Sicilia, Trapani: il porto in crisi che non vuole perdere l’Authority

Non sono buone le notizie per i porti siciliani. Il governo Renzi, in un’ottica di “spending review” ha da tempo deciso di accorpare le Autorità portuali e abbattere quindi almeno il 50% delle spese relative agli stipendi di dirigenti, manager e impiegati. Il ministro dei Trasporti Maurizio Lupi ha più volte smentito che ci sia in corso questo progetto, dato che a Trapani la cosa sta creando molte proteste. Ma in realtà è tutto in dirittura d’arrivo. In Sicilia rischiano scali importanti come Augusta, Messina e Trapani, si salverebbero soltanto le Autorità portuali di Palermo e di Catania. In tutta Italia ne salterebbero nove.

Attualmente in Sicilia le Autorità portuali sono rette da commissari. La richiesta di accorpare le autorità portuali nasce in realtà non solo per motivi di spesa, ma per una precisa indicazione dell’Unione Europea, che davanti al proliferare delle Autorità portuali per motivazioni politiche e non tecniche, ha chiesto all’Italia di mettere un freno e ridurre le cose all’essenziale dimezzando anche i consigli di amministrazione.

A Trapani gli operatori vivono la perdita dell’autonomia come una beffa. Da qualche settimana, ormai, arrivano navi da crociera piene di turisti: una gran boccata d’ossigeno per la città. Ma l’infrastruttura è in crisi. Lo ha spiegato la Fit Cisl che ha organizzato un convegno alla Camera di Commercio durante il quale ha portato all’attenzione dati allarmanti: “Una riduzione di occupati fra i lavoratori portuali pari a circa il 36%, personale posto in mobilità tra il 2012 e il 2013, mentre buona parte dei restanti lavoratori si trova in cassa integrazione, tutto per l’assenza di traffici”. La crisi sofferta dal porto di Trapani appare evidente soprattutto analizzando i dati del traffico merci calato notevolmente. Oggi sono solo tre le compagnie (CMA, Hapag Lloyd, Tarros) alcune delle quali non con cadenza settimanale, a giungere al porto. In ribasso anche il dato relativo alle navi passeggeri e commerciali: fino al 2012 facevano tappa al porto di Trapani le navi di linea per Livorno, Cagliari, Tunisi, Civitavecchia, oggi da Trapani è possibile raggiungere solo ed esclusivamente Pantelleria e le isole Egadi.

Solo dal punto di vista turistico, secondo il sindacato, il porto ha registrato un incremento degli approdi legato soprattutto al traffico della navi da crociera con quasi 2-3 approdi settimanali. “Per rilanciare subito il futuro del porto di Trapani – ha affermato Amedeo Benigno regionale Segretario regionale Fit Cisl Sicilia – è necessario realizzare subito alcune opere fondamentali, da tempo sono pronti i progetti ma non sono stati ancora stanziati i fondi necessari”.

La Cisl ha avanzato precise richieste e chiesto in primis l’istituzione di un tavolo tra Regione e Enti locali, parti sociali e imprenditori; la realizzazione del dragaggio dei fondali, urgenza assoluta di cui si parla da anni, per far attraccare le navi container, il completamento dei lavori alla banchina Ronciglio e nuovi piazzali operativi.

Sicilia, Trapani: il porto in crisi che non vuole perdere l’Authority 2014-06-26T15:28:09+00:00