Palermo affonda. E non è una metafora

Palermo affonda. Ma questa volta non si tratta di una metafora: la città viene sommersa ogni volta che arriva un violento acquazzone. Perché quello di oggi non è stato un alluvione, né una “bomba d’acqua”, ma gli effetti sono stati quelli di sempre: strade allagate, acqua che scavalca i marciapiedi e soprattuto la principale via di accesso, viale Regione Siciliana, allagata e ovviamente bloccata, con code lunghissime di auto.

Dove sta il problema? “Dopo 10 anni durante i quali nessun intervento di ammodernamento e manutenzione della rete fognaria è stato eseguito, stiamo lavorando per recuperare questo handicap”, si è affrettato a comunicare il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando. Un ritornello che viene ripetuto da ogni nuovo sindaco nei confronti di quello precedente, ma che adesso Orlando sta ripetendo fin troppe volte. Anche perché quando si è candidato sapeva benissimo che città avrebbe ereditato se fosse tornato a guidarla.

Orlando scrive in un comunicato che “è evidente che occorre ripensare il sistema di raccolta e gestione delle acque meteoriche della città perché anche lì dove gli interventi di pulizia e manutenzione delle caditoie e dei tombini sono stati fatti da 24 ore (viale Michelangelo, ndr), il sistema non regge l’impatto di piogge tanto violente. Per questo il Piano triennale delle Opere pubbliche che proprio ieri è stato esitato dal Consiglio Comunale ha rivolto al sistema fognario una grande attenzione e per questo da luglio ad ora tutti i progetti possibili sono stati esitati ed inviati agli organi competenti per l’approvazione”.

Bene: si pensi un po’ meno ai dieci anni dell’amministrazione precedente e più alle cose da fare. I palermitani lo hanno riempito di consensi proprio per chiudere quella stagione disastrosa, non vorrano certamente trascorrere i prossimi cinque ad ascoltare scuse. Anche perché a qualcuno potrebbe anche venire in mente che il sistema fognario palermitano sia passato “indenne” non solo all’amministrazione Cammarata, ma anche a quelle precedenti.

Inoltre, se è difficile recuperare dieci anni di mancate manutenzioni ed è impossibile evitare che su Palermo si riversi una grande quantità d’acqua in poche ore, si può certamente agire sul traffico per esempio incentivando il trasporto pubblico (anche mettendo in circolo più mezzi proprio quando piove molto): viale Regione Siciliana rimarrà bloccata lo stesso, ma magari si eviterà di intasare troppo anche il resto della città.

A questo link, l’elenco dei progetti inerenti il sistema fognario attualmente in fase di avanzamento da parte dell’Amministrazione.
Palermo affonda. E non è una metafora 2013-10-11T15:35:13+00:00