Datagate, il terminale di Telecom Sparkle nel territorio di Messina Denaro

MAZARA DEL VALLO – Cose che accadono solo in Sicilia, verrebbe da dire. Lungomare San Vito, Mazara del Vallo. Civico 167. E’   la residenza estiva di Giuseppe Grigoli, l’ex re dei supermercati, il prestanome di Messina Denaro, condannato da poco a 12 anni per mafia e al quale lo Stato ha confiscato beni per 700 milioni di euro, tra cui anche questa villa sul mare: una palazzina giallina a due piani, con infissi in legno. Basta uscire dal cancello di casa Grigoli,  fare appena cento passi, forse meno,  e cosa ti trovi? SeaMeWe3. Il terminale al centro di uno scandalo internazionale: il “Datagate”.  Qui arrivano i dati del cavo lungo 39mila chilometri (quasi quanto la circonferenza della Terra all’equatore), che collega Europa, Asia e Medio Oriente, e che in Europa ha cinque nodi, tra cui, appunto, quello di Mazara del Vallo.  SeaMeWe3 è controllato dalla Telecom Sparkle.

Tutti ne parlano, ma nessuno finora aveva mai mostrato la sede. Eccola.Un fortino, telecamere ovunque, doppia recinzione. Un’anonima palazzina a due piani. Una piccola tabellina, nessun numero civico. Confina con il civico 157, una villa che appartiene a dei noti rivenditori di auto di Mazara del Vallo.

 

La Sicilia è uno dei principali terminali degli “spioni” americani. «La Nsa porta avanti molte attività spionistiche anche sui governi europei, incluso quello italiano» ha detto Gleen Greenwald, il giornalista americano che custodisce i file della talpa Edward Snowden. Sull’ultimo numero de L’Espresso si racconta che i documenti di Snowden contengono molte informazioni sul controllo delle comunicazioni italiane, destinate a essere rivelate nelle prossime settimane. Ma la questione non è soltanto la quantità-qualità delle informazioni, ma le “infrastrutture” usate e soprattutto gli snodi utilizzati per farle transitare.

Dalle informazioni in possesso de l’Espresso risulta inoltre che «i documenti dell’ex contractor lasciano emergere una serie di nomi dei cavi sottomarini a fibra ottica intercettati dai servizi inglesi del Gchq, il Government Communications Head Quarter, omologo britannico della Nsa e che con la Nsa ha una relazione speciale di collaborazione e condivisione dei dati». Tra i cavi intercettati dal Gchq ce ne sono «tre che interessano l’Italia e che permettono quindi di accedere ad alcuni dei dati più personali degli italiani: quelli delle loro interazioni sociali attraverso le comunicazioni telefoniche e via Internet».

Da dove ascoltano le orecchie americane nel nostro Paese? Dalla Sicilia, soprattutto. Greenwald, infatti, rivela che l’attività di spionaggio globale viene svolta attraverso l’intercettazione di tutti i dati trasferiti da tre cavi in fibre ottiche sottomarini che hanno terminali in Italia. Il primo è appunto  il “SeaMeWe3”; il secondo è il “SeaMeWe4”, 20mila chilometri, collega Europa, Nord Africa e Asia e sul territorio europeo ha due nodi: uno a Palermo e l’altro a Marsiglia; infine, il Fea (Flag Europe Asia), 28mila chilometri, che collega l’Europa al Giappone attraverso Medio Oriente e India e che in Europa  ha tre nodi, di cui uno a Palermo.

Datagate, il terminale di Telecom Sparkle nel territorio di Messina Denaro 2013-10-27T15:39:14+00:00