Sicilia, Gibellina: la città museo con 600 opere abbandonate dalle istituzioni

E’ stato presentato nei giorni scorsi, presso la Sala Rossa di Palazzo Reale a Palermo, “Gibellina arte contemporanea”, un volume sulle opere d’arte e di architettura contemporanea presenti nella città belicina, curato da Bruno Corà, presidente della Fondazione Burri di Città di Castello.
All’incontro erano presenti, Gianfranco Zanna, direttore regionale di Legambiente Sicilia; Rosario Fontana, sindaco di Gibellina; Rosario Salvato e Tiziano Sarteanesi della Fondazione Burri; Francesco Forgione, direttore della Fondazione Federico II; Enzo Fiammetta, direttore del Museo delle Trame Mediterranee della Fondazione Orestiadi e Claudio Collovà, direttore artistico delle Orestiadi.

Legambiente e il Comune di Gibellina hanno scelto di svolgere la presentazione nella sede del Parlamento siciliano per “fare uscire Gibellina da Gibellina” e far conoscere questa città-museo ai siciliani a cominciare dai 90 deputati dell’Ars ed è stata anche l’occasione per lanciare un grido d’allarme in favore della cultura siciliana e in particolare di Gibellina.
“E’ un volume in controtendenza rispetto all’andazzo in Italia e soprattutto in Sicilia – ha detto Gianfranco Zanna, direttore regionale di Legambiente Sicilia -. La cultura in Sicilia continua a essere mortificata con i tagli, la Fondazione Orestiadi rischia di chiudere. La Regione ha deciso di azzerare il capitolo di spesa per realtà di prestigio internazionale: dalla Fondazione Orestiadi al Museo Mandralisca, fino al Museo delle Marionette, mettendo sullo stesso piano eccellenze della cultura e dell’arte con sagre di paese. La tabella h per fortuna non c’e’ più, ma un’alternativa deve esserci”.
“Stiamo donando questo libro – ha detto Rosario Fontana, sindaco di Gibellina – a tutti i 90 deputati dell’Ars, perché spesso neanche i siciliani sanno che a Gibellina ci sono più di 600 opere di pregio, forse neanche Berlino possiede un patrimonio simile. Gibellina è famosa per fatti di mafia, è stata distrutta dal terremoto del ’68 ma, grazie a uomini come Ludovico Corrao, abbiamo assistito ad una rinascita non solo culturale ma anche spirituale: un tempo era una città agricola, oggi è una città che sa parlare di cultura e sa accogliere le persone. Con questo volume presentiamo Gibellina al mondo della politica che poi fa le scelte sociali ed economiche”.
Gibellina, meglio conosciuta come città di frontiera dell’arte e dell’architettura contemporanea, ospita il Museo en plein air formato da circa 60 opere disseminate in città, il “Cretto” di Alberto Burri sui Ruderi, 10 siti di rilevante interesse architettonico, il Museo d’ Arte Contemporanea con una collezione di circa 2.000 opere d’arte formata attraverso il contributo di numerosi artisti italiani e stranieri. La cittadina del Belìce ospita inoltre il Museo delle Trame Mediterranee, che rappresenta un’interpretazione inedita e aperta della cultura e della storia mediterranea.
La Fondazione Orestiadi voluta da Ludovico Corrao, nonostante la crisi, continua a rappresentare un baluardo culturale ma, durante la presentazione del volume il direttore artistico delle Orestiadi Claudio Collovà ha annunciato che purtroppo la trentatreesima edizione dell’evento non si terrà e le Orestiadi sono costrette a chiudere dopo tanti anni a causa dell’abbandono da parte delle istituzioni: “Sono esterrefatto – ha detto Collovà – le Orestiadi vengono cancellate brutalmente senza una benché minima attenzione e riflessione. Ci dispiace innanzitutto per i nostri spettatori e per gli artisti con cui avevamo già firmato i contratti. In questi giorni sono in corso alcuni spettacoli che fanno parte dell’edizione del 2013, invito i deputati a venirsi a sedere in platea in mezzo ai cittadini per comprenderne il valore”.
In questo contesto si avvicina il 2015, centenario della nascita e il ventennale della scomparsa del maestro Alberto Burri, autore dell’opera più famosa di Gibellina, il Cretto. Burri progettò un gigantesco monumento della morte che ripercorre le vie e vicoli della vecchia città: esso infatti sorge nello stesso luogo dove una volta vi erano le macerie, attualmente cementificate dall’opera di Burri. Dall’alto l’opera appare come una serie di fratture di cemento sul terreno, il cui valore artistico risiede nel congelamento della memoria storica di un paese. “Si tratta – ha detto il vicepresidente della Fondazione Burri di Città di Castello, Rosario Salvato – probabilmente della più grande opera di land art al mondo. E’ un’opera emozionante, capace di raccontare con pochi colori e semplicità assoluta un dramma. Burri teneva moltissima al Cretto di Gibellina e uno dei suoi dispiaceri era il non completamento del cretto. Gibellina rappresenta, quindi, per noi una pezzo della stessa Fondazione Burri. Nel centenario il maestro Burri rivivrà con una serie di iniziative internazionali di altissimo livello, che saranno presentate a Roma. Oggi il problema dei musei è avere collezioni permanenti, la Sicilia con Gibellina ha una collezione permanente”.
Concitato l’intervento di Francesco Forgione, direttore della Fondazione Federico II che gestisce i flussi turistici di uno dei siti più visitati in Sicilia come Palazzo Reale e la Cappella Palatina: “E’ un momento drammatico per le istituzioni e per la cultura siciliana. – ha detto Forgione -. Ho letto che l’assessore al turismo Stancheris ha dichiarato che la cifra che si può destinare per l’estate siciliana è di 212 mila euro. Io, invece di fare quella dichiarazione, mi sarei dimesso. Lo dico come provocazione, ma siamo ad uno snodo fondamentale, occorre lanciare un allarme, ha fatto bene Gibellina a lanciarlo per la Fondazione Orestiadi e per il Museo delle Trame Mediterraneo. E’ un patrimonio tale che non può essere vittima dei tagli ai bilanci regionale. Nella stessa situazione si trovano eventi come Taoarte o il Premio letterario Tomasi di Lampedusa che si organizza ogni anno a Santa Margherita Belice: a pochi giorni dall’evento ancora non si ha certezza dei fondi.
La stagione turistica è già iniziata e per una serie di concomitanze internazionali, a cominciare dalla crisi di altri paesi mediterranei, i dati dicono che i flussi turistici per la Sicilia sono in aumento. Sarebbe un delitto non sfruttare questa occasione”.
A margine della presentazione Forgione ha, inoltre, annunciato la firma del protocollo d’intesa tra il presidente dell’Ars e della Fondazione Federico II, Giovanni Ardizzone e la Fondazione Orestiadi per iniziative comuni: “Noi siamo vicini a Gibellina e facciamo un’assunzione di responsabilità – ha detto Forgione -. La collaborazione inizierà già da settembre portando a Palazzo Reale una grande mostra con le opere del Museo delle Trame Mediterranee”.
E’ intervenuto infine, il deputato regionale trapanese Girolamo Fazio. Il parlamentare ha auspicato che nella prossima finanziaria, che dovrebbe andare in aula nelle prossime settimane, “il governatore Crocetta mantenga la promessa di prevedere un capitolo di spesa per le Orestiadi. Una spiraglio di luce nel buio pesto. Credo – ha detto Fazio – che la cultura non possa essere esclusa dagli investimenti. Invece, le istituzioni operano in direzione opposta. Vanificare anni e anni di impegno non può essere fatto con tale superficialità e disattenzione. C’è quasi un attacco nei confronti di territori subalterni. Crocetta mi ha chiesto di ritirare l’emendamento su Gibellina, per poi occuparsene nella terza finanziaria. Confido che lo faccia davvero”.
Alla presentazione erano stati invitati ma non hanno partecipato gli Assessori regionali al Turismo, Michela Stancheris e ai Beni culturali, Pina Furnari.

Sicilia, Gibellina: la città museo con 600 opere abbandonate dalle istituzioni 2014-06-14T11:02:39+00:00