Crociere: a Palermo +5%, ma nel resto d’Italia è ancora crisi

Se il 2013 per il settore crocieristico italiano si è presentato difficile per il protrarsi della crisi, il 2014 promette non pochi elementi di complessità. Bastano due percentuali: meno 6,9% passeggeri e meno 8,8% navi rispetto al 2013. Da questo contesto sembra tirarsi fuori il porto di Palermo che, già nell’anno in corso, ha registrato un incremento di traffico crocieristico dopo un 2012 in discesa.

Il trend positivo si conferma, dunque, anche il prossimo anno in cui a Palermo sono previsti 200 approdi (190 nel 2013) e quasi mezzo milione di passeggeri (490.000 contro i 450 mila del 2013), cifre che portano lo scalo siciliano a registrare un 5% in più. Il dato è emerso durante la terza edizione dell’Italian Cruise Day, un’occasione di confronto e informazione per l’industria crocieristica, ospitato nella sede della Camera di Commercio di Livorno, con la partecipazione di oltre trecento delegati provenienti da tutta Italia e trenta relatori di rilevanza internazionale. I numeri positivi dell’Autorità portuale di Palermo sono il risultato di una politica che crede nel criterio di destagionalizzazione, come dimostra la presenza di navi in tutti i mesi dell’anno: in particolare Costa Crociere raddoppierà le sue visite in città, passando dalle 34 toccate del 2013 alle 61 del 2014, anche con navi di stazza superiore.

Standard elevati, servizi eccellenti, infrastrutture funzionali e abbattimento dei costi sono le richieste che vengono dalle compagnie crocieristiche. Tutte sfide che il settore portuale deve saper cogliere perché il mercato delle crociere in Italia, lungo molo disteso sul Mediterraneo, ritrovi la sua forza. E anche in questo senso Palermo sarà sempre più competitiva: la sua stazione marittima diventerà sempre più il luogo-simbolo, sulla linea del fronte a mare: ingresso alla città per chi viene dal mare e riferimento per il territorio urbano. In funzione di nuove esigenze, e per potenziare le infrastrutture al servizio delle crociere, è in corso, infatti, il suo restyling con un investimento di oltre 28 milioni di euro.

Per il commissario straordinario, Vincenzo Cannatella “Questo incremento ci rende orgogliosi ma non ci fa rilassare. La competizione è forte, noi puntiamo molto sul traffico crocieristico come elemento di sviluppo dei traffici portuali e come opportunità di crescita economica dei territori di riferimento. Le opportunità che il traffico crocieristico può offrire ai territori interessati dagli scali e dalle escursioni a terra non va valutato solo in termini di impatto economico ma anche di visibilità e promozione. Per questa ragione, una stretta collaborazione con gli assessorati al Turismo e ai Beni culturali e all’Identità siciliana mi sempre indispensabile. La chiave per il futuro sta nel connubio tra bellezze storiche, archeologiche e paesaggistiche, che abbiamo in abbondanza e che rappresentano il principale fattore di attrazione e di successo del settore crocieristico, e la capacità del nostro porto di trasferire alla città e ai territori turisti e ricchezza. Ecco la sfida: strutture accoglienti, attenzione all’ambiente, collegamenti efficienti ma anche opportunità diverse per i crocieristi con la creazione di nuovi itinerari. Turismo ed economia del mare possono contribuire a rimettere in piedi la nostra economia”.

L’Autorità portuale di Palermo ha anche partecipato alla concomitante “Casa dei porti crocieristici italiani”, uno spazio informativo, di scambio e discussione a disposizione delle Autorità portuali.

Crociere: a Palermo +5%, ma nel resto d’Italia è ancora crisi 2013-10-25T15:24:26+00:00