.  Il presidente della stessa commissione, Antonello Cracolici, illustrandolo ai giornalisti, lo ha così sintetizzato: sono state introdotte sanzioni per gli assessori che non si presentano in Aula quando si affrontano rubriche di loro competenza. Le novità più significative riguardano l’amministrazione dei gruppi parlamentari: com’è noto, la gestione del denaro ricevuto è stato causa di procedimenti giudiziari ancora in corso.

Dichiara Cracolici: «Oggi i gruppi parlamentari ricevono circa 2.400 euro al mese per ogni deputato iscritto, questa somma scenderà a circa 700 euro al mese. Dunque, ci sarà un taglio di circa il 75%. Al tempo stesso, i costi per il funzionamento dei gruppi e per la dotazione strumentale saranno a carico dell’Ars». Ha poi aggiunto che per il personale dei gruppi, i contratti in essere saranno garantiti per la legislatura. Novità anche per il trattamento pensionistico dei deputati, che potranno scegliere se aderire al sistema contributivo o no. L’assegno di fine mandato potrà valere per un massimo di dieci anni. Per gli ex-deputati condannati e interdetti dai pubblici uffici, la pensione sarà bloccata per il periodo dell’interdizione. «L’Ars continuerà ad avere lo status di parlamento – ha aggiunto Cracolici -, ma il taglio della spesa varrà in Sicilia come nel resto d’Italia».
La scorsa settimana la commissione aveva già deciso la riduzione dell’indennità dei parlamentari, che scenderà dagli attuali 18 mila euro circa a 11 mila euro lordi omnicomprensivi. Inoltre, la partecipazione in commissioni, comitati, organi di enti di qualsiasi tipo che sia connessa alle cariche di presidente della Regione e dell’Ars, di assessore e di deputato regionale, non può prevedere, in favore di questi, la corresponsione di indennità, gettoni di presenza, rimborsi o compensi comunque denominati. È esclusa la contribuzione per partiti o movimenti politici.
Sulla spesa dei gruppi parlamentari è previsto il controllo della Corte dei conti con relativo sistema sanzionatorio. Le nuove regole finanziarie dell’Ars entreranno in vigore da gennaio. “Subito dopo ci dedicheremo al secondo tema, quello dei rapporti fra Governo e Parlamento, ovvero la cosiddetta ‘legge statutaria’. Sono passati 13 anni dall’introduzione dell’elezione diretta del presidente – continua Cracolici – ci sono molti aspetti da affrontare e integrare: penso ad esempio alla mozione di “censura” o di “sfiducia” del singolo assessore, o alla questione della “fiducia” e della “sfiducia” al governo. Insomma, questioni importanti che modificheranno gli assetti e gli equilibri dei poteri fra Governo e Parlamento, anche alla luce del fatto che dalla prossima legislatura i deputati all’Ars scenderanno da 90 a 70. Ma piu’ in generale – conclude Cracolici – abbiamo l’occasione per aprire un grande confronto con l’opinione pubblica siciliana e nazionale sulle ragioni e sulle opportunità connesse all’istituto dell’Autonomia”.

Secondo i tagli predisposti dal governo Monti, le “nuove” indennità dovranno essere adeguate a tre regioni italiane prese come modello virtuoso: l’Umbria per le indennità di presidenti di giunta e consiglio e l’Emilia Romagna per gli stipendi dei consiglieri e l’Abruzzo per quanto riguarda i finanziamenti ai gruppi consiliari.

Ars, pronto il disegno di legge taglia sprechi. Ecco cosa prevede 2013-07-10T07:43:12+00:00